Vico Morcote chiede alla gente se vuole il Consiglio comunale

I cittadini di Vico Morcote hanno ancora una settimana per rispondere a un sondaggio informale proposto dal Municipio il cui esito potrebbe cambiare la struttura politica del Comune. La domanda a cui sono chiamati a rispondere è se preferiscono mantenere l’Assemblea comunale oppure dotarsi di un Consiglio comunale.
L’Assemblea comunale permette a tutti i cittadini aventi diritto di voto di far parte nel Legislativo. Oltre a Vico, è una soluzione adottata in altri dieci Comuni ticinesi (Aranno, Astano, Bedretto, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino, Dalpe, Linescio, Mergoscia e Miglieglia). Il Consiglio comunale prevede invece che chi siede nel Legislativo venga eletto. La decisione di Vico di sondare il terreno in quest’ambito a prima vista sorprende, dato che il Comune ha in ballo un progetto aggregativo con Morcote (l’obiettivo è di presentare il relativo studio entro Natale) e dunque l’Assemblea potrebbe cadere naturalmente in tempi brevi, ma pare che a dare una scossa sia stata la pandemia. «L’Assemblea comunale è un bell’istituto con una sua storia e tradizione - ci ha detto il sindaco di Vico Giona Pifferi - ma ci sono due motivi che ci hanno spinto a fare il sondaggio. Il primo è che, visto che l’Assemblea è potenzialmente aperta a tutti, negli ultimi mesi siamo rimasti bloccati a causa del coronavirus: tecnicamente non potevamo convocarla perché potevano potenzialmente partecipare più di cento persone». Ma sovente il problema è opposto: « A Vico serve che sia presente almeno una ventina di persone affinché ci sia il quorum, e più o meno una volta ogni tre convocazioni questo non avviene ». L’Esecutivo immagina un Consiglio comunale composto da 15 persone, il minimo previsto dalla legge.
Ed ecco dunque l’indagine informale fra i cittadini per capire il da farsi. A fungere da spunto è stato Aranno, che lo scorso anno ha agito similmente: dei 180 sondaggi inviati ne erano rientrati 47, di cui 25 favorevoli al Consiglio comunale e 22 al mantenimento dell’Assemblea. Il Municipio aveva allora proposto di costituire un Consiglio comunale, ma l’Assemblea aveva detto no. Non perché contraria all’idea, bensì perché riteneva prioritario concentrare le forze per aggregarsi a Bioggio.
