Vent’anni di easyJet a Malpensa: tra lacrime, ricordi e quel legame profondo con il Ticino

A qualcuno, guardando il video celebrativo, è scesa una lacrima. Logico. Comprensibile, anche. I viaggi, e i voli in particolare, sono parte di noi. E delle nostre vite. Ripercorrerli, o meglio riviverli attraverso la memoria, significa ricordarci chi eravamo, con chi eravamo, ma anche chi siamo diventati. Significa, soprattutto, associare i nostri movimenti a un modello, quello delle compagnie low cost, nel frattempo diventato una filosofia. E uno stile. L'occasione per riflettere su concetti così alti è arrivata grazie a easyJet e ai festeggiamenti per i vent'anni della sua base all'aeroporto di Milano-Malpensa. Una compagnia, quella britannica, utilizzatissima anche dai ticinesi e, per questo, vicina al nostro territorio. Oltreché, appunto, alle nostre vite.
L'Airbus A319
La cerimonia si è tenuta in un hangar dello scalo, sotto lo sguardo severo di un Airbus A319 del vettore attorno al quale è stato allestito lo spettacolo. Più che i discorsi istituzionali, citiamo la presenza di Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, e del vicepresidente del Consiglio nonché ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, seppur solo in collegamento, a interessarci erano gli sguardi, i sorrisi e le citate lacrime di chi, in easyJet, lavora, come piloti e assistenti di volo. Ma anche i numeri, oltre alle parole: dall'avvio delle operazioni a Malpensa, la compagnia arancione ha trasportato oltre 110 milioni di passeggeri. Per tacere degli 8,6 milioni di posti disponibili, per i viaggiatori, nel 2026. Molti dei quali, ci arriveremo, provenienti dal Ticino.
Carol, assistente di volo, fra le prime dipendenti della base, ha ricordato uno dei suoi primi voli, da Palermo a Milano: «Il cuore di un neonato, all'improvviso, smise di battere. Portai il bimbo in bagno, per rianimarlo. Bene, oggi quel neonato è cresciuto, ha diciotto anni e ha mantenuto i contatti con me». È cresciuta anche easyJet, come il settore low cost in generale, per dirla con Armando Brunini, direttore generale di SEA, la società che gestisce il sistema aeroportuale milanese: «A questa compagnia dobbiamo molto, perché aprì una base proprio quando Alitalia annunciò il disimpegno da Malpensa. È, in assoluto, l'azienda più vicina al concetto di compagnia di bandiera che posiamo avere. Il momento, ora, è complicato pensando alla situazione in Medio Oriente. Ma l'aviazione riuscirà a superare pure questa fase critica, come ha sempre fatto».
Lo scetticismo di una volta
Lorenzo Lagorio, country manager per l'Italia di easyJet, ha ricordato che, vent'anni fa, «c'era sì un entusiasmo contagioso ma attorno a questa compagnia c'era anche molto scetticismo». Già, una low cost britannica che operava a Malpensa dal 1998 ma che, come detto, decise di investire nello scalo aprendo una sua base. Una rivoluzione, in realtà. Come quella operata da Ryanair a Bergamo, altro aeroporto molto frequentato dai ticinesi. «Volare, grazie alle low cost, ha smesso di essere un privilegio per pochi. Compagnie come la nostra sono state protagoniste di una democratizzazione del trasporto aereo, diventando al contempo un riferimento per milioni di persone». Un discorso, questo, che vale anche in momenti come questo: «Non siamo indifferenti alle sfide attuali» ha ribadito Lagorio. «Alcune rotte hanno subito un calo a livello di domanda, altre sono state cancellate, il costo del carburante è più che raddoppiato in pochissimo tempo. Noi, però, possiamo fare forza sul nostro brand e sulle persone».
Le low cost, ha spiegato dal canto suo Mara Monti, giornalista del Sole 24Ore, sono state un vero e proprio momento di rottura. In Europa, e in Italia in particolare, hanno cambiato tutto. Per intenderci: nel 2000, la quota di queste compagnie nel mercato italiano era del 7%. Nel 2006, era salita al 27% mentre nel 2022, nonostante la parentesi della pandemia, era addirittura del 68%. E questa crescita, dicevamo, è stata garantita anche dai tanti passeggeri ticinesi attratti da tariffe generalmente più basse. Basta guardare le targhe nei tanti, tantissimi posteggi dell'aeroporto. Silvestro Pascarella, direttore della Prealpina, nel ribadire che «Malpensa deve pensare anche alle piccole cose» ha ricordato invece l'importanza del collegamento ferroviario con la Svizzera: «Il sistema aeroportuale lombardo non è solo lombardo e dei lombardi, ma sovraterritoriale».
Il collegamento ferroviario
Andrea Giuricin, amministratore delegato di TRA Consulting, docente universitario ed esperto di aviazione, contattato dal Corriere del Ticino ha confermato che l'aeroporto di Malpensa, negli anni, è cresciuto «grazie alla sua capacità di saper attrarre tutti i tipi di traffici, da quelli intercontinentali fino alle low cost». E ancora: «Malpensa, oggi, è uno scalo connesso con il mondo nonostante da vent'anni non sia più un hub in senso stretto, non avendo più una compagnia di bandiera: easyJet è ed è stato un attore importante per Malpensa, con la sua focalizzazione sul Terminal 2. Da anni, è la prima compagnia in termini di passeggeri per lo scalo. Non solo, l'aeroporto è sempre più connesso con la ferrovia. E questo è importante non soltanto per Milano, ma per tutto il bacino del Nord Italia e per il Ticino».
Al Ticino, da noi stuzzicato, ha dedicato un pensiero anche Lagorio: «Il mercato svizzero, ticinese in particolare, per noi conta. E questo perché la nostra clientela proviene essenzialmente dalla Svizzera italiana, come dalle province di Como, Varese e dalla parte settentrionale del Piemonte. Sappiamo, perché lo vediamo, che i ticinesi quando devono volare tendenzialmente scelgono Malpensa. Ai colleghi ho detto che dovremmo farci sentire di più, in Ticino, sul fronte pubblicitario, pur consapevoli che molti ticinesi considerano già easyJet la loro compagnia». Lagorio non ha voluto dare numeri, «ma si può dire che i ticinesi, sui nostri aerei, siano tanti». Una stima, a spanne, è che fra il 10 e il 15% di tutti i viaggiatori in partenza da Malpensa provenga dal Ticino.
A qualcuno, guardando il video celebrativo, è scesa una lacrima. Al di là delle sfumature politiche che ha dato al suo intervento, la chiosa di Salvini riassume perfettamente il senso, e l'importanza, di compagnie come easyJet per i nostri spostamenti: «Se penso ai giovani, ma anche a chi sta vivendo un momento di complessità economica, dico che le low cost hanno fatto tantissimo per avvicinare l'Europa».
