Verifiche sul Porto Regionale di Locarno: «A breve i primi risultati»

«Dobbiamo capire che cosa non ha funzionato nelle regole di gestione interna al Consiglio di amministrazione. La documentazione che ci è stata subito trasmessa è voluminosa e quindi ci vorrà un po’ di tempo. A breve, comunque, dovremmo già poter avere i primi risultati». Mauro Silacci, capodicastero Finanze con competenza sulle società partecipate della Città, preferisce non spingersi oltre per quanto attiene alle verifiche in corso sulla burrasca che sta investendo il Consiglio di amministrazione della Porto Regionale SA di Locarno. Una burrasca venuta alla luce, come riferito dalla Regione, alla fine dello scorso anno quando il vicesindaco Claudio Franscella, che ricopre anche la carica di vicepresidente della società partecipata dal Comune cui compete la gestione dell’infrastruttura nautica, ha sottoposto all’Esecutivo quelli che ritiene essere dei comportamenti inopportuni di due dei suoi colleghi del CdA. Si tratta di Bruno Baeriswyl, uno dei quattro rappresentanti della Città, e di Luca Panizzolo, che rappresenta invece i privati.
Doppio ruolo sotto i riflettori
A loro si rimprovera di aver svolto un doppio ruolo di consigliere di amministrazione e di imprenditore privato durante il cantiere per l’ampliamento del porto. Baeriswyl, che nel Legislativo cittadino siede nei banchi dell’UDC, ha fatturato una cifra di circa 20 mila franchi per delle consulenze riguardanti la gestione del cantiere. Panizzolo, consigliere comunale del PLR, ha invece fornito tramite la sua ditta alcuni componenti del porto per un ammontare di 15 mila franchi. Il loro agire, in un primo tempo avallato dagli altri membri del CdA, non configurerebbe degli illeciti penali. Ma pone comunque degli interrogativi a livello di opportunità e, soprattutto, di rispetto di regole e ruoli.
«Piena collaborazione»
«Da parte nostra assicuriamo piena collaborazione. Abbiamo trasmesso al Municipio l’intero incarto e ora attendiamo le conclusioni delle verifiche in corso», dichiara al CdT Roberto Benaglia, presidente del CdA della Porto Regionale SA, il quale riconosce che qualcosa non è andato per il verso giusto. Ma sempre all’insegna della fiducia reciproca e della necessità di far avanzare il cantiere nei tempi stabiliti e nel rispetto dei costi preventivati. Già durante l’estate 2025 i versamenti a Baeriswyl e a Panizzolo, aggiunge Benaglia, erano stati comunque congelati da parte del CdA. «La società è sana, consegue utili e non ha debiti», tiene ancora a sottolineare il presidente del CdA della Porto Regionale SA.
Gettoni di presenza e indennità
Le fatturazioni contestate sono da ricondurre all’attività della sottocommissione Costruzioni, istituita dai rinnovati vertici della società per analizzare da vicino la situazione dei lavori di ampliamento della struttura. Ne facevano parte, oltre a Benaglia, Baeriswyl e Panizzolo, anche Raffaele Brusa. «Alla prima riunione del CdA ho chiesto di poter consultare contratto e preventivo delle opere di ampliamento in quanto ritenevo spropositato l’investimento di 3 milioni e l’onorario di 300 mila franchi. Per approfondire questi ed altri aspetti si decise di costituire la sottocommissione Costruzioni», ricorda Baeriswyl. Per il lavoro svolto dai membri di quel gremio si era decisa un’indennità di 100 franchi all’ora, che si aggiungeva a quella di base. Quest’ultima è versata nelle casse comunali dai rappresentanti della Città che poi ricevono un ristorno sotto forma di gettone di presenza pari a 260 franchi per ognuna delle 10 sedute annuali previste. «Avremo forse commesso qualche leggerezza dal punto di vista formale - conclude l’esponente dell’UDC - ma la mole di lavoro che abbiamo svolto è andata a favore della Porto Regionale SA che ha così potuto risparmiare parecchi soldi. A consuntivo, l’ampliamento della struttura è costato 2,1 milioni di franchi».
«Agito in totale buona fede»
«Se ho commesso uno sbaglio l’ho fatto in totale buona fede e nell’interesse della società», gli fa eco Panizzolo, il quale tiene a precisare che per le riunioni svolte dalla sottocommissione non ha chiesto alcun compenso. Sui lavori fatturati alla Porto Regionale SA, Panizzolo spiega che si è trattato della fornitura di componenti per gli impianti sanitari costruiti su misura perché non disponibili sul mercato.
Le domande della Sinistra Unita
Sul caso interviene la Sinistra Unita che con un’interrogazione (primo firmatario il capogruppo Francesco Albi) chiede, tra l’altro, se il Municipio non ritenga opportuno «esplicitare il principio secondo cui chi esercita una funzione pubblica in una società partecipata debba evitare non solo i conflitti di interesse, ma anche le situazioni che possano apparire come tali, al fine di rafforzare la fiducia della cittadinanza». Questo anche sulla scorta della risposta data ad una recente interpellanza del gruppo PLR nella quale l'Esecutivo si dichiarava favorevole a sviluppare una base legale più articolata per la gestione delle società partecipate. «A che punto è la stesura di questa ordinanza e quali aspetti disciplina?», domanda tal proposito la Sinistra Unita
