Ticino

Truffe agli anziani con chiamate shock, un arresto nel Luganese

Le manette sono scattate ai polsi di un 46.enne polacco – Gli autori, spacciandosi per agenti di polizia, hanno fatto credere alla vittima che un congiunto avesse provocato un grave incidente chiedendo una cauzione per evitare la detenzione
© Gabriele Putzu
Red. Online
17.04.2026 10:38

Nuovo arresto nel Luganese per le truffe agli anziani con le chiamate shock. Le manette sono scattate lo scorso mercoledì 15 aprile ai polsi di un 46.enne cittadino polacco residente in Polonia, come spiegano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale in un comunicato odierno. L'uomo in particolare, è sospettato di aver preso parte a truffe ai danni di anziani, le cosiddette «chiamate shock», commesse nei giorni scorsi nel Cantone.

Lavoro investigativo subito avviato

L'articolato lavoro investigativo subito avviato (con il supporto tecnico della Polizia Malcantone Ovest e della Polizia Città di Lugano) ha permesso di individuare e quindi intercettare il 46.enne. Il fermo è avvenuto sull'autostrada A2 (direzione Sud) in territorio di Taverne e la perquisizione dell'auto su cui l'uomo si muoveva ha portato al ritrovamento di diversi oggetti di valore e banconote che si è stabilito provenire da una truffa appena commessa. Al dispositivo hanno preso parte anche gli agenti dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).

Un modus operandi che si ripete

Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. In questo caso gli autori, spacciandosi per agenti di polizia, hanno fatto credere alla vittima che un congiunto avesse provocato un grave incidente della circolazione stradale chiedendo una cauzione per evitare la detenzione. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore vista la paventata serietà della situazione), hanno messo pressione per farsi consegnare il denaro a disposizione e gli averi custoditi in casa (alcune migliaia di franchi e diversi oggetti preziosi).

Truffe che aumentano

Le indagini dovranno ora chiarire un eventuale coinvolgimento del 46.enne in altri raggiri tentati o messi a segno recentemente sul territorio cantonale. L'ipotesi di reato è di ripetuta truffa. L'inchiesta è coordinata dal Procuratore pubblico Zaccaria Akbas. Nelle ultime settimane, aggiunge la Polizia, si è registrata un'importante recrudescenza di questo genere di truffe. Informazioni e consigli di prevenzione sono disponibili consultando il seguente indirizzo: https://www4.ti.ch/di/pol-new/prevenzione/truffe/truffe-telefoniche.