Consigli comunali

Val Mara: quattro sì all’aggregazione, ma non quello di Bissone

Maroggia (16-4), Melano (20-1), Rovio (12-6) e Arogno (18-1) hanno deciso di appoggiare il progetto - Nel paese di Borromini invece i contrari hanno prevalso nettamente (13-4) - L’ultima parola spetta comunque alla popolazione
Una veduta aerea di Arogno.

Tutti d’accordo tranne Bissone, ed era immaginabile visto che per gli abitanti del piccolo Comune che diede i natali a Borromini un’aggregazione con la Val Mara significherebbe un aumento del moltiplicatore di 16 punti (dal 69 all’85%). Ieri sera i Consigli comunali di Bissone, Maroggia, Melide, Rovio e Arogno dovevano dare un parere - non vincolante tra l’altro - sul progetto. Tutti hanno detto di sì, appunto, tranne quello del Comune guidato dal sindaco Andrea Incerti. Motivi economici (il fatto per esempio che Bissone abbia un gettito fiscale pari a quello di Melano, ma la metà degli abitanti) ma anche di identità. C’è infatti chi ha sottolineato di sentirsi più legato a Melide, o a Lugano. E la paura di non riuscire ad essere adeguatamente rappresentati nel futuro Comune (che avrebbe quasi 4.900 abitanti). «Non è neppure certo - ha sottolineato più di un consigliere comunale - che riusciremo a far eleggere un municipale del nostro quartiere». E, per i bissonesi è anche una questione di autonomia. «Bissone da sola - ha spiegato il consigliere comunale Francesco Rossi - nei prossimi 12 anni potrebbe investire tra i 14 e i 30 milioni. Aggregandoci gli investimenti da noi sarebbero molto inferiori (perché ripartiti su tutto il territorio, ndr)». Ma non tutti erano contrari. A battersi per l’aggregazione è stato per esempio Roberto Orsatti. «Dobbiamo pensare al futuro. Alle prossime generazioni. Un Comune più grande ci permetterà di essere più forti, stabili e avere maggior progettualità». Il risultato? 13 no, 4 sì, 2 astenuti.

Bissone, si ricorderà era entrato nel progetto aggregativo dalla finestra, diversi mesi in ritardi rispetto agli altri, dopo un prima fase di disinteresse, e quando alcuni punti centrali erano già stati decisi.

Ampio distacco

Che a Bissone il progetto aggregativo non facesse proprio l’unanimità era cosa nota. Ma negli altri Comuni? Dopo le votazioni di ieri, i promotori della fusione possono tirare un sospiro di sollievo, anche se tra il sì di un Consiglio comunale e il sì di una popolazione ce ne passa, considerando che i partiti, oggi, come sottolineano vari analisti, sembrano fare meno presa sui cittadini rispetto a un tempo. Un indizio in più può essere rappresentato dalle serate organizzate per presentare il progetto. Nella la prima serie d’incontri, lo scorso autunno, il paese in cui erano emerse più perplessità, Bissone a parte, era stato Arogno. In questo Comune, tuttavia, a votare contro il progetto Val Mara - o Basso Ceresio, dato che i cittadini dovranno esprimersi anche sul nome - è stato 1 solo consigliere comunale contro 18 favorevoli. Più equilibrato l’esito a Rovio, dove non avevamo notato particolari moti critici verso l’aggregazione: 12 favorevoli, 6 contrari e 1 astenuto. Chi sostiene la fusione si è invece imposto abbastanza agevolmente a Maroggia (16 favorevoli e 4 contrari) e a Melano (20 sì e 1 no).

Cosa, dove e quanto

Tuttavia parliamo sempre d’indizi: le urne possono ribaltare anche le convinzioni più granitiche. Di sicuro c’è il ruolo che ogni quartiere avrebbe nel nuovo Comune. In tutti è prevista la presenza di un asilo e uno sportello dell’amministrazione. Per quanto riguarda gli altri servizi, la commissione di studio ha immaginato di avere ad Arogno l’ufficio tecnico per l’edilizia pubblica, a Bissone i servizi finanziari e giuridici, a Maroggia l’edilizia privata e uno sportello multifunzionale, a Melano l’amministrazione generale e il controllo abitanti, a Rovio l’operatore sociale e l’ufficio cultura, turismo, ambiente e giovani. Resta da capire che impatto avranno sui cittadini queste scelte organizzative, così gli aspetti fiscali, che hanno sempre un certo peso. Il nuovo Comune avrebbe un moltiplicatore dell’85%: più alto di quelli di Bissone (69%) e Rovio (80%), uguale a quello di Maroggia e Melano e più basso di quello di Arogno (95%).