Viticoltura ed enologia, a Changins brilla una giovane ticinese

Una giovane ticinese, Gaia Giudici Della Ganna, ha ricevuto il premio per il miglior lavoro di Bachelor, conferito dall’Unione svizzera degli enologi (USOE), presso la Scuola di Changins, istituzione di riferimento per la formazione vitivinicola in Svizzera. Il lavoro dei professionisti e delle professioniste formati a Changins rappresenta un pilastro fondamentale per la qualità della produzione vitivinicola ticinese. Negli anni, oltre un centinaio di ticinesi si sono diplomati con successo presso l’istituto, contribuendo a elevare il livello della viticoltura cantonale e a promuovere il vino svizzero sulla scena nazionale e internazionale.
La cerimonia
Lo scorso mese di novembre si è svolta la cerimonia ufficiale di consegna dei diplomi. Alla presenza di autorità, docenti e famiglie, i 26 diplomati sono stati felicitati dalla presidente del Consiglio di fondazione, la consigliera nazionale Simone de Montmollin, e dal direttore, Marc Schmid. Tra i diplomati e le diplomate del 2025 figura anche una giovane proveniente dalla Svizzera italiana: Gaia Giudici Della Ganna, di Malvaglia. Dopo aver conseguito l’Attestato federale di capacità (AFC) quale cantiniera presso il Centro professionale del verde di Mezzana – con apprendistato svolto presso la CAGI SA di Giubiasco e l’Azienda Mondò di Sementina – ha proseguito la propria formazione a Changins ottenendo il titolo di ingegnera enologa. Durante gli studi ha effettuato diversi stage presso aziende vitivinicole della Svizzera romanda e a breve inizierà una nuova esperienza professionale come enologa presso l’azienda Œnologie à façon di Perroy, nel Canton Vaud.
Il premio
In occasione della cerimonia di consegna dei diplomi, Gaia Giudici Della Ganna ha ricevuto il premio per il miglior lavoro di Bachelor, conferito dall’Unione svizzera degli enologi (USOE), per la tesi intitolata «Nuisibilité du scarabée japonais Popillia japonica dans les vignobles», realizzata in collaborazione con il ricercatore Attilio Rizzoli del Centro di ricerca nazionale Agroscope di Cadenazzo.
