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Trump: «Attacchi all'Iran sospesi per dare ai negoziatori un'altra chance»

Ma se la diplomazia fallisce è «pronto» a una «forte azione militare» – Il presidente USA ha postato su Truth più foto dove simula intensi attacchi aerei contro l'isola di Kharg nel Golfo Persico, snodo strategico del petrolio di Teheran – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump: «Attacchi all'Iran sospesi per dare ai negoziatori un'altra chance»
Red. Online
27.07.2026 06:16
21:49
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Trump: «L'Iran sta parlando con noi per raggiungere un accordo proprio in questo momento»

«L'Iran sta parlando con noi per raggiungere un accordo proprio in questo momento». Lo ha detto Donald Trump nel corso di un comizio in un impianto di General Motors in Michigan, sottolineando che «al momento sono in corso trattative molto amichevoli. Vedremo come va».

21:48
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Israele rilascia 60 detenuti a Gaza

Israele ha rilasciato 60 detenuti a Gaza in un'operazione facilitata dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr). I detenuti sono stati rilasciati attraverso il valico di Karem Abu Salem fino a Khan Younis, dove sono stati trasferiti al Complesso Medico Nasser, ha dichiarato il Cicr. Lo scrive Al-Jazeera.

L'esercito israeliano ha affermato che i rilasciati non sono considerati «terroristi». La Croce Rossa ha fatto notare di aver facilitato il trasferimento di oltre 2'500 detenuti in questo modo dal 2023. Ha inoltre affermato di non essere in grado di accedere a coloro che sono ancora detenuti nelle strutture israeliane dall'ottobre 2023.

17:31
17:31
Trump: «Attacchi all'Iran sospesi per dare ai negoziatori un'altra chance»

Donald Trump ha deciso di sospendere gli attacchi all'Iran per dare ai negoziatori un'altra chance ma se la diplomazia fallisce è «pronto» a una «forte azione militare». Lo ha detto il presidente in un'intervista ad Axios.

«Siamo impegnati in trattative molto approfondite con l'Iran. Se non dovessero dare esito positivo, torneremo a una risposta militare molto dura», ha detto Trump ad Axios. A chi gli chiedeva quanto tempo volesse concedere alla diplomazia, il presidente ha risposto: «non molto, o le cose procedono rapidamente, oppure non se ne farà nulla».

«A Netanyahu dirò che se non fossi presidente, l'Iran avrebbe avuto l'arma nucleare e Israele sarebbe stato distrutto», ha detto il Tycoon rispondendo a chi gli chiedeva dell'incontro domani alla Casa Bianca con il primo ministro israeliano.

15:56
15:56
«Trump a un nuovo bivio sull'Iran, opzioni limitate e sempre peggiori»

Donald Trump è giunto all'«ennesimo bivio» sull'Iran e «ogni volta che raggiunge un punto simile, le sue opzioni si restringono e i costi di qualsiasi linea di azione aumentano». Lo afferma Cnn notando come nonostante i segnali di attività diplomatica, «non c'è alcun segno che l'Iran intenda cedere sulla sua richiesta» di controllare lo Stretto di Hormuz. A quasi cinque mesi dall'inizio di un conflitto che sarebbe dovuto durare poche settimane, «Trump continua a cercare di margini di manovra ma l'unico risultato della sua strategia sembra essere una riduzione degli spazi di azione e opzioni sempre peggiori».

14:53
14:53
Mosca: «Estremamente pericoloso l'attacco ucraino alla nave iraniana»

L'attacco ucraino a una nave iraniana nel Mar Caspio che secondo Kiev stava trasportando armi dalla Russia all'Iran, rappresenta un tentativo di espansione geografico del conflitto da parte dell'Ucraina ed è uno sviluppo «estremamente pericoloso». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Tass.

«Ciò è estremamente pericoloso e costituisce a una nuova escalation della tensione», ha sottolineato Peskov.

