Tredicesima AVS: necessario un aumento dell'Iva per finanziarla

Per non pesare eccessivamente sulle casse dell'AVS, il finanziamento delle 13esima rendita, il cui versamento è previsto per inizio dicembre, deve passare da un aumento di 0,4 punti percentuali dell'Iva (dall'8,1% attuale all'8,5). Affinché ciò accada, tuttavia, è necessario il «sì» di popolo e Cantoni il prossimo 29 di novembre.
Per finanziare la rendita supplementare, come chiesto da un'iniziativa popolare accolta alle urne nel 2024, saranno necessari 4,2 miliardi di franchi. Tale importo dovrebbe ammontare a circa 4,5 miliardi nel 2030 e a 5,4 miliardi nel 2040. L'aumento di 0,4 punti rappresenta un gettito di 1,5 miliardi l'anno.
Alla luce di queste cifre, ha sottolineato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, «un »no« il prossimo 29 di novembre avrebbe gravi conseguenze». Senza flussi aggiuntivi, l'AVS si troverebbe in una situazione finanziaria sempre più precaria, ha aggiunto la «ministra» della socialità davanti ai media in occasione del lancio della campagna in vista della consultazione popolare.
Secondo le stime della Confederazione, in caso di rifiuto alle urne, i disavanzi annuali del primo pilastro salirebbero a quasi 5 miliardi entro il 2035. Con l'aumento dell'IVA, invece, il disavanzo nel 2035 potrebbe essere ridotto a circa 3 miliardi. Il livello del fondo AVS, che già nel 2027 rischia di scendere al di sotto della soglia prevista dalla legge del 100% della spesa annuale, nel 2035 si attesterebbe intorno al 70% anziché al 50%, ha spiegato la consigliere federale giurassiana del PS.
Per tutti questi motivi, un «sì» alle urne è importante, ha sostenuto Baume-Schneider. A suo avviso, la soluzione uscita dalle deliberazioni parlamentari rappresenta un compromesso «socialmente sostenibile», che prevede un moderato aumento dell'aliquota normale e dal 3,8 al 4% di quella per il settore alberghiero. Rimarrà invariata invece al 2,6% l'aliquota ridotta per i beni di uso quotidiano, tra cui generi alimentari e medicamenti. In questo modo, ha sottolineato la consigliera federale, si alleggerirebbe l'onere a carico delle persone e delle famiglie economicamente più deboli.
Stando alla consigliera federale, sia il Governo che le Camere pensano che la proposta in votazione rappresenti una soluzione equilibrata, poiché tutte le generazioni contribuiscono a garantire la 13esima AVS e un certo equilibrio dei conti.
Una minoranza in Parlamento si era però detta ostile alla proposta poiché un'IVA più elevata indebolirebbe il potere d'acquisto delle famiglie. Secondo questa frangia del parlamento, il finanziamento dovrebbe invece avvenire per il tramite di misure strutturali, come un innalzamento dell'età di pensionamento, oggi fissata a 65 anni per tutti.
Oltre all'Esecutivo, anche il PLR ha già lanciato la propria campagna contraria a un innalzamento dell'Iva. Questo partito crede che un simile incremento graverebbe pesantemente sulle famiglie e sulle PMI.
Nonostante le opposizioni, la «ministra» socialista si è però detta fiduciosa e che il progetto verrà approvato: «La popolazione - ha concluso - è consapevole di quanto sia importante l'AVS per il nostro Paese e vuole poter trasmettere alle prossime generazioni un sistema di previdenza sociale solido».