YouNique, un'edizione da 3.000 visitatori

«È stata una tre giorni sicuramente molto intensa, ma siamo molto soddisfatti. Il bilancio è altamente positivo». Il giorno dopo la chiusura, Andrea Peri sintetizza così l’edizione 2026 di YouNique – Boutique Fair of Arts, che da venerdì a domenica ha portato a Villa Ciani circa 3.000 visitatori confermando una crescita ormai strutturata della manifestazione. «La risposta del Ticino continua a essere estremamente interessante. È un territorio fertile, dove si può lavorare bene con l’arte e dove il pubblico dimostra attenzione e partecipazione».
«Rispetto agli anni passati ho notato una bella crescita della qualità del percorso espositivo, ma anche dell’affetto dei visitatori: abbiamo aumentato di circa un 20% il numero delle presenze», prosegue l’ideatore e curatore della manifestazione. Non solo numeri: «C’è stato anche un grande apprezzamento per gli artisti e per quello che abbiamo offerto, inclusi i talk, che piacciono molto perché danno contenuti e punti di vista diversi sul mondo dell’arte».
Non ci si limita ad osservare
Il dato più interessante, però, resta la solidità del pubblico, arrivato numeroso anche nelle giornate di sole e in concomitanza di altri eventi. «Per una fiera è sempre un rischio», osserva Peri, «ma ormai abbiamo un nostro pubblico che cresce di anno in anno, mettendo a calendario il nostro evento e organizzando, anche da città lontane, il proprio weekend proprio per venirci a trovare». Un pubblico che non si limita a osservare: «Curiosa, si interessa, acquista. E questo è importante, perché significa che trova arte interessante, arte bella. Io dico sempre che circondarsi di arte, a casa o in ufficio, è una gioia per l’anima».
Anche sul fronte del mercato le indicazioni sono positive, pur in attesa dei dati definitivi. «Le sensazioni sono che ci siano state più vendite rispetto al passato», spiega Peri, «sia su opere più accessibili sia su lavori più importanti». Ma il valore della fiera non si esaurisce nella vendita immediata: «Molti artisti ci hanno detto di aver preso ottimi contatti, con collezionisti e galleristi. Partecipare a YouNique significa anche questo: ampliare il proprio mercato, entrare in relazione con persone interessanti».
Un aspetto che conferma la maturazione della manifestazione e del contesto in cui si inserisce. «Già nei primi anni, quando eravamo più deboli, la risposta del Ticino era molto interessante», sottolinea Peri. «Oggi, con la crescita della fiera, aumenta anche la credibilità e quindi la voglia di venire». E lo sguardo si allarga: «Dobbiamo mantenere il pubblico ticinese, ma anche ampliare il bacino verso il nord Italia, la Baviera, la Svizzera interna. Già oggi abbiamo visitatori da queste aree». Tra gli elementi più apprezzati di questa edizione anche i talk, che hanno registrato un’affluenza significativa. In particolare quelli organizzati dal Corriere del Ticino, tra cui «L’arte del collezionismo», che ha visto protagonista il direttore Paride Pelli insieme ad Alessandro Siviero e Michela Pagani, moderati da Greta Zuccali, e il confronto tra Alex Dorici e Ivo Soldini, che ha messo in dialogo due generazioni diverse offrendo una lettura articolata e complementare del Ticino attraverso l’arte.
Un futuro già scritto
Grande partecipazione anche per le performance di live painting di Ronal Bejarano, che hanno attirato ogni giorno un pubblico numeroso e coinvolto, così come per lo spazio dedicato al Pasto Sospeso, iniziativa solidale realizzata con il Rotary Club Lugano e Fra Martino Dotta, che ha rafforzato il legame tra arte, comunità e responsabilità sociale, dando alla fiera anche una dimensione partecipativa concreta e condivisa. Guardando al futuro, la direzione è già tracciata. «Siamo già oggi la seconda fiera più cercata in Svizzera dopo Art Basel», sottolinea Peri. «È un dato importante, che ci dà una grande responsabilità». E conclude: «Ci piacerebbe portare l’arte anche fuori da Villa Ciani, nelle piazze, negli hotel, nelle banche, creando una sorta di Fuorisalone che coinvolga tutta la città, rendendo l’arte ancora più accessibile e diffusa».