Ieri sera il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con l'Alto Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, ha condannato l'attacco ucraino a quella che per Teheran era una «nave mercantile iraniana» e ha chiesto una reazione ferma da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della comunità internazionale contro l'attacco.

Da parte sua, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto sabato che in un attacco a lungo raggio erano state colpite nel Mar Caspio «navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico destinato all'Iran, nonché una nave da guerra».

14:51
14:51
L'Arabia Saudita intercetta droni provenienti dall'Iraq

Le Forze armate saudite hanno intercettato e distrutto diversi droni provenienti dall'Iraq e diretti contro impianti petroliferi. Lo riferisce il ministero della Difesa in una nota.

Il Ministero ha inoltre affermato che «i tentativi terroristici sono stati lanciati dal territorio iracheno e condotti da milizie terroristiche sostenute dall'Iran», secondo una dichiarazione ufficiale pubblicata sui social media.

Il generale Turki Al-Maliki, portavoce del ministero della Difesa di Riad, ha precisato che sono stati intercettati «diversi droni» nelle ultime ore e che l'Arabia Saudita si riserva il diritto di rispondere al gruppo armato sostenuto dall'Iran in Iraq.

Al-Maliki ha affermato il ''legittimo diritto del regno a difendersi e le sue capacità, nonché il suo diritto di rispondere al momento e nel luogo opportuni''.

L'attacco è stato poi rivendicato dai ribelli Houthi dello Yemen.

14:13
14:13
L'Idf ferma l'ambulanza, una donna palestinese incinta perde il bambino

Una donna palestinese incinta, proveniente dal villaggio Qaryut a sud di Nablus e diretta verso un ospedale della città, ha perso il feto dopo che l'ambulanza su cui viaggiava è stata fermata per un controllo al checkpoint di Awarta dall'esercito israeliano (Idf). Lo riporta l'agenzia stampa palestinese Wafa.

Secondo una fonte medica riportata da Wafa, i soldati israeliani hanno fermato l'ambulanza per controlli per mezz'ora, nonostante la presenza della donna, incinta al sesto mese, che soffriva di un'emorragia. Quando la donna è arrivata all'ospedale di Nablus, il personale medico ha dichiarato la morte del feto che portava in grembo.

Ieri, la Mezzaluna Rossa palestinese e la Ong israeliana Medici per i Diritti Umani avevano lanciato un appello urgente affermando che il blocco militare imposto dall'Idf a Nablus da sabato compromette gravemente l'accesso dei residenti ai servizi sanitari e alle cure di emergenza.

14:11
14:11
Petrolio e gas in caduta libera, il Brent sotto i 90 dollari

Il petrolio e il gas sono in caduta libera mentre si spera in una tregua in Medio Oriente tra USA e Iran. Sotto i riflettori resta il futuro dello stretto di Hormuz.

Sul fronte del greggio il Wti scende del 6,9% a 83,12 dollari al barile. Il Brent cede l'8% a 89 dollari. In forte flessione anche il gas. Ad Amsterdam le quotazioni del gas scendono del 7,2% a 59 euro al megawattora.

12:15
12:15
In fiamme a Teheran il Gran Hotel Parsian, sfollati gli ospiti

Un incendio è scoppiato presso il Grand Hotel Parsian Esteghlal (ex Hilton) e nell'edificio adiacente, nella zona nord di Teheran, e gli ospiti dell'hotel sono stati evacuati, secondo quanto riportato dai media locali.

Si vede del fumo denso e i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni per domare l'incendio.

10:42
10:42
Teheran: «Gli USA non sono coinvolti nei colloqui con l'Oman su Hormuz»

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti non sono coinvolti nei recenti colloqui con l'Oman sulla gestione dello strategico Stretto di Hormuz.

«Questi colloqui non hanno alcun legame con gli Stati Uniti. Si tratta di una questione bilaterale tra l'Iran e l'Oman, e stanno proseguendo», ha affermato il portavoce del ministero Esmaeil Baqaei durante una conferenza stampa settimanale, aggiungendo che la via navigabile «rimane chiusa».

