Vico Morcote mette un freno alle case secondarie

Per il Municipio di Vico Morcote la misura è colma. In verità, lo è soprattutto per la Legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec), visto che il limite legiferato dalla cosiddetta Lex Weber è fissato al 20% e il comune affacciato sul Ceresio lo sorpassa abbondantemente (il sito dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale parla di 60,4%). Da tempo Vico rileva una certa tendenza alla trasformazione di abitazioni primarie realizzate in virtù del diritto precedente in case secondarie. Per intenderci, per diritto precedente parliamo di quelle antecedenti alla votazione federale del 2012 sull’iniziativa Weber «Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!». Ebbene, Vico Morcote ha deciso di mettere in atto una sorta di doppio blocco. Il primo avviando una procedura di modifica del Piano regolatore volto ad approfondire proprio il tema dell’aumento delle abitazioni secondarie e valutare eventuali misure necessarie per ridurre il trend. Consapevole, però, che le tempistiche di un iter pianificatorio non sono delle più celeri e per evitare, nel frattempo, che la tendenza alla trasformazione prosegua o, addirittura, si inasprisca, ha deciso recentemente di adottare una zona di pianificazione con la specifica «limitazione delle abitazioni secondarie». Una zona di pianificazione, lo ricordiamo, ha come obiettivo quello di assicurare che una determinata variante di Piano regolatore possa essere portata a termine senza intoppi. Nel suo preavviso, la Sezione dello sviluppo territoriale del Dipartimento del territorio scrive, tra le varie cose, che la modifica del Piano regolatore decisa da Vico Morcote «risponde ai compiti che la scheda R6 (lo strumento pianificatore che, per intenderci, si occupa della gestione delle zone edificabili, ndr) demanda ai Comuni turistici rivieraschi, segnatamente di introdurre nei loro Piani regolatori norme atte a regolare e limitare la trasformazione di abitazioni primarie esistenti in residenze secondarie». E la zona di pianificazione oggetto del preavviso dipartimentale si inserisce proprio in questo processo e, prosegue la Sezione dello sviluppo territoriale, «consente di evitare che durante i lavori pianificatori la tendenza alla trasformazione continui o si intensifichi, ciò che renderebbe più difficoltoso il raggiungimento degli obiettivi pianificatori che il Municipio si è posto, così come il controllo e la gestione delle procedure edilizie». Tutti giusti, quindi, i passi intrapresi dal Municipio di Vico Morcote. Ma, c’è un ma. La Sezione invita l’Esecutivo a portare a termine un altro compito della scheda R6, ovvero il dimensionamento delle riserve edificabili. Vico, infatti, ha un sovradimensionamento pari al 153%. Il limite è 120%.
