«Vacanze finite alle 4.50»: lo sciopero blocca una ticinese a Malpensa

Citiamo le agenzie, per cominciare: lo sciopero di 24 ore nel settore aereo, oggi, ha portato alla cancellazione di circa 160 voli fra Milano-Malpensa e Linate. Scali, come noto, molto battuti anche dai viaggiatori ticinesi. A maggior ragione d'estate, stagione di vacanze.
A indire la mobilitazione è stata la Confederazione Unitaria di Base. Al centro, il mancato rinnovo del contratto nazionale e l'adeguamento dei salari all'inflazione. Il sindacato, fra le altre cose, chiede pure il riconoscimento del lavoro domenicale, una diversa disciplina delle ferie e maggiori tutele in materia di sicurezza sul lavoro.
Secondo SEA, la società che gestisce gli scali milanesi, i passeggeri sono stati informati in anticipo delle cancellazioni mentre i voli rimasti operativi non hanno registrato ritardi significativi. La stessa organizzazione sindacale ha spiegato che diversi voli in partenza sono stati riprogrammati all'interno delle fasce orarie garantite.

Una nostra lettrice, leggendo l'articolo, ci ha contattati per segnalare che, in realtà, le cosiddette fasce garantite di garantito avevano ben poco e, ancora, che i passeggeri non sono stati avvisati in tempo utile per ripianificare i propri spostamenti. «Questa mattina – ci dice – avevo un volo alle 7 da Malpensa per Minorca. Sono arrivata due ore prima in aeroporto, come di regola. Alle 4.50 ero allo scalo e pochi minuti dopo ho ricevuto un messaggio nel quale mi veniva detto che il volo era stato cancellato. La stessa cosa è capitata ad almeno altri 50 voli».
La signora ha aggiunto: «Non ci è stata data alcuna informazione aggiuntiva, se non che questa mattina i controllori di volo non si sono presentati al lavoro. Gli stessi piloti sono arrivati a Malpensa senza sapere che il loro volo era cancellato. L’assistenza di easyJet, nel mio caso, non ha risposto fino a mezzogiorno: le linee erano occupate. Per me, dunque, è stato impossibile riprogrammare. Ho dovuto annullare le vacanze».

In aeroporto, vista la situazione, non tutti hanno reagito con aplomb e moderazione. «Un uomo – prosegue la nostra interlocutrice – ha minacciato di rompere le postazioni del check-in. Sono dovuti intervenire i militari. A quel punto, mi sono allontanata. Con me c'era anche mia figlia. I pochi impiegati di easyJet presenti nell’area check-in erano estremamente in difficoltà. Neppure loro, di fatto, sapevano della cancellazione dei voli». Sapendo dello sciopero, e al di là della fascia garantita, «questa notte a mezzanotte e mezza mi sono collegata all'app di easyJet per verificare se vi fossero dei cambiamenti. Il tracker online confermava lo stato del volo».
Dicevamo di almeno altri 50 voli annulati di primo mattino: «Un mio collega sarebbe dovuto partire con la famiglia per Parigi, oggi. Il suo volo era già stato cancellato una settimana fa, in vista dello sciopero, ma avevano trovato un'alternativa stamane alle 7 convinti di poter partire, proprio perché parliamo della fascia protetta. E invece, anche loro sono rimasti a piedi: quantomeno, sono stati riprogrammati per domani con un'altra compagnia».
Per la nostra lettrice, invece, le vacanze sono finite prima ancora di cominciare: «Mi hanno consegnato un foglio con le indicazioni per richiedere il rimborso. Non potendo trovare un volo sostitutivo, easyJet mi ha invitata a inviare il modulo. Ma senza garanzia che, effettivamente, rivedrò i miei soldi. Inoltre, non è ancora chiaro chi, eventualmente, debba e possa rimborsarmi la spese dell’albergo e della macchina a noleggio. Avrei voluto scegliere un volo per domani, ma il costo per una sola tratta superava di gran lunga il costo totale della mia prenotazione, fatta a febbraio».
