Torna l'ora solare: vale davvero la pena spostare le lancette due volte all'anno?

Alle 3 di domenica, infatti, in Svizzera e in tutta l'Unione europea gli orologi verranno spostati indietro di un'ora e si tornerà all'ora solare. Il cambiamento avviene due volte all'anno: l'ultima domenica di marzo scatta l'ora legale, mentre l'ultima di ottobre torna l'ora solare, che segue il moto apparente del sole e pone il mezzogiorno nel momento in cui questo raggiunge il punto più alto nel cielo. In poche parole, anticipa di un'ora l'alba e il tramonto, regalando un'ora di luce in più al mattino presto e togliendone una alla sera.
L'ora legale è stata usata per la prima volta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, con l'obiettivo di risparmiare energia. Negli anni successivi il suo utilizzo è stato discontinuo e non uniforme tra i Paesi. Con la crisi petrolifera del 1973 il risparmio energetico è tornato al centro del dibattito, ma l'adozione in Europa è stata graduale a partire dagli anni Settanta. La Svizzera, dopo aver respinto la misura in una votazione popolare nel 1978, l'ha introdotta nel 1981.
Nel nostro Paese è l'Istituto federale di metrologia (METAS) a realizzare e rendere nota l'ora ufficiale svizzera UTC(CH) avvalendosi di orologi atomici di altissima precisione. I dati da essi rilevati contribuiscono al tempo coordinato universale (UTC), che funge da riferimento mondiale per la misurazione del tempo. La Fontaine Continue Suisse (FoCS) è un ottimo esempio della precisione di questa cronometria. Quest’orologio atomico al cesio del METAS è uno dei più precisi al mondo: due apparecchi di questo tipo presenterebbero una differenza di un secondo solo dopo circa 30 milioni di anni. Inoltre, specifica l'Istituto, il tempo preciso è molto più di una semplice indicazione sull’orologio da polso. Le reti di telecomunicazione e di dati, i sistemi finanziari, i trasporti e le reti elettriche dipendono anch’essi da una sincronizzazione temporale esatta.
Il cambiamento dell'ora, però, fa discutere. Secondo alcuni sondaggi, molte persone preferirebbero non tornare all'ora solare in autunno, optando invece per un'ora legale permanente. Alcuni ricercatori hanno recentemente illustrato le possibili conseguenze di questa scelta sulla rivista specializzata «Canadian Medical Association Journal».
Il team guidato da Raymond Lam, dell'università della British Columbia a Vancouver, ha analizzato numerosi studi scientifici. Risultato: le principali società scientifiche specializzate in scienza del sonno e cronobiologia raccomandano, in caso di abolizione del cambio di orario, l'adozione di un orario standard permanente. In effetti, se la luce del mattino aiuta a sincronizzare l'orologio biologico con la giornata di 24 ore, quella serale lo sposta in avanti.
Un'ora legale permanente presenterebbe inoltre, in inverno, lo svantaggio che il tragitto verso la scuola o il lavoro, così come l'inizio delle principali attività quotidiane, si svolgerebbe generalmente più a lungo al buio, sostengono gli autori dello studio.
L'ora legale permanente sarebbe quindi particolarmente dannosa per la salute delle persone che soffrono di depressione invernale, una manifestazione del disturbo affettivo stagionale.