Videosorveglianza, il 1. luglio 2026 entra in vigore la nuova legge

Era il 12 giugno 2025 e il Gran Consiglio dava luce verde alla legge sulla videosorveglianza pubblica. Una legge, come sottolineato allora dalla co-relatrice Simona Genini (PLR), con «lo sguardo rivolto al futuro, vista la velocità con cui evolvono le tecnologie in questo ambito». Ma soprattutto una legge «che mira a proteggere dall’eventuale abuso di queste tecnologie nel limitare la privacy e le libertà dei cittadini». Un esempio? Il riconoscimento facciale, così come le tecnologie di tracciamento automatizzato, sono esplicitamente escluse dalla nuova legge poiché, aveva rilevato Genini, «si tratta di strumenti sproporzionati e potenzialmente lesivi dei diritti fondamentali». Ora, il Consiglio di Stato ha stabilito che la legge cantonale entrerà in vigore il 1. luglio 2026.
A lungo vs. a breve termine
La nuova legge attribuisce alle diverse modalità di videosorveglianza ambiti di applicazione specifici. In particolare, non è ammesso l’impiego di sistemi invasivi – ossia con monitoraggio a schermo in tempo reale – sul demanio pubblico; quest’ultimo resta pertanto assoggettato unicamente a forme di videosorveglianza di carattere dissuasivo. Pur mantenendo un certo grado di flessibilità e adattabilità in funzione dell’evoluzione delle contingenze di sicurezza e di ordine pubblico (approccio territoriale a lungo termine), essa si distingue dalla videosorveglianza prevista dalla legge sulla polizia, caratterizzata invece da una maggiore invasività, flessibilità e adattabilità (approccio situazionale a breve termine).
Autonomia, ma con proporzionalità
La legge cantonale si applicherà alle corporazioni di diritto pubblico (in particolare, Cantone, Comuni, Patriziati, corporazioni di diritto pubblico delle Chiese riconosciute) e agli enti e alle istituzioni parastatali cantonali e comunali e ai privati che assumono compiti di diritto pubblico. I soggetti sottoposti alla nuova legge dovranno garantire la riconoscibilità dei propri sistemi di videosorveglianza e attenersi ai principi generali del diritto, quali la proporzionalità e la finalità.
Con la nuova legge il Cantone garantisce una certa autonomia legislativa e attuativa ai titolari della videosorveglianza su aspetti quali lo scopo e le modalità di sorveglianza, la tipologia di strumenti di videosorveglianza da utilizzare, il mandato di esecuzione della videosorveglianza, i diritti di accesso alle registrazioni, la durata di conservazione delle immagini e i luoghi soggetti a videosorveglianza.
L’Incaricato cantonale della protezione dei dati mette a disposizione, sulla propria pagina web, un modello di normativa al quale i titolari di sistemi di videosorveglianza possono fare riferimento per la definizione delle disposizioni materiali di esecuzione della legge.
