WIP Finance è fallita nel silenzio

È fallita nel silenzio, la WIP Finance SA. Lo si evince dalla dichiarazione di fallimento - che questo giornale ha potuto consultare - pronunciata dal pretore del Distretto di Lugano Carlo Paris il 15 ottobre scorso. All’udienza non è infatti comparso nessuno, come spesso succede in questi casi. Né un rappresentante della WIP Finance - l’avvocato Francesco Naef, incaricato dell’inchiesta nominato dalla FINMA, che lo scorso marzo aveva commissariato la WIP - né uno dell’istante, vale a dire la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. È stata quest’ultima ad avanzare, assieme a un precetto esecutivo, la comminatoria di fallimento della società al centro di diverse vicende penale. Società che, riporta il Foglio Ufficiale di oggi, è ora in liquidazione ai sensi delle norme fallimentari. Un passo logico dopo la comunicazione del giorno precedente dell’apertura provvisoria del fallimento (cfr. suggeriti). Detto che la decisione non è ancora cresciuta in giudicato, il pretore non ha ravvisato motivi per differire il fallimento della WIP, non avendo essa dimostrato che il debito è stato estinto o di aver ottenuto una dilazione sullo stesso.
Sentiti gli ex titolari
Come accennato, la WIP è da mesi - direttamente o indirettamente - sotto l’occhio degli inquirenti svizzeri e italiani. I suoi titolari, una fiduciaria e un consulente, sono stati arrestati negli scorsi per le ipotesi di reato di truffa, amministrazione infedele e riciclaggio di denaro e il Ministero pubblico ticinese sta indagando sulla loro galassia societaria. Fra le persone interrogate in quanto informate sui fatti vi sarebbero gli ex titolari di fatto della WIP, che è una sorta di veicolo finanziario messo a disposizione dei propri clienti dalla fiduciaria. Ex titolari - uno di loro con guai giudiziari in corso in Italia - che sostengono che la società gli sia stata sottratta dalla fiduciaria, cosa che avrebbero denunciato alla Procura ticinese. È infatti su questo aspetto che si starebbero concentrando le indagini degli inquirenti, e non sulla fase seguente della vita della società; una fase legata in qualche modo a un autoproclamato «procacciatore d’affari» della WIP, un imprenditore abruzzese, e in cui la WIP aveva provato ad acquistare la maggioranza di una società della ministra italiana Daniela Santanchè e aveva acquistato la maggioranza della squadra di calcio di Chieti, il cui «patron» secondo la stampa locale è l’imprenditore abruzzese. Su questa operazione starebbe indagando la Guardia di finanza.
Il processo in corso a Teramo
In tutto ciò è in corso in questi mesi a Teramo un processo a carico proprio dell’imprenditore abruzzese. È sospettato, con altre persone, di aver acquistato «a prezzi vili» immobili alle aste fallimentari e poi di averli fittiziamente rivenduti a cifre molto più alte a società di comodo da lui stesso create, creando così crediti IVA inesistenti poi usati a proprio vantaggio. Nell’ambito di questa inchiesta gli erano stati sequestrati quasi 40 milioni di euro.


