Trasparenza nelle assunzioni: «Un passo avanti c’è stato»

Trasparenza nelle assunzioni dei docenti: qualcosa si muove. «Qualche passo avanti effettivamente c’è stato», conferma al Corriere del Ticino il co-segretario VPOD Edoardo Cappelletti, al termine dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi con il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS).
Che il cantiere delle procedure di selezione dei docenti fosse tra le preoccupazioni del Dipartimento lo aveva confermato anche la direttrice del DECS, Marina Carobbio Guscetti, durante la conferenza stampa di inizio anno. Ora, nell’ambito della mobilitazione dei docenti neoabilitati VPOD, qualcosa, effettivamente, si è mosso: il dossier è stato esaminato con la controparte sindacale, alla quale sono state illustrate alcune misure previste.
I nodi da sciogliere
I nodi da sciogliere erano essenzialmente due, e su entrambi sono emerse alcune prime risposte. Il primo riguarda i cosiddetti incarichi limitati, ossia gli incarichi assegnati a docenti senza abilitazione. Una pratica che i docenti abilitati – per ovvie ragioni – giudicano penalizzante e ingiusta.
In questo ambito c’è una novità interessante, spiega Cappelletti: «Il DECS ha introdotto un sistema di reporting per cui le direzioni scolastiche devono giustificare al Dipartimento, tramite un apposito modulo, l’assunzione di persone senza abilitazione». Per la VPOD, si tratta di un passo nella giusta direzione. «Speriamo che lo strumento venga usato efficacemente per monitorare e arginare la problematica».
A questa misura se ne aggiunge una seconda, altrettanto concreta: «L’idea è di introdurre una calmierazione della percentuale lavorativa assegnata con incarico limitato».
In futuro, un docente senza abilitazione non potrà quindi ottenere, attraverso gli incarichi limitati, percentuali d’impiego più elevate o un impiego completo, salvo eventuali deroghe, ad esempio in caso di carenza di insegnanti. In determinate discipline, come matematica o tedesco, qualora non vi sia un numero sufficiente di docenti disponibili, sarà pertanto possibile superare il limite previsto.
Nel complesso, le due misure relative agli incarichi limitati saranno «accompagnate da indicazioni volte a dare priorità ai docenti abilitati e a incentivare quelli non ancora in possesso dell’abilitazione a intraprendere il percorso formativo necessario per conseguirla».
«Strada in salita»
Il secondo grande tema discusso con il DECS riguarda invece la trasparenza vera e propria delle procedure di assunzione.
«Qui, come sospettavamo, la strada appare molto più in salita», commenta Cappelletti. «Abbiamo ribadito la necessità di avere una graduatoria accessibile ai candidati, che ordini gli aspiranti docenti in base alle competenze e alle qualifiche, ma su questo il Dipartimento non vuole ancora entrare nel merito».
Una delle ragioni addotte riguarda l’ampiezza del bacino di candidati che dovrebbe essere preso in considerazione per la formazione della graduatoria. Una difficoltà che, a giudizio della VPOD, dovrebbe tuttavia essere superata.
«Ho fatto notare che la LORD prevede già il principio della graduatoria e, inoltre, che in caso di ricorso il candidato escluso può avere accesso agli atti e quindi anche agli elementi relativi alla graduatoria», rileva Cappelletti.
Proprio su questo punto, secondo il co-segretario, resta però un aspetto da chiarire: se la graduatoria deve essere disponibile in caso di ricorso, dovrà necessariamente esistere in una qualche forma.
Un’apertura iniziale, invece, sembra esserci sul fronte dei criteri di assunzione e della motivazione delle esclusioni. «Da parte del Dipartimento c’è la disponibilità a chiarire i fattori di valutazione e soprattutto il diritto alla motivazione in caso di esclusione», osserva Cappelletti. «Qualora un candidato fosse escluso dovrebbe, anche al di fuori di un ricorso, avere in modo espresso e formale il diritto di capire le ragioni dell’esclusione».
In generale, il bilancio dell’incontro resta moderatamente positivo, anche se con alcune riserve. «Dopo la pressione sindacale riconosciamo che sono stati fatti dei passi avanti concreti, seppur parziali», afferma Cappelletti, per il quale la partita è tutt’altro che conclusa. «Terremo alta la pressione sul Dipartimento affinché queste misure vengano applicate e sviluppate, con l’obiettivo di rendere più trasparenti le assunzioni e garantire la priorità ai docenti abilitati».
Approfondimenti giuridici
«Un primo pacchetto di interventi per rendere le procedure di assunzione più trasparenti è già stato introdotto con i concorsi scolastici 2026/2027», spiega da noi raggiunta la direttrice del DECS, Marina Carobbio Guscetti. La quale conferma che particolare attenzione è stata riservata agli incarichi limitati: «Abbiamo introdotto criteri più restrittivi e un monitoraggio accurato», spiega, con l’obiettivo di «privilegiare l’assunzione di chi ha partecipato al bando e possiede tutti i requisiti richiesti».
Sul tema delle graduatorie pubbliche, il Dipartimento sta invece portando avanti approfondimenti di carattere giuridico. L’obiettivo, viene spiegato, è migliorare ulteriormente il sistema, garantendone maggiore trasparenza, ma anche la sostenibilità amministrativa: «Ogni anno, infatti, vengono presentate oltre 13.000 candidature per centinaia di materie, a fronte di alcune centinaia di ore di insegnamento da assegnare a nuovi docenti». Resta comunque fermo, precisa la direttrice, il diritto di chi presenta una candidatura a «chiedere un riscontro dalla commissione esaminatrice».
