Botti

Torricella-Taverne precursore: si discute un divieto ai fuochi

Sul tema si voterà a breve a livello federale, ma nel Comune una mozione anticipa i tempi
© CdT / Archivio
Federico Storni
21.10.2026 06:00

Il 29 novembre in Svizzera si voterà per decidere se istituire norme federali più restrittive riguardo l’uso dei fuochi d’artificio. Si tratterà di decidere se vietarli o meno. Simili divieti sono già in vigore in alcuni Comuni d’Oltralpe, mentre in Ticino le restrizioni sono piuttosto rare e datate. A provare a fare da precursore vi è, tramite un’iniziativa dal basso, il Comune di Torricella-Taverne, ma l’iter si sta rivelando più complicato del previsto. Il Consiglio comunale ha discusso del tema nella sua ultima seduta di fine settembre. La parola chiave è discusso, non deciso. Una cosa insolita. «Colpa» della formula con cui l’oggetto è approdato sui banchi del Legislativo, ovvero una mozione elaborata sottoscritta da una mezza dozzina di consiglieri comunali (prima firmataria: Emanuela Citterio Montini). Durante la discussione è infatti emersa una richiesta di maggiore flessibilità normativa rispetto a quella proposta. Ma una mozione o si accetta o si respinge. Modificarla negli intenti è più complicato ed è quello che ora in Comune si vuole provare a fare: un incontro fra il Municipio e il presidente della Commissione delle petizioni (CdP) per valutare come procedere è avvenuto lunedì.

Forti restrizioni

Ma entriamo nel merito. I mozionanti propongono di modificare l’articolo 49 del Regolamento comunale affinché esso vieti l’uso su tutto il territorio di Torricella-Taverne di «articoli pirotecnici, mortaretti, petardi e/o simili di classe F2, F3 e F4», nonché l’uso dei mezzi d’innesco e propulsione e i fuochi pirotecnici da interno tout court. Per dare un’idea, nella categoria F2 rientrano i classici botti da Primo agosto o Capodanno: razzi, vulcani, fontane, eccetera. I mozionanti vorrebbero invece permettere unicamente l’uso di fuochi di classe F1 (stelline scintillanti, petardi a strappo, fontane da tavolo,…), «ma solo all’esterno e non in prossimità di boschi, prati secchi o luoghi facilmente incendiabili». La CdP, a cui è stata demandata l’analisi della mozione, ha partorito un rapporto favorevole. Tuttavia, riferisce il vicesindaco Franco Voci, a cui ci siamo rivolti per una spiegazione, «la CdP a voce ci ha richiesto una maggiore elasticità rispetto al testo proposto dalla mozione». Maggiore elasticità che però l’Esecutivo, trattandosi di una mozione, non ha potuto garantire: «Una volta depositato il rapporto commissionale, il Municipio non può modificarne direttamente i contenuti. Per procedere a eventuali adeguamenti della proposta è quindi necessario coinvolgere nuovamente la Commissione competente, affinché possa approfondire le possibili modifiche, d’intesa con la mozionante e nel rispetto delle disposizioni di legge». Il Municipio, inoltre, non ha ancora espresso il proprio preavviso sul rapporto, altro passo obbligato prima di mettere al voto la tematica. Data questa situazione, si è in sostanza deciso di sondare gli umori del gremio. La convocazione alla seduta del Legislativo informava infatti che la mozione sarebbe stata discussa, e dunque non evasa. «Anche nel corso della discussione – dice Voci – è emersa la volontà di valutare una soluzione maggiormente flessibile rispetto alla proposta originaria, considerando anche l’eventualità di escludere la categoria F2 dal divieto. Durante l'incontro con il presidente della CdP, sono poi emerse due strade: mantenere il rapporto così com’è, oppure rifarlo modificando il dispositivo. Un’operazione, quest’ultima, per cui è necessario l’accordo della mozionante. In ambo i casi il Municipio sarà chiamato a dare il suo preavviso. Solo allora il tema potrà essere votato in Consiglio comunale».

Dopo Crans, divieti al chiuso

Sulla faccenda, ovviamente, incombe la votazione federale sui fuochi d’artificio. Se dovesse essere accolta, legiferare in materia a Torricella-Taverne diverrebbe quasi ridondante, in quanto l’iniziativa federale già prevede, con rare eccezioni per eventi sovraregionali, il divieto di vendita e uso di fuochi d’artificio rumorosi. Le ragioni dell’iniziativa sono peraltro le stesse alla base della mozione. Come si legge in quest’ultima: «I fuochi d’artificio inquinano, possono causare gravi disagi in gruppi vulnerabili e spaventano causando forte stress, gli animali domestici, da reddito e selvatici». Rispetto all’iniziativa i mozionanti vanno però oltre. Visto quanto successo a Crans-Montana propongono di vietare anche i fuochi d’artificio permessi per uso interno.

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