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Il presidente USA attacca su Truth i media come il New York Times, il WSJ e la CNN – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:55
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Libano: «Cinque morti e 48 feriti nei raid israeliani nel sud»
Gli attacchi israeliani di oggi nel sud del Libano hanno causato la morte di cinque persone, tra cui un bambino, e 48 feriti. Lo ha annunciato il ministero della Sanità libanese.
Tra i feriti in questi attacchi nel sud ci sono «un medico e cinque dipendenti dell'ospedale pubblico di Tebnine, che ha subito danni in un nuovo caso della serie di attacchi effettuati dal nemico israeliano contro ospedali e centri sanitari», ha affermato il ministero in una nota.
23:39
23:39
Gli USA lanciano un missile contro una nave: «Voleva aggirare il blocco all'Iran»
Le forze statunitensi hanno lanciato un missile contro una nave che tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del blocco americano, mettendo fuori uso l'imbarcazione. Lo afferma l'US Central Command, sottolineando che la nave, la M/T Lexie battente bandiera del Botswana, ha «ignorato ripetuti avvertimenti» nell'arco di 24 ore. Un aereo è quindi intervenuto e ha messo fuori uso l'imbarcazione «lanciando un missile Hellfire contro la sala macchine della nave».
23:38
23:38
«Trump vuole impegni scritti e più fermi dall'Iran sul nucleare»
Donald Trump esige che l'Iran metta per iscritto specifiche concessioni sul nucleare nell'ambito dell'accordo a cui si sta lavorando. Lo riporta Abc citando alcune fonti, secondo le quali Teheran ha offerto rassicurazioni verbali ma il presidente ha stabilito che tali impegni non fossero sufficientemente solidi.
18:49
18:49
Hezbollah: «Non accetteremo un cessate il fuoco parziale»
Hezbollah non accetterà un «cessate il fuoco parziale» con Israele. Lo ha dichiarato all'Afp un alto funzionario del gruppo filo-iraniano, Mahmoud Qomati, minacciando ritorsioni in caso di attacco israeliano a Beirut e ai suoi sobborghi.
«Non accetteremo alcun accordo di cessate il fuoco parziale. Il nemico sionista deve sapere che qualsiasi aggressione contro i sobborghi potrebbe portare a una risposta più forte» da parte di Hezbollah, ha affermato.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha in precedenza dichiarato che gli Stati Uniti hanno approvato il principio secondo cui Israele colpirà i sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, se il gruppo prenderà di mira il territorio dello Stato ebraico.
16:18
16:18
«L'Iran ha spinto Trump a salvare Hezbollah e legare le mani a Israele»
L'Iran ha indotto Donald Trump a «salvare Hezbollah. Minacciando le trattative, il regime ha spinto gli Stati Uniti a legare le mani a Israele». Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che intervenendo con Israele e Hezbollah il presidente «ha scelto di evitare l'escalation e continuare il dialogo».
Se Trump «non invierà un messaggio diverso, sarà difficile indurre il regime a rispettare un accordo a prescindere dalle promesse di Teheran».
16:02
16:02
Al via a Washington il nuovo round di colloqui fra Israele e Libano
È iniziato a Washington il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano. I colloqui seguono le tensioni degli ultimi giorni e l'intervento di Donald Trump per fermare l'escalation israeliana in Libano.
14:19
14:19
Swiss rinvia la ripresa dei voli per Tel Aviv ad agosto 2026
Swiss prevede di riprendere i voli da e per Tel Aviv a partire dal primo agosto 2026. Il Gruppo Lufthansa riprenderà i collegamenti con la capitale israeliana già a partire da giugno, inizialmente con un'offerta di voli ridotta. Nell’ambito di questa ripresa graduale, Swiss ripristinerà il collegamento tra Zurigo e Tel Aviv a partire dal primo agosto 2026 per motivi operativi. I passeggeri i cui voli sono stati cancellati a causa di questo adeguamento possono modificare gratuitamente la propria prenotazione per una data successiva o richiedere il rimborso integrale del prezzo del biglietto. Il servizio clienti di Swiss è raggiungibile 24 ore su 24 al numero +41 (0)848 700 700. Swiss continua a seguire da vicino l’evoluzione della situazione in Medio Oriente e rimane in contatto regolare con le autorità competenti in Svizzera e sul posto, nonché con i propri partner all’interno del Gruppo Lufthansa.
13:59
13:59
L'entourage di Netanyahu smentisce le affermazioni personali da Trump
Fonti dell'entourage del primo ministro israeliano smentiscono che il presidente Donald Trump abbia fatto affermazioni personali nei confronti di Benjamin Netanyahu durante le due conversazioni telefoniche di ieri. Lo riferisce Channel 12.
