Leventina

Valbianca in difficoltà, i Comuni rimediano

Nelle ultime due stagioni segnate dalla pandemia la società proprietaria degli impianti di Pesciüm ha visto salire la perdita complessiva a quota 1,6 milioni - Per scongiurare l’avvio della procedura di fallimento Airolo ha già stanziato 200.000 franchi, il Legislativo di Quinto è chiamato a concederne altri 50.000
Airolo-Pesciüm. ©CdT/Archivio
Simone Berti
01.12.2021 06:00

Più di un milione e mezzo di perdite accumulate negli ultimi anni. Una situazione fatta precipitare nell’ultimo biennio dalla pandemia e che per la Valbianca SA giuridicamente avrebbe potuto condurre all’avvio della procedura di fallimento, in considerazione di una perdita che ha superato la metà del capitale azionario di 3 milioni. Ma in soccorso della società sono arrivati i due Comuni che tramite essa avevano rilevato gli impianti di Pesciüm all’asta pubblica nel 2009. Già durante la scorsa estate il Legislativo di Airolo ha concesso un contributo a fondo perso di 200.000 franchi per un’ulteriore capitalizzazione, dopo i 3 milioni già iniettati a tappe nell’ultimo decennio, permettendo di evitare il peggio. Da parte sua il Consiglio comunale di Quinto è chiamato a fare la sua parte nella prossima seduta, concedendo 50.000 franchi.

La richiesta d’aiuto al Municipio di Quinto era partita dalla Valbianca stessa a metà settembre. «La tendenza registrata nelle ultime stagioni si è bruscamente fermata a seguito della pandemia», si legge nella lettera indirizzata all’Esecutivo. Si chiedeva quindi un sostegno finanziario straordinario «per garantire la continuità dell’esercizio». Michele Beffa (presidente del CdA) e Simone Beffa (subentrato a Mauro Pini come direttore) spiegavano che per proseguire l’esperienza e prepararsi all’inverno 2021-2022 è necessario un ulteriore sforzo (oltre a quello appunto già garantito da Airolo e al contributo ricorrente alle stazioni sciistiche previsto dal Cantone). Da qui, appunto, la richiesta di 50.000 franchi a Quinto, co-proprietario di Valbianca SA. Una richiesta motivata con la sopravvivenza dell’attività, e giustificata con l’indotto socio-economico generato dalla stazione invernale (che vedremo in seguito nel dettaglio), e sulla base delle positive prospettive generate dai progetti in cammino nella regione, in primis il raddoppio del tunnel del San Gottardo (nell’ambito del quale Valbianca nel frattempo ha per altro ottenuto l’appalto da 10 milioni per il servizio di vitto e alloggio degli operai).

Due stagioni penalizzate
Come si precisa nel messaggio ricostruendo la genesi dei problemi, la stagione 2019-2020 stava andando bene, quando il coronavirus ha messo i bastoni tra le ruote manifestandosi durante le vacanze di carnevale, periodo in cui la stazione può beneficiare di più ore di sole e temperature meno rigide. Il disavanzo finale è stato importante: 144.571 franchi, e questo malgrado le indennità Covid e l’anticipo di risarcimento giunto dall’Ufficio federale delle strade (USTRA) per l’esproprio temporaneo dei fondi di Valbianca, destinati ad essere usati per il deposito di materiale nell’ambito del citato cantiere per la seconda canna. La perdita complessiva è così salita a 1 milione e 462.526 franchi, ovvero il 49% del capitale azionario, e a soli 37.000 franchi dal deposito dei conti. La stagione successiva (2020-2021) era invece partita bene con un exploit di affluenze estive, che hanno fatto segnare un +28% rispetto all’anno precedente. La seconda ondata pandemica nell’autunno di un anno fa ha però vanificato l’avvio promettente, con le limitazioni all’afflusso e la chiusura della ristorazione che hanno nuovamente pesato sulle casse. I primi passaggi a Pesciüm sono così diminuiti del 40% e la cifra d’affari è calata del 20%, con costi complessivi che si sono ridotti solo del 5%. Di fronte a questi dati, e nonostante una seconda tranche di 405.000 franchi come indennizzo da USTRA, la perdita è ammontata a 151.638 franchi. Da qui, appunto, una perdita totale salita a 1,6 milioni, e la richiesta di aiuto ai Comuni onde evitare il peggio.

Indotto economico e prospettive
Nel chiedere aiuto a Quinto Valbianca ha sottolineato di essere un grande datore di lavoro, citando quindici collaboratori fissi, una media di trenta contratti stagionali in estate ed un centinaio in inverno. Molti collaboratori, aggiungeva, si sono trasferiti in Leventina. Della presenza degli impianti, proseguiva la lettera, possono poi beneficiare anche bar, ristoranti e negozi. Un quadro al quale si aggiungono i progetti tramite cui si sta cercando di rilanciare la valle, e gli sforzi di Pesciüm stesso per essere attrattivo 365 giorni all’anno.

Le finanze della Valbianca SA vedono buio: Airolo e Quinto giungono in soccorso. ©CdT/Gabriele Putzu
Le finanze della Valbianca SA vedono buio: Airolo e Quinto giungono in soccorso. ©CdT/Gabriele Putzu