Troppi soldi per la perequazione, Cadempino ricorre al Tribunale federale

Cadempino non ci sta. Non ci sta a pagare 1,8 milioni di franchi per il contributo di livellamento richiesto dalla perequazione intercomunale (legge che riassumendo al massimo obbliga i Comuni ricchi a sostenere finanziariamente quelli più poveri) e perciò ha inoltrato ricorso al Tribunale federale. La decisione di opporsi va vista nella necessità di «tutelare gli interessi del Comune e far valere le proprie ragioni in merito ai criteri applicati nel nuovo calcolo perequativo», si legge nel messaggio municipale sul Preventivo 2026 discusso dal Consiglio comunale lo scorso dicembre. Rispetto alle previsioni contenute nell’ultimo piano finanziario, «l’importo, inizialmente stimato in 1,1 milione – si prosegue - è infatti lievitato a 1 milione e 838 mila franchi a seguito delle modifiche apportate alla Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI) e al relativo regolamento con conseguente modifica degli anni di computo». Questo perché per arrivare al contributo richiesto a Cadempino, si precisa, è stata utilizzata la media delle risorse fiscali pro capite del periodo 2018-2022, ovvero la stessa base di calcolo impiegata per la determinazione del contributo di livellamento 2025 (che è stato di 1,9 milioni di franchi, ndr)».
Così facendo, il Municipio non nasconde di «essere consapevole che le probabilità di accoglimento siano limitate», ma comunque ha deciso di contestare il contributo fino a Losanna, ritenendo opportuno inoltre «mantenere il moltiplicatore d’imposta al 70% per il 2026, sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche».
Cadempino insomma non vuole pagare un contributo di livellamento che tiene in considerazione un periodo fiscale, che va dal 2018 al 2022. Un periodo che prende in considerazione un anno, il 2018 «che a livello di gettito è stato molto importante – spiega Juri Bonizzi, vicesindaco e capo Dicastero edilizia e pianificazione del territorio, finanze e imposte – ma soprattutto, se paragonato a quello successivo, il 2019, presenta un abisso a livello di entrate fiscali». Un «abisso» determinato, non è un mistero, dal disimpegno di Kering, che garantiva al Comune introiti importanti.
Il disimpegno di Kering
Nel 2019, anno in cui la multinazionale del lusso aveva annunciato una graduale ritirata dal Ticino, Cadempino aveva infatti visto il gettito fiscale comunale delle persone giuridiche calare da 15,02 milioni di franchi dell’anno precedente a «soli» 5,96 milioni. Nel 2020 è ancora calato a 2,64 milioni, nel 2021, a 3,38 milioni, nel 2022 è invece risalito a 3,6 e nel 2023 è nuovamente sceso, attestandosi a 2,7 milioni di franchi. Nel 2023, per far fronte alla perequazione (il prelievo si basava sul quadriennio 2016-2020), il Comune aveva dovuto chiedere un prestito a un istituto di credito nei Grigioni. E lo stesso era stato fatto anche nei due anni successivi: il Piano finanziario indicava infatti un esborso di 4,5 milioni nel 2022, di 3,7 nel 2023, di 2,7 nel 2024, di 2 nel 2025 e di un milione nel 2026. Da qui il ricorso al Tribunale federale.