Le fonti hanno affermato che le telefonate sono state «tese» ma «contrariamente a quanto riportato, Trump non ha detto a Netanyahu nulla di personale, né frasi riguardanti il rischio di finire in prigione, né affermazioni secondo cui Netanyahu sarebbe odiato nel mondo». «Trump ha effettivamente affermato durante la telefonata che è difficile presentare la posizione di Israele al mondo e che ciò genera ostilità nei suoi confronti», ma tra i due leader vi sarebbe stato un accordo, Israele non attaccherà Dahyeh finché il suo territorio non sarà oggetto di attacchi.
Trump si sarebbe lamentato del fatto che dal messaggio pubblicato da Netanyahu si potesse dedurre che, a eccezione degli attacchi a Beirut, la guerra continuasse a piena intensità. Netanyahu, dal canto suo, si sarebbe lamentato del fatto che dal post di Donald Trump emergesse l'impressione che Israele avesse cessato il fuoco su tutti i fronti, mentre Hezbollah continua a tentare di colpire le forze israeliane e i residenti del nord del Paese.
11:44
11:44
Beirut, sei morti in un raid israeliano ieri sera nel sud
La Protezione civile libanese ha annunciato di aver recuperato i corpi di sei persone dalle macerie di un'abitazione colpita ieri sera da un attacco israeliano in un villaggio del sud.
In un comunicato, la Protezione civile ha precisato che i soccorritori sono riusciti a "estrarre dalle macerie sei corpi, oltre a tre feriti", nel villaggio di Marwaniyé, vicino a Saïda. L'Agenzia nazionale di informazione aveva riferito lunedì sera di un attacco sul villaggio che insieme ad altri 15 era stato fatto oggetto di un ordine di evacuazione israeliano nelle prime ore del mattino.
09:18
09:18
Trump a Netanyahu: sei «fottutamente pazzo»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sarebbe scagliato contro il primo ministro Benjamin Netanyahu durante la loro telefonata di ieri, definendolo «fottutamente pazzo» e dicendogli che tutti «odiano Israele», mentre chiedeva di accettare un cessate il fuoco con Hezbollah.
Axios ha citato un funzionario statunitense che ha riassunto il messaggio di Trump a Netanyahu come segue: «Sei fottutamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo».
Una seconda fonte informata sulla telefonata ha riferito alla testata che il presidente degli Stati Uniti era «furioso» e a un certo punto ha urlato a Netanyahu: «Che c...o stai facendo?».
Due fonti hanno anche affermato che Trump ha accusato Netanyahu di ingratitudine durante la telefonata sull'escalation dei combattimenti in Libano, telefonata che Axios ha descritto come «piena di parolacce».
Sebbene funzionari statunitensi abbiano dichiarato al sito di notizie che Trump fosse consapevole del fatto che Hezbollah aveva ripetutamente sparato contro Israele e che Gerusalemme avesse il diritto di rispondere, il presidente riterrebbe che le Forze di Difesa Israeliane abbiano reagito in modo sproporzionato negli ultimi giorni, mettendo a rischio gli sforzi di Washington per ottenere una proroga del cessate il fuoco con l'Iran, che subordina l'accordo a una tregua in Libano.
06:29
06:29
Il punto delle 06.00
Anche se l'Iran fosse sconfitto in modo evidente, la stampa ostile la presenterebbe comunque come una vittoria: è quanto sostiene il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post su Truth, attaccando il New York Times, il Wall Street Journal e la Cnn.
«Se l'Iran si arrende, ammette che la sua Marina è andata perduta e giace sul fondo del mare, e che la sua Aeronautica non è più con noi - scrive il tycoon - e se tutto il suo Esercito esce da Teheran, armi a terra e mani alzate, ognuno gridando 'Mi arrendo, mi arrendo' mentre sventola selvaggiamente la bandiera bianca, e se tutta la sua restante leadership firma tutti i necessari 'Documenti di Resa', e ammette la sua sconfitta di fronte alla grande potenza e forza dei magnifici Stati Uniti d'America, il fallimentare New York Times, il China Street Journal (Wsj!), la corrotta e ormai irrilevante Cnn, e tutti gli altri membri dei media delle fake news, titoleranno che l'Iran ha ottenuto una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, ma non c'è stata storia. I Dumacrat e i media hanno perso completamente la testa. Sono impazziti del tutto».
Poco dopo, la Casa Bianca ha rilanciato il messaggio pubblicando su X un'immagine del presidente con un dito sulle labbra accompagnata dalla frase: «A chi sparla di noi: silenzio. Alla fine andrà tutto bene, come sempre».