Sospiro di sollievo a Lugano: il tram sorpassa i ricorsi

È una di quelle notizie che fa tirare il proverbiale sospiro di sollievo, oltre a rappresentare il superamento di un passaggio chiave dal punto di vista giuridico. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto quasi tutti i ricorsi – con un sola correzione tecnica che però non impatta sull’opera – presentati contro la decisione dell’Ufficio federale dei trasporti ( UFT), che aveva approvato i piani della cosiddetta tappa prioritaria del progetto della rete tramtreno del Luganese.
I ricorrenti, lo ricordiamo, avevano sollevato diverse criticità, tra cui l’impatto fonico, le vibrazioni, le espropriazioni e carenze progettuali. I giudici di San Gallo hanno tuttavia ritenuto che il progetto della rete tram-treno rispetta le prescrizioni federali in materia di protezione ambientale e della proprietà, sottolineando l’importanza dell’interesse pubblico dell’opera. Con sentenza datata 27 marzo e pubblicata oggi (c’è ancora facoltà di impugnare la decisione davanti al Tribunale federale), i ricorsi sono stati quindi respinti nella misura della loro ammissibilità. Unica eccezione è stata fatta per il ricorso – accolto parzialmente – inoltrato dalla proprietaria di un fondo non interessato dai lavori: il TAF ha annullato una facilitazione relativa alle vibrazioni concessa dall’Ufficio federale dei trasporti, giudicata prematura in assenza di interventi costruttivi concreti. Una decisione che, precisano i giudici sangallesi, non ha alcuna influenza sul progetto complessivo. Due altri ricorsi sono invece stati dichiarati inammissibili per difetto di legittimazione.
«Liquidare ostacoli formali»
Chi ha preso la notizia con «grandissima soddisfazione» è sicuramente il capodicastero Sviluppo territoriale della Città e presidente della Commissione regionale dei trasporti del Luganese (CRTL), Filippo Lombardi. «È un passo fondamentale: siamo pronti per iniziare i lavori preparatori a ottobre e quelli principali nella primavera del 2027. Era quindi necessario liquidare questi ostacoli formali». Lombardi conferma nuovamente le tempistiche per la realizzazione dell’opera, sottolineando che «saremo pronti per la messa in servizio nei tempi previsti, che sono ancora comunque nove anni, ma nel 2035 vogliamo mettere l’opera in funzione ed era fondamentale superare questo step».
Tetris di cantieri
Non nasconde la propria soddisfazione neppure il sindaco di Lugano, Michele Foletti. «Sono contento, anche perché le tempistiche prospettate possono essere mantenute. Certo, dal primo colpo di piccone passeranno ancora diversi anni, sarà quindi un lavoro lungo e bisognerà armarsi di pazienza, perché ci saranno disagi per la popolazione e l’economia». Per la Città, continua il sindaco, sarà importante riuscire a far incastrare tutti i cantieri e non sarà facile. «Ma stiamo lavorando per il futuro di Lugano e servirà dunque, come detto, un po’ di pazienza da parte di tutti».

