Valorizzare le rive del lago: «Un’occasione da cogliere»

Immaginate per un istante di essere a Capolago, in riva al lago, e di intraprendere una passeggiata che vi porterà sino a Melano (se non oltre). Lo stesso esercizio si può fare pensando di essere in sella a una bicicletta. Oggi, questo itinerario dovreste percorrerlo in larga parte sulla cantonale, senza poter godere della vista che la conformazione geografica della regione del Basso Ceresio, in realtà, sa offrire.
In futuro, invece, lo stesso tragitto potrebbe essere percorso sulla riva del lago. In un’atmosfera totalmente diversa da quella attuale. Di questo è fortemente convinta la Commissione ambiente, territorio ed energia che del Gran consiglio; Commissione che, recentemente, ha affrontato l’argomento grazie a una mozione di vent’anni fa (era il settembre del 2005) presentata da Giuseppe Bill Arigoni e in seguito ripresa da Ivo Durisch.
All’epoca, Arigoni chiedeva l’adozione di un Piano di utilizzazione cantonale (PUC) volto a realizzare obiettivi di interesse pubblico nel vasto comparto a lago in territorio di Melano. Nel rapporto odierno, invece, la Commissione ritiene che «la prospettiva di procedere a una valorizzazione delle rive del Ceresio sia importante» e, allo stesso tempo, «auspica fortemente che l’occasione sia colta». Una chiara indicazione, dunque, senza attendere gli sviluppi sul progetto PoLuMe, il potenziamento dell’autostrada A2 tra Mendrisio e Lugano con la realizzazione di una terza corsia dinamica.
Importante passo in avanti
«È un passo avanti importante», commenta da noi interpellato Andrea Rigamonti, relatore del rapporto e già presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio. «La mozione è molto vecchia - riconosce il nostro interlocutore - e si sono succedute numerose novità negli ultimi anni. L’ultima, la più importante e significativa, è che il Cantone e i Comuni di Val Mara e Mendrisio hanno allestito uno studio di fattibilità sul comparto in questione».
Tutto ciò, rammenta Rigamonti, «crea le condizioni quadro per andare verso una nuova pianificazione, elemento indispensabile per procedere con la realizzazione». Un ulteriore tassello, dunque, è stato posato. È altresì vero, però, che le modalità con le quali sviluppare il progetto sono ancora tutte da chiarire. Si dovrà, in sostanza, identificare lo strumento pianificatorio, così come allestire un cronoprogramma degli interventi da effettuare. E, non da meno, ci si dovrà chinare sulle modalità di finanziamento. «Ma - evidenzia il relatore - avremo finalmente un messaggio politico chiaro su questo tema».
Il rapporto della Commissione sarà con ogni probabilità discusso durante la prossima seduta di Gran consiglio, prevista dal 23 febbraio.
I prossimi passi, in ogni modo, dipenderanno come detto dagli attori coinvolti: il Cantone e i Comuni già citati. Due, in particolare, gli strumenti a disposizione: il Piano di utilizzazione cantonale o l’adozione di varianti di Piano regolatore a livello comunale. Il tutto tenendo conto dello studio di fattibilità avviato la primavera scorsa: un documento che analizza il tema della valorizzazione lacustre in particolar modo nel comparto tra Maroggia e la foce del fiume Laveggio a Capolago.
Quanti risvolti positivi
Per Rigamonti non vi sono dubbi sulla bontà dell’iniziativa. Oltre alla valorizzazione delle rive «sono previste una passeggiata a lago con percorsi ciclabili e la realizzazione di un porto a Melano. Inoltre, sarà consolidato l’ambiente lacustre con giovamento per la fauna ittica».
Questo genere di opera, conclude il relatore del rapporto, «porterà grandi benefici per la popolazione locale, ma offrirà anche opportunità turistiche». Basti pensare, ad esempio, «al collegamento con la futura pista ciclabile che dal ponte diga porterà a Lugano». Insomma: «Un Ticino finalmente orientato al futuro».
