Vannacci, il giorno dopo: «Sicurezza? Bilancio positivo»

«Scene come quelle che abbiamo visto mercoledì sera – premette il capodicastero sicurezza e prossimità Samuel Maffi – non le abbiamo viste spesso a Mendrisio». Il riferimento è all’evento organizzato all’albergo Coronado e al presidio di protesta avvenuto all’esterno il quale, in due distinte occasioni, ha portato all’intervento degli agenti in tenuta antisommossa. In un caso – come raccontato nell’edizione del Corriere del Ticino di ieri – è stato utilizzato lo spray urticante (cosiddetto «di difesa») per far indietreggiare alcuni facinorosi dai cancelli della struttura. Nell’altro, sono stati utilizzati gli sfollagente per allontanare alcuni manifestanti che stavano colpendo un’autovettura in transito. «Come dicastero avevamo da tempo preventivato diversi scenari, anche perché l’evento organizzato dall’UDC di Mendrisio è stato annunciato con un certo preavviso – spiega Maffi –. Abbiamo avuto il tempo a disposizione per analizzare bene la portata dell’evento privato. Allo stesso modo, sebbene con un lasso di tempo minore, abbiamo potuto approfondire la portata e le possibili conseguenze del presidio all’esterno del Coronado e la manifestazione che si è svolta in piazzale alla Valle, entrambe autorizzate dal Municipio».
«Bilancio positivo»
Che la situazione potesse essere delicata, fa presente il nostro interlocutore, era ben noto. Sia da una parte che dall’altra: «Ci siamo trovati di fronte a elementi di contrapposizione, anche ideologica e con tutto quello che comporta». Pronti, dunque. E, in tal senso, il bilancio della serata dal profilo della sicurezza, il capodicastero – che era presente in via Borromini in qualità di «osservatore» – lo giudica positivo: «Non si sono registrati feriti e non ci sono stati importanti danni materiali». E allo stesso tempo è stata garantita l’incolumità delle persone che hanno partecipato all’evento al Coronado.
Il principio della proporzionalità
Come detto, in un paio di occasioni alcuni manifestanti sono entrati in contatto con le forze dell’ordine. «Mi devo complimentare per l’agire della nostra polizia sia per quanto riguarda la pianificazione, in collaborazione con tutti gli enti preposti, sia per la professionalità e per il ‘comportamento operativo’ tenuto durante la serata. Il principio cardine dell’intervento della forza pubblica e del mantenimento dell’ordine, ovvero la proporzionalità, a mio avviso è stato rispettato».
Più scenari alla lente
I rischi dietro l’angolo – se così possiamo definirli – non erano pochi. In fase di analisi è stata considerata la vicina presenza dell’asse autostradale come pure la possibilità che l’atmosfera si facesse ancora più tesa, magari con l’arrivo di sostenitori – da una parte e dall’altra – dalla Lombardia. Come pure, nel caso di maggiore gravità, che qualcuno potesse arrivare a contatto direttamente con l’europarlamentare. «Eravamo coscienti dell’importanza di dover fare un buon lavoro al fine di garantire sicurezza e incolumità a tutte le parti coinvolte, nonché ai privati che nulla avevano a che fare con gli eventi, ma che transitavano in loco» conclude Maffi.
Dialogo e negoziazione
Per quel concerne un’analisi tecnica di come si è svolta la serata all’interno e all’esterno della struttura alberghiera, ci siamo rivolti al comandante della Polizia della Città Patrick Roth. «L’evento all’interno del Coronado – premette – si è svolto come da programma e in sicurezza». L’analisi, poi, prosegue su via Borromini: «Reputiamo corretta la decisione di aver chiuso un tratto della strada così come la scelta di applicare una progressiva visibilità della polizia man mano che la folla è aumentata». Attorno alle 19, prima dell’arrivo dei manifestanti, «la presenza delle forze dell’ordine era pressoché impercettibile». All’arrivo dei «primi partecipanti – commenta il comandante –, abbiamo esposto gli assistenti di polizia e gli agenti con la classica divisa». Poi, come raccontato, la situazione si è fatta un po’ più tesa: «All’aumento delle tensioni – spiega Roth – si sono manifestati gli agenti con la divisa di mantenimento dell’ordine (la tenuta antisommossa, ndr.)». Il comandante, dunque, ribadisce la correttezza «nell’applicazione dei principi di base della nostra attività», con particolare riferimento «al principio della proporzionalità». Si è attuato, in sostanza, un «focus progressivo» prestando attenzione dapprima alle «piccole situazioni puntuali» e poi, con «l’arrivo dei partecipanti facinorosi, abbiamo assunto un comportamento per gestire le dinamiche dettate dalla presenza di folle». Un concetto chiaro e ben rodato: «Dialogo, negoziazione e, nel caso, dissuasione – ci istruisce Roth –. Che ha funzionato». Per quel che riguarda l’utilizzo dei mezzi coercitivi – lo spray di difesa e il bastone tattico – il comandante spiega che «è stato anticipato dall’intimazione verbale».
Infine, annota Roth, per l’evento in piazzale alla Valle non v’è stato alcun problema.
Intervento complesso
Riassumendo, dunque, dal lato della sicurezza si è trattato di «un impiego sicuramente complesso, che ha richiesto settimane di pianificazione, ma indubbiamente riuscito. C’erano forti contrapposizioni in gioco e tre settori di impiego: uno privato e due pubblici, in via Borromini su piazzale alla Valle. Voglio esprimere un sentimento di profonda riconoscenza nei confronti delle mie collaboratrici e dei miei collaboratori che hanno operato mercoledì sera».
