Zone di pianificazione, «critiche imprecise»

Dopo Bioggio, anche il Comune di Alto Malcantone rispedisce al mittente le critiche di scarsa trasparenza e inattività mossegli da alcune associazioni per la tutela del territorio. Associazioni che lo hanno di recente sollecitato - assieme a oltre una ventina di altri Enti locali - a non tergiversare di fronte a un acclarato sovradimensionamento delle zone edificabili: «I passi richiesti dalla scheda R6 del Piano direttore cantonale sono già stati avviati - ha risposto il Municipio. - Il Comune sta operando nel pieno rispetto del quadro legale vigente».
Gestione indiscriminata? «No»
La lettera era stata inviata un paio di settimane fa a tutti i Comuni che, a conoscenza delle associazioni, presentavano criticità e - apparentemente - non avevano ancora mosso un dito per rimediare. ««Purtroppo - si leggeva nella missiva - la percezione che i Comuni non stiano agendo secondo il quadro legale vigente è stata confermata dai risultati delle ricerche svolte: si contano sulle dita di una mano i Comuni che hanno adottato delle zone di pianificazioni, mentre la stragrande maggioranza di quelli che sono sovradimensionati non lo hanno fatto e continuano a rilasciare imperterriti nuove licenze edilizie». Accuse, appunto, che il Municipio di Alto Malcantone contesta in una nota diffusa ieri e firmata dal sindaco Jean-Claude Golliard: l’Esecutivo, si legge «ha avviato le procedure necessarie per l’adozione delle zone di pianificazione e sta parallelamente elaborando il Piano d’azione comunale». A tal proposito era peraltro stata organizzata una serata pubblica lo scorso ottobre e le informazioni sono state rese disponibili sul sito internet comunale: «Le associazioni firmatarie della critica avrebbero potuto parteciparvi ed esprimere le proprie osservazioni». Recisamente smentita, infine, «l’idea di una gestione indiscriminata» delle licenze edilizie.
Una ZP per nucleo
Affermazioni simili erano state pronunciate anche su www.cdt.ch negli scorsi giorni dal municipale Riccardo Molteni di Bioggio (un altro dei Comuni finito nel mirino delle associazioni): «Bioggio non è rimasto inattivo: le zone di pianificazione sono state approvate dal Cantone ed entreranno in vigore nei prossimi giorni. Proprio in queste ore sono in corso le notifiche formali ai proprietari interessati». Ciò è infatti accaduto. Il Municipio ha individuato quattro comparti sui quali istituire la zona di pianificazione. Uno a monte del nucleo di Bioggio, «a stretta vicinanza con terreni agricoli»; un secondo a Bosco Luganese, sempre a monte del nucleo («un comparto di ragguardevoli dimensioni con carenze a livello di urbanizzazione dei fondi»); un terzo a Cimo, con le stesse caratteristiche di quello di Bosco; e un quarto a Iseo, stavolta a valle del nucleo, che è tutelato quale villaggio ISOS di rilevanza nazionale.
Anche Collina si prepara
Gli altri Comuni del Luganese che hanno ricevuto una lettera dalle associazioni sono Arogno, Bissone, Collina d’Oro, Magliaso, Manno, Muzzano, Porza e Pura. Di informazioni pubbliche sull’avanzamento dei lavori in questi territori non ne abbiamo trovate (ma non vuol dire che non ci siano progressi, o che non siano imminenti), salvo che per Collina d’Oro. Negli scorsi mesi, infatti, il Municipio ha prospettato l’emanazione a breve di zone di pianificazione in risposta a un’interpellanza interpartitica sul tema: «il Municipio ritiene prioritario intervenire attraverso l’esclusione di fondi ai margini delle zone insediative e l’introduzione di eventuali vincoli di inedificabilità, privilegiando tali soluzioni rispetto a una riduzione generalizzata degli indici edificatori»
