I dati

Violenza domestica, un fenomeno preoccupante: in Svizzera quasi 20 mila casi nel 2022

Il Dipartimento delle istituzioni traccia il bilancio annuale del Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica e presenta alcune misure attivate nel corso degli ultimi 12 mesi - Nel 70.2% dei casi la vittima è una donna
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Red. Online
21.11.2023 11:53

La Polizia ticinese, nel 2022, è intervenuta 983 volte per arginare episodi di violenza domestica e proteggere le vittime. Sono state registrate 652 infrazioni in ambito familiare, in massima parte per lesioni semplici, minacce o ingiurie. Il Dipartimento delle istituzioni ha tracciato oggi il bilancio annuale del Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica e presentato alcune misure attivate nel corso degli ultimi 12 mesi. Nello stesso tempo è stata l’occasione per lanciare la Giornata cantonale per la lotta alla violenza domestica che si terrà a Bellinzona sabato 25 novembre e la campagna mondiale «16 giorni di attivismo contro la violenza di genere», che a partire dal 25 novembre, proporrà una serie di iniziative sino al 10 dicembre prossimo.

La lotta contro la violenza domestica rientra nel programma di legislatura 2019-2023 del Consiglio di Stato (Asse strategico numero 3 «Qualità di vita») e vede tre dipartimenti particolarmente coinvolti: il Dipartimento delle istituzioni, che attraverso la Divisione della giustizia ha assunto il compito di coordinatore istituzionale, il Dipartimento della sanità e della socialità e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.

Le cifre

Durante la conferenza stampa il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi – accompagnato dalla direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti, dall’aggiunta alla direttrice, Monica Bucci e dal vice capo area medica dell’EOC, Mattia Lepori – ha sottolineato come il fenomeno della violenza domestica sia preoccupante, strutturale e trasversale a tutta la società. Ha quindi snocciolato alcune cifre che riguardano il 2022: in Svizzera sono stati 19.978 i reati commessi in ambito di violenza domestica; gli omicidi sono stati 25, ossia il 59,5% di tutti gli omicidi consumati (42); 61 i tentati omicidi, 123 i reati per lesioni gravi, 2.167 per lesioni semplici e 6.497 i reati per vie di fatto. Circa il 40% di tutti i reati di violenza registrati dalla Polizia è classificato come violenza domestica; nel 70.2% dei casi la vittima è una donna, contro il 29.8% che ha riguardato un uomo. In Ticino la situazione parla, sempre per il 2022, di 652 infrazioni in ambito familiare, in massima parte per lesioni semplici, minacce o ingiurie. La Polizia è intervenuta 983 volte per arginare episodi di violenza domestica e proteggere le vittime.

Sia il Piano d’azione nazionale sia il Piano d’azione cantonale hanno lo scopo di eliminare la violenza domestica. Un obiettivo che si potrà raggiungere – ha affermato Norman Gobbi –attraverso la massima collaborazione tra tutte le autorità cantonali e comunali coinvolte (i vari uffici dei tre dipartimenti, la Polizia e i Comuni) e la società civile. A questo proposito il consigliere Stato ha sottolineato che il bilancio che si può tracciare in questo 2023 è positivo.

Le 4 P

La direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti, si è dal canto suo soffermata sul Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica adottato nel 2021 e aggiornato nel 2022, ricordando che sono un’ottantina le misure previste nei quattro assi d’intervento: prevenzione, protezione della vittima, perseguimento dell’autore e politiche coordinate. Sul fronte del perseguimento, attinente al Dipartimento delle istituzioni, tra le misure attivate si segnalano la creazione del Centro di competenza «Violenze» presso la Polizia cantonale e la revisione totale della Legge sulla Polizia (il messaggio del Governo è del 29 marzo 2023 ed è attualmente all’esame del Parlamento). Questa seconda misura introduce la base legale per il processo di gestione delle minacce e proroga dagli attuali 10 ai futuri 30 i giorni l’allontanamento. Da menzionare anche le misure svolte o in fase di organizzazione nel campo della formazione (psicologi, operatori sociali, autorità di protezione e ordine degli avvocati, ecc.) grazie alla piena collaborazione delle associazioni di categoria, come ad esempio l’Ordine dei medici, l’Ordine dei farmacisti, l’Associazione Ticinese Assistenti di Farmacia, con le quali sono previste ulteriori azioni formative sul tema della violenza domestica.

L’aggiunta alla direttrice della Divisione della giustizia, Monica Bucci, ha presentato le numerose attività previste, nell’ambito della sensibilizzazione, sia in occasione della Giornata cantonale per la lotta alla violenza domestica prevista sabato 25 novembre in Piazza Nosetto, nell’adiacente Palazzo Civico e a Palazzo delle Orsoline in Piazza Governo a Bellinzona, sia nel corso dei «16 giorni di attivismo contro la violenza di genere» (vedi flyer allegati). Infine il dottor Mattia Lepori, vice capo area medica dell’EOC, ha presentato la modalità di gestione dei casi di violenza domestica nei servizi di Medicina d’Urgenza e Pronto soccorso dell’Ente ospedaliero, ricordando come da gennaio a fine settembre i casi di violenza domestica registrati dagli operatori sanitari presso le sette strutture dell’EOC sono stati complessivamente 161.