09:20
09:20
Il Pentagono «taglia» 4 militari morti in Iran e crea una nuova categoria

Il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: quattro militari USA caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata 'Operazioni all'estero' ('Overseas Operations).

Quest'ultima viene ora usata per conteggiare il personale ucciso o ferito (ben 207) «a partire dal 7 luglio». Secondo il Defense Casualty Analysis System (Dcas), il bilancio ufficiale della fase iniziale della guerra, nota come operazione 'Epic Fury', cambia in 14 morti e 417 feriti. Sommando i numeri, quindi, dal 28 febbraio risultano esserci 18 morti e 624 feriti, di cui 140 in più rispetto a pochi giorni fa.

Lo scorporo dei 4 soldati solleva interrogativi sul corretto conteggio dell'impatto sui militari americani, dato che l'amministrazione Trump ha intensificato gli attacchi all'Iran nel tentativo di riaprire lo Stretto di Hormuz, dando al contempo poche indicazioni su come porre fine a un conflitto sempre più impopolare negli States. Nei giorni scorsi, il Pentagono ha descritto lo scorporo dei 4, emerso nei giorni scorsi, come «interruzioni dei dati».

Il portavoce Joel Valdez ha sostenuto giovedì che il calo delle cifre delle vittime online, da 18 a 14, non era un tentativo di nascondere il crescente tributo di vite umane della guerra, bensì il risultato di «anomalie» e «interruzioni temporanee dei dati» che sarebbero state risolte «a breve».

La vicenda ha dato vita a una disputa: il crollo del cessate il fuoco con l'Iran e la ripresa dei raid aerei quasi quotidiani a partire dal 6 luglio hanno spinto analisti e funzionari a chiedersi se le vittime dei rinnovati combattimenti debbano essere conteggiate in via separata dall'operazione Epic Fury.

Con una mossa senza precedenti, l'amministrazione Trump sta cercando di classificare la ripresa della campagna militare come separata dall'operazione Epic Fury, il nome ufficiale dato dalle forze armate USA al conflitto con l'Iran.

La modifica è legata al War Powers Act del 1973, che impone al presidente di porre fine alle operazioni militari entro 60 giorni, a meno che il Congresso non autorizzi una proroga. L'amministrazione Trump ha sostenuto che il cessate il fuoco di aprile con l'Iran abbia sospeso il conteggio delle vittime al primo maggio per la fase iniziale del conflitto. Il conteggio separato delle vittime, che inizia il 7 luglio, si basa su questa interpretazione.

09:18
09:18
Iran: «Fermate sei navi nello Stretto di Hormuz»

«Le forze iraniane hanno fermato sei navi che hanno tentato di attraversare la parte meridionale dello Stretto di Hormuz attraverso una rotta illegale e pericolosa». Lo ha dichiarato un ex funzionario iraniano, riferisce l'agenzia Fars.

«Le navi, una provocazione degli Stati Uniti, avevano spento i loro sistemi di navigazione e posizionamento mentre cercavano di attraversare il canale questa mattina», ha aggiunto il funzionario. «Una delle navi ha subito un incidente e le altre cinque sono rientrate nel Golfo Persico sotto la ferma gestione dell'Iran».

07:33
07:33
I giovani di Gaza praticano karate per far fronte ai traumi

Un tenda improvvisata si è trasformata in un dojo di karate in un campo profughi a Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, aiutando decine di bambini sfollati ad affrontare il trauma della guerra. Lo riporta Al-Jazeera.

Dopo la distruzione del Club sportivo Al-Zaytoun, a Gaza City, e con risorse limitate, tanto da costruirsi persino attrezzature per l'allenamento artigianali con materiali riciclati, l'allenatore di arti marziali Khalil Ayad ha deciso di coinvolgere i ragazzi, offrendo loro molto più che semplici tecniche di karate.

Attraverso la disciplina, il movimento e la routine, le sessioni permettono ai bambini che vivono in zone di guerra un raro sfogo, aiutandoli ad affrontare il trauma, la paura e il prolungato sfollamento. Il suo obiettivo, «non è solo insegnare le tecniche di karate, ma anche fornire ai bambini supporto psicologico, disciplina e un senso di normalità dopo aver vissuto la guerra e lo sfollamento», ha dichiarato all'emittente in una video intervista.

06:38
06:38
«Graham voleva che Trump bombardasse Hezbollah, fu scoraggiato da Netanyahu»

Il senatore Lindsey Graham, influente alleato di Donald Trump morto l'11 luglio poco dopo dopo il suo rientro da Kiev, aveva programmato di recarsi in Florida all'inizio di marzo per convincere il tycoon a unirsi a Israele nel bombardamento di Hezbollah in Libano, finché un amico non lo ha dissuaso dal farlo. Quell'amico, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, gli disse in una telefonata precedente al viaggio che coinvolgere gli USA, nel bel mezzo della guerra con l'Iran, avrebbe significato spingersi troppo oltre e troppo in fretta.

Lo rivelano i filmati inediti tratti da un documentario sul senatore della Carolina del Sud. «Al momento ci stiamo concentrando sull'Iran», disse Netanyahu nella telefonata del 4 marzo, ha riferito il Wall Street Journal. «Se diciamo a Hezbollah che siamo pronti ad andare fino in fondo, li minacciamo; ma se poi lo facciamo davvero, allora loro non avrebbero motivo di non andare fino in fondo contro di noi. E al momento questo non è nel nostro interesse», disse parlando in vivavoce.

«È davvero un buon consiglio», rispose Graham dal suo ufficio al Senato, pieno di cappellini di Trump, carte sparse e confezioni di arachidi Planters, con una bottiglia di bourbon su uno scaffale. Questo scambio di battute è stato ripreso dal documentarista Alex Holder, a cui era stato concesso ampio accesso a Graham a partire dal 2023. Il materiale offre uno sguardo senza filtri sulla battaglia pluriennale di Graham per rovesciare il regime iraniano e sulle modalità con cui convinse Trump ad attaccare, spingendo talvolta per azioni ancora più aggressive di quelle che Netanyahu era disposto a intraprendere.

06:29
06:29
Qatar e Oman discutono di Hormuz e del memorandum tra USA e Iran

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri dell'Oman, Sayyid Badr Albusaidi, per discutere delle relazioni bilaterali e del coordinamento congiunto al fine di allentare le tensioni regionali. Lo riporta al Jazeera.

Lo sceicco Mohammed ha sottolineato la necessità che tutte le parti si attengano al dialogo e alla diplomazia e attuino il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, garantendo in particolare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Mohammed ha inoltre rinnovato il pieno sostegno del Qatar agli sforzi volti a stemperare le tensioni e a raggiungere un accordo globale per una pace duratura nella regione.

06:28
06:28
Trump: «Abbiamo munizioni più di chiunque altro e ben oltre il nostro fabbisogno»

Donald Trump nega che la riduzione delle scorte di munizioni sia un problema nell'ambito della guerra contro l'Iran, rimarcando in una dichiarazione al Wall Street Journal che «disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno».

La Casa Bianca, allo stesso tempo, ha affermato che la sicurezza nazionale sarebbe a rischio se gli organi di informazione diffondessero dati aggiornati del governo USA sull'impiego dei missili Patriot e Thaad, rivelando l'elevato numero di intercettori utilizzati dall'inizio del conflitto.

06:20
06:20
Trump ammonisce l'Iran con simulazioni di attacchi all'isola di Kharg

Donald Trump è tornato ad ammonire l'Iran affidandosi all'intelligenza artificiale, nel mentre i colloqui sembrano procedere sulla spinta di due notti calme e senza raid USA