Tregua maltempo, si lavora in Val Bregaglia

BREGAGLIA (GR) - Grazie all'attenuarsi delle precipitazioni ieri e al miglioramento della meteorologia previsto pure per oggi, i livelli dell'acqua dei fiumi Maira e Bondasca nei pressi di Bondo (GR) diminuiranno ulteriormente. Questa evoluzione positiva agevola i lavori di sgombero dei detriti, indica oggi in un comunicato il Comune di Bregaglia, di cui Bondo è una frazione.
Le località di Bondo e Spino restano per ora completamente evacuate, aggiunge la nota. Non è possibile accedere in modo sicuro a questi abitati e diversi edifici di Spino sono stati danneggiati dalle inondazioni, spiegano le autorità comunali.
Quanto alla mobilità, la strada del passo del Maloja, H3, rimane chiusa tra le frazioni di Castasegna e Promontogno. La decisione su una eventuale riapertura sarà presa martedì, indica la nota. Dal canto suo, l'accesso a Soglio dall'Italia è di nuovo parzialmente possibile.
Alla mezzanotte tra venerdì e ieri è stata riaperta la strada del Maloja verso nord: la valle è quindi di nuovo raggiungibile dall'Engadina (GR).
Intanto ieri, trenta specialisti delle trasmissioni dell'esercito hanno iniziato a installare sul comprensorio della frana in Val Bondasca (GR), a monte di Bondo, un "sistema di onde direttive per la trasmissione di voce e dati". Questo aumenta la sicurezza del segnale d'allarme nel caso di nuove colate.
Infatti "in caso di una nuova colata detritica, la regione esposta al pericolo deve poter essere evacuata in quattro minuti", come ha spiegato ieri all'ats Christian Gartmann, portavoce dello Stato maggiore del Comune di Bregaglia.
Il pericolo di ulteriori frane e colate detritiche resta tuttora molto elevato, si legge nella nota odierna. Sul Pizzo Cengalo (GR/I), in fondo alla Val Bondasca, ci sono tra 500'000 e un milione di metri cubi di roccia in forte movimento, spiegano le autorità.
Oggi i lavori proseguono soprattutto su due fronti: da un lato continua la messa in sicurezza della scarpata lungo la vecchia strada cantonale che sovrasta la riva destra della Maira nei pressi di Spino. Contemporaneamente si potrà procedere con lo sgombero della carreggiata in parte ricoperta da oltre un metro di fango.
D'altro canto macchinari pesanti continueranno a sgomberare la nuova strada cantonale, sul versante sinistro della Maira, nei pressi del bacino di ritenzione scavato per contenere colate provenienti dalla Val Bondasca. L'arteria è infatti necessaria in un secondo tempo per trasportare i detriti e i massi dal bacino fino all'apposita discarica. L'obiettivo è inoltre quello di far defluire il corso del torrente Bondasca, che scorre attualmente sopra la strada cantonale, di nuovo sotto il ponte della stessa.
Ancora disagi per i frontalieri
Continuano in alta Val Chiavenna (I) i disagi per la viabilità verso la Val Bregaglia svizzera. Le interruzioni stradali, provocata dalle frane staccatesi nei giorni scorsi dal Pizzo Cengalo (GR/I), riguardano in particolare la statale 37, poi H3 in territorio elvetico, che conduce al passo del Maloja (GR), utilizzata tutti i giorni da diverse migliaia di frontalieri di Valtellina (I), Val Chiavenna e alto lago di Como (I). I sindacati italiani reclamano indennità straordinarie alla Svizzera.
In allarme anche i sindacati della provincia di Sondrio (I) che temono riflessi negativi sull'occupazione. I frontalieri sono costretti a servirsi del passo dello Spluga (GR/I) per raggiungere St. Moritz (GR) e le località engadinesi vicine.
"Ai lavoratori frontalieri dovrebbe essere riconosciuta l'indennità da intemperie - spiega Mirko Dolzadelli, della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl) Lombardia . La situazione va affrontata subito. Le autorità elvetiche devono concedere, come avviene in Italia, una cassa di indennità straordinaria a causa di calamità naturali".