Unitas incontra i giovani

Ottant’anni di storia e una giornata per avvicinare i più giovani alla realtà della disabilità visiva. Un traguardo che Unitas, l’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, celebra oggi, in occasione della Giornata internazionale del bastone bianco, aprendo le porte di tre sue strutture in Ticino. Un’occasione, spiega l’associazione, per offrire «un momento prezioso di incontro e sensibilizzazione, e per avvicinare la comunità alla nostra missione e alla realtà quotidiana di chi vive e lavora per l’inclusione delle persone cieche e ipovedenti».
Simbolo di autonomia e strumento di orientamento, il bastone bianco dà il nome a una ricorrenza internazionale che richiama l’attenzione sull’accessibilità e sulla sicurezza negli spostamenti. Un tema che Unitas ha scelto di affrontare partendo dalle nuove generazioni, attraverso il confronto diretto con chi vive quotidianamente la disabilità visiva.
Ottant’anni di impegno
Nata nel 1946 in via Nassa, a Lugano, come «piccola realtà pionieristica basata su volontariato e autoaiuto», Unitas è diventata nel tempo un centro di competenza per la disabilità visiva, impegnato a favorire l’autonomia e l’inclusione sociale e professionale. Un percorso celebrato quest’anno attraverso diverse iniziative, dalla pubblicazione dedicata alla storia dell’associazione alla rubrica radiofonica su Radio Gwen, fino al concerto inclusivo organizzato ad agosto con l’Orchestra della Svizzera italiana, durante il quale alcuni soci hanno potuto ascoltare la musica seduti tra i musicisti.
Accanto alle iniziative per l’anniversario, prosegue il lavoro quotidiano dell’associazione, attraverso progetti come la «Scuola della mela», dedicata all’autonomia digitale, e il servizio di Job Coaching, che accompagna le persone cieche e ipovedenti nell’inserimento professionale, favorendone l’accesso al mondo del lavoro. A questi si aggiunge uno studio in collaborazione con la SUPSI nell’ambito dell’80. anniversario, volto a comprendere meglio i bisogni delle persone con disabilità visiva sul territorio e le loro esigenze, anche in vista di un possibile adeguamento dei servizi.
La parola ai più giovani
Protagonisti delle iniziative organizzate per la giornata saranno gli allievi delle scuole elementari del territorio, invitati a conoscere le persone cieche e ipovedenti, ascoltarne le testimonianze e scoprire come affrontano le attività di tutti i giorni. L’obiettivo, spiega l’associazione, è «raccontare la disabilità visiva attraverso le persone, gli incontri e le esperienze concrete», offrendo ai più giovani l’occasione di confrontarsi con una realtà spesso conosciuta soltanto dall’esterno.
A Casa Andreina, a Lugano, due classi di quarta elementare della Scuola di Besso incontreranno persone cieche e ipovedenti, volontari e professionisti. Dopo aver scoperto strumenti e tecnologie utilizzati nella quotidianità, i bambini diventeranno anche «volontari per un giorno», collaborando alle attività del Centro e condividendo il pranzo con gli ospiti. Un’esperienza pensata per «offrire occasioni di incontro e conoscenza diretta», avvicinando i più giovani alla realtà della disabilità visiva.
A Tenero, invece, gli allievi ascolteranno la testimonianza di Angelo Semeraro, cieco e socio di Unitas, prima di partecipare ad attività ludiche e sensoriali con strumenti ausiliari e oggetti quotidiani. A Porza, due classi incontreranno Corinne, anche lei cieca e membro dell’associazione, per poi prendere parte ad attività guidate dalle consulenti. L’obiettivo, spiega Unitas, è avvicinare le nuove generazioni alla disabilità visiva «attraverso testimonianze, esperienze e attività concrete».
A completare la giornata sarà l’inaugurazione di una mostra fotografica realizzata dal Fotoclub Turrita per gli ottant’anni dell’associazione. Allestita negli spazi interni di Casa Andreina, a Lugano, e all’esterno di Casa Tarcisio, a Tenero, l’esposizione offrirà, come spiega Unitas, «uno sguardo sulle persone, sulle iniziative dell’80. anniversario e sulle attività che caratterizzano la vita dell’Associazione». La mostra resterà visitabile fino al 6 novembre, rappresentando anche nelle settimane successive un’«occasione per conoscere più da vicino Unitas e le sue attività».
