Relazioni internazionali

«Tra Italia e Svizzera va quasi tutto bene, ogni tanto non ci si cura del rapporto»

Lo ha dichiarato l'ambasciatrice svizzera in Italia, Monika Schmutz Kirgoz – «Questi 800 km di frontiera non ci dividono, ma uniscono»
© CdT/Gabriele Putzu
Ats
24.11.2022 13:20

La Svizzera è un «Paese profondamente europeo, anche se non fa parte dell'Unione europea. Questo perché non ha ancora una maggioranza popolare per aderire all'UE». Lo ha dichiarato l'ambasciatrice svizzera in Italia, Monika Schmutz Kirgoz, nel corso di un forum organizzato dall'agenzia di stampa italiana ANSA. Nel Paese c'è «la democrazia diretta» e «per ogni cosa decide il popolo, e finora la popolazione non ha sentito il bisogno», ha sottolineato la diplomatica. «Detto questo, è difficile trovare un Paese più europeo di noi».

«Quasi il 28% delle persone che vivono in Svizzera sono stranieri» e «sono 600 mila» gli italiani e cittadini con la doppia cittadinanza italo-svizzera nel Paese, oltre ai frontalieri, ha aggiunto l'ambasciatrice elvetica a Roma. «Questi 800 km di frontiera non ci dividono, ma uniscono. Per voi è anche la frontiera più lunga. Questa interrelazione giornaliera è di una importanza da non sottovalutare». A suo avviso, «tra Italia e Svizzera va quasi tutto bene, ma ogni tanto non ci si cura abbastanza di questo rapporto magnifico, e la prossima visita» del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella «è il momento di fare il punto sul fatto che le nostre relazioni bilaterali sono ottime».

«Possiamo migliorare sempre» sulle relazioni, «perché se poniamo maggiore attenzione possiamo fare di più», in particolare sulla ricerca e sull'innovazione, ha aggiunto.

Dal punto di vista degli scambi economici, Italia e Svizzera «sono importanti l'uno per l'altro» e con 9 milioni di persone che vivono in Svizzera «compriamo di più dall'Italia che India, Cina e Brasile insieme, un mercato di quasi tre miliardi di persone. Questo deve sottolineare a che punto siamo importanti uno per l'altro e sottolinea l'amore per il Made in Italy degli svizzeri», ha spiegato Schmutz Kirgoz.

Per la Svizzera poi «la lingua italiana è importantissima» e l'iniziativa della Settimana della lingua italiana nel mondo è un «appuntamento cruciale per ogni ambasciatore svizzero nel mondo, perché insieme ad alle ambasciate italiane facciamo tantissimi eventi». E in tema di turismo, «gli scambi sono tornati quasi alle cifre pre-pandemia, dimostrando l'amore della Svizzera per l'Italia».

Per l'ambasciatrice svizzera in Italia, quello sul sistema bancario svizzero «è invece un lavoro chiuso» e se «si può parlare di una piazza finanziaria pulita, è la nostra».

Schmutz Kirgoz ha sottolineato che il Paese ha realizzato riforme e oggi «nessuno può rimproverarci di non essere trasparenti», sottolineando che c'è scambio di informazioni con gli altri Paesi in questo ambito.

Sull'Ucraina, ha proseguito l'ambasciatrice «la nostra posizione è quella dell'Ue, si tratta di un'aggressione militare e non è stato rispettato il diritto internazionale. Dal primo momento abbiamo adottato le sanzioni dell'UE, siamo all'ottavo pacchetto che la Svizzera ha adottato». «Da gennaio - secondo Schmutz Kirgoz - siamo membro non permanente del Consiglio di Sicurezza Onu e in ogni caso riprendiamo le risoluzioni. Siamo ancora neutrali ma semplicemente non siamo indifferenti quando c'è una guerra di aggressione in Europa. Non sempre questo è capito molto bene e lo capisco perché siamo piccoli ma complicati».

Dal punto di vista delle conseguenze della guerra in Ucraina sul settore energetico, «certo i prezzi aumentano» anche in Svizzera, Paese che in questo settore è legato all'Italia e «tutte le settimane parliamo e troviamo soluzioni». «Ciò che ci ha aiutato è che abbiamo tantissima energia idroelettrica ed eravamo meno dipendenti dal gas russo», ha sottolineato Schmutz Kirgoz. «Tanto di cappello all'Italia, tutto il mondo ha visto che si è mossa subito per diversificare» le sue fonti energetiche.

Infine, sulla questione dei migranti «abbiamo una grande comprensione sulla posizione italiana sulla necessità di condivisione degli oneri a livello europeo. Siamo a favore di una distribuzione equa e giusta» dei migranti, ha aggiunto all'ANSA.

«Con il 28% di stranieri, la Svizzera è una terra che ha sempre accolto rifugiati e migranti. Siamo un Paese aperto che ha sempre accolto tantissime persone, per ultimo dall'Ucraina» dalla quale la Svizzera ha accolto finora «80 mila persone», ha ancora sottolineato.

Correlati