Cantone

Tre donne uccise e una lunga serie di aggressioni: la violenza in Ticino da gennaio a oggi

Dai femminicidi di Bellinzona, Gnosca e Faido agli accoltellamenti di Lugano e Biasca - Il riassunto di cosa è successo nel nostro Cantone da gennaio a oggi
©Chiara Zocchetti
Andrea Scolari
06.10.2026 20:04

«Ma cosa sta succedendo in Ticino?». Questa è forse la domanda che le persone si pongono maggiormente alla luce delle notizie di cronaca nera che hanno caratterizzato finora questo 2026. Da gennaio a oggi nel nostro Cantone sono state uccise tre donne, ognuna per mano di una persona della propria cerchia familiare. Nello stesso periodo la cronaca nera ha raccontato anche numerose risse e aggressioni tra giovani, l’ultima è avvenuta ieri a Biasca. Fenomeni diversi per dinamiche, contesti e cause che raccontiamo in sequenza, tenendoli distinti. Lo facciamo partendo dai dati della Statistica criminale di polizia, Rapporto annuale Ticino 2025, al fine di avere un parametro da poter contrapporre a quanto successo dall'inizio di quest'anno. Nel 2025 sono stati registrati due omicidi compiuti e diciotto tentati. Mentre per quanto riguarda le lesioni personali gravi, anche in questo caso sono stati registrati diciotto reati.

In attesa dei dati ufficiali per l'anno corrente, ecco una panoramica dei fatti più rilevanti registrati finora.

Femminicidi

I femminicidi avvenuti a Bellinzona e Gnosca

Il 28 gennaio, in un appartamento in via Mirasole, a Bellinzona, una donna di 46 anni è morta a causa delle gravi ferite riportate mentre un 61.enne era rimasto gravemente ferito. A uccidere la donna e a cercare di uccidere il compagno era stato il figlio 24.enne, accusato in via principale di assassinio.

Poco dopo un altro fatto di sangue ha scosso il Bellinzonese. Il 13 febbraio i corpi privi di vita di una donna e di un uomo sono stati trovati all'interno di un'abitazione in via Nos a Gnosca. In questo caso si sarebbe trattato di un omicidio-suicidio, con un 57.enne cittadino svizzero che ha dapprima ucciso la compagna 47.enne e poi si è tolto la vita con un’arma da fuoco.

Quello di Faido

Il 9 luglio un altro femminicidio si è consumato in Ticino, a Faido. Sul sedime della clinica di riabilitazione, è stata rinvenuta una 56.enne cittadina svizzera domiciliata in Valle di Blenio, degente presso la struttura sanitaria, con una grave ferita alla testa da arma da fuoco. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia cantonale e i soccorritori della Rega, che hanno provveduto al trasporto della donna in ospedale, dove è successivamente deceduta. Le indagini hanno portato gli inquirenti sulle tracce dell’ex marito della donna, un 59.enne della Val di Blenio, ritrovato morto all’interno di un’abitazione di Leontica, dove sono stati uditi tre colpi d’arma da fuoco e in seguito è avvenuta un’esplosione che ha provocato il ferimento di alcuni agenti della polizia.

Dall’inizio dell’anno, stando ai dati pubblicati su stopfemizid.ch, sono stati registrati diciassette casi che hanno coinvolto diciotto donne, tre in Ticino.

Accoltellamenti, liti e aggressioni

Per quanto riguarda accoltellamenti, liti e aggressioni, gli episodi sono avvenuti soprattutto nel Luganese e durante l’estate, ma anche altre zone del Cantone hanno vissuto situazioni analoghe, spesso registrate a ridosso delle stazioni o dei luoghi di ritrovo.

I fatti più gravi

Le aggressioni più gravi, come scritto, sono avvenute specialmente a Lugano e dintorni. Il 9 luglio, si è verificata una gravissima aggressione al Parco Ciani. Ad avere la peggio è stato un 32.enne. Quattro le persone arrestate: un 36.enne, un 35.enne, un 33.enne, tutti senza fissa dimora, nonché un 46.enne domiciliato nel Mendrisiotto. Il 14 agosto in via Cantonale a Lugano è stata registrata un’altra rissa con arma da taglio, così come il giorno successivo, dove un 24.enne è stato accoltellato in via Pelloni a Molino Nuovo sull’uscio di casa. Armi bianche protagoniste anche dell’aggressione avvenuta il 22 agosto in via Pelli, dove un 19.enne ha riportato gravi ferite.

L’ultimo accoltellamento è avvenuto il 5 ottobre a Biasca, nei pressi della stazione FFS, dove un 21.enne è stato colpito con un'arma bianca, riportando una grave ferita all'addome. Gli accertamenti hanno portato all’arresto di un 17.enne dimorante in Riviera.

Liti e aggressioni

Oltre a quanto scritto, in questi mesi sono state registrati liti e aggressioni che hanno perlopiù visto protagonisti giovani e minorenni. Tra queste possiamo citare il minorenne ferito alla testa da un lancio di bottiglia durante una rissa tra giovani alla foce del Cassarate durante Lugano Marittima, lo scorso 6 giugno; il pestaggio in un locale pubblico di Breganzona registrato il 3 luglio, dove un giovane è finito all’ospedale dopo essere stato aggredito da alcune persone; la lite avvenuta il 23 agosto in Piazza Cioccaro a Lugano che ha coinvolto un 20.enne e una 34.enne, con il giovane che è stato colpito alla mano da una bottiglia e portato in ospedale a causa delle ferite rimediate. Senza dimenticare i ripetuti episodi di violenza registrati nei pressi della stazione FFS di Mendrisio, il minorenne e la minorenne che il 4 aprile «sono passati alle vie di fatto nei confronti di due agenti della Polizia comunale durante un alterco all’esterno di un esercizio pubblico» di Bellinzona; il turista aggredito a Locarno da quattro giovani domiciliati nel Canton Vaud; la donna che sarebbe stata colpita con un pugno in faccia da una ragazza a margine della «Notte bianca», in un contesto di reciproche accuse di violenza tra i due gruppi coinvolti e, più recentemente, la rissa avvenuta sempre a Locarno lo scorso agosto al Parco del Toro che ha visto coinvolti diversi ragazzi tra i 15 e i 17 anni.