Airolo

«Troppe lacune»: arriva l’opposizione al parco solare Pontino

Diverse associazioni a tutela della natura, della fauna e del paesaggio chiedono di ottenere informazioni più dettagliate sul progetto: «Per intervenire in questa zona serve una ponderazione accurata di tutti gli interessi in gioco»
© Studio Gendotti 2025
Irene Solari
04.02.2026 12:30

«Le informazioni sul futuro impianto solare alpino del Pontino sono incomplete, lacunose e non permettono di delineare le misure di compenso ambientale». Queste, in sintesi, le principali motivazioni che hanno portato all’opposizione cautelativa contro il progetto da parte di diverse associazioni a tutela della natura, della fauna e del paesaggio. Motivazioni racchiuse in un comunicato congiunto diffuso questa mattina da Pro Natura, Ficedula, Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio (SLFP), Società ticinese per l’arte e la natura (STAN) e WWF Svizzera italiana, oltre alla Fondazione Franz Weber d’Oltralpe.

«Posizione strategia»

Sotto la lente c’è il progetto «Airolo alpin solar», promosso dall’Azienda comunale di Airolo e dall’Azienda multiservizi di Bellinzona (AMB), che vorrebbe realizzare un parco solare alpino di grandi dimensioni nella regione altoleventinese. Lo scorso dicembre, lo ricordiamo, era stato pubblicato il piano cantonale con autorizzazione a costruire e il relativo rapporto di impatto ambientale riguardante le opere dell'impianto fotovoltaico. Documenti rimasti in pubblicazione fino qualche giorno fa (il 2 febbraio). Ecco alcuni punti del progetto che, come spiega il Comune, «contribuirà alla transizione energetica, integrando tecnologia e natura, nel rispetto di pascoli ed ecosistemi alpini». L’impianto disporrà di 14.600 moduli fotovoltaici su una superficie di oltre 18 ettari, avrà una potenza di 8,6 MWp e una produzione annua di 13,1 GWh. Sufficiente per coprire il fabbisogno annuo di 3 mila economie domestiche. Fondamentale sarà anche la produzione invernale dell’energia, che raggiungerà i 5,5 GWh (43% del totale) grazie alla posizione strategica dell’impianto. Una volta terminata la procedura edilizia, i lavori di costruzione potrebbero iniziare già nella seconda metà dell'anno.

Area protetta a livello federale

Per le associazioni, tuttavia, l’area su cui dovrebbe sorgere il parco solare è particolare, poiché protetta sotto diversi punti di vista. «La legge può permettere di costruire un impianto fotovoltaico in questa zona ma le condizioni per ottenere una simile autorizzazione sono più severe e restrittive», spiega Veronica Panizza, responsabile del settore giuridico di Pro Natura Ticino. «Bisogna procedere a una precisa e accurata ponderazione degli interessi in gioco. Per fare questo bisogna capire esattamente di cosa stiamo parlando e se l’intervento è giustificato o no. Una progettazione dettagliata è quindi imprescindibile». In sostanza si tratta di raccogliere tutte le informazioni necessarie a capire se valga più la pena intervenire sul paesaggio o produrre energia rinnovabile. «E i documenti in pubblicazione non rispondono a diverse di queste domande - aggiunge la nostra interlocutrice - vorremmo avere informazioni più chiare per capire quale sarà l’impatto ambientale e l’impatto sul paesaggio e quali saranno i compensi ambientali previsti per un simile intervento».

Una prima in Svizzera

Anche perché, rileva Panizza, il progetto del parco solare nel comparto dell’Alpe Pontino «tocca un’area protetta a livello federale, nonché una bandita di caccia. È la prima volta che in Svizzera viene proposto un progetto così in una zona protetta». Si tratta infatti di un luogo incluso nell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale. Vi si trovano numerose specie animali protette, di cui una anche in lista rossa, che perderebbero la loro casa e scomparirebbero da quest'area, precisa Panizza. «Questo naturalmente non significa che le associazioni sono contro la produzione dell’energia fotovoltaica, vogliamo però capire quali saranno le condizioni».