Ticino

Zucche Nostrane: scassinate le casse di due punti vendita

Ne danno notizia Lorenzo Tognola e Davide Croci di FutureFarmers – I ladri hanno colpito al Quartiere Maghetti e alla stazione di Capolago
Red. Online
02.10.2025 18:09

«Siamo estremamente desolati nell’annunciare che il progetto Zucche Nostrane, che promuove l’agricoltura locale rilanciando un alimento tipico prodotto sul territorio ticinese, è stato oggetto di furti in due punti vendita: sono state scassinate le casse delle casette presso il Quartiere Maghetti a Lugano e presso la stazione di Capolago».

A denunciare il (doppio) fattaccio sono Lorenzo Tognola e Davide Croci di FutureFarmers. «Purtroppo, non è la prima volta» hanno aggiunto i due nel comunicato. «Anche l’anno scorso siamo stati colpiti. Nonostante quest’anno FutureFarmers si sia munita di fotocamere, non è stato sufficiente a evitare i furti con scasso».

E ancora: «Siamo desolati nel constatare che sebbene il progetto, attivo fino a fine novembre, sia stato accolto in modo così positivo ed entusiasta dalla maggior parte delle persone, vi sia anche chi, senza tener conto del lavoro e dell’impegno di coloro per mesi e mesi si sono dedicati al progetto e alla crescita e lavorazione dei nostri prodotti – vale a dire agricoltori, produttori, impiegati, addetti alla logistica, alla pulizia e lavorazione delle nostre bellissime zucche, così come per le fondazioni a scopo sociale, gli enti e le organizzazioni che hanno deciso di supportarci – abbia deliberatamente deciso di danneggiarci».

Gli attori «di questi gravi atti», prosegue la nota, «non hanno avuto nessuna considerazione nemmeno per questo bene locale che voleva valorizzare il territorio, promuovere la cucina ticinese e la sostenibilità ambientale, e ce ne rammarichiamo enormemente». Sconsolati e afflitti, concludono Tognola e Croci, «non possiamo che prendere atto dello scempio e delle perdite, e andare avanti, augurandoci che alla sconsideratezza e all’empietà possa sempre prevalere il rispetto, l’altruismo e la considerazione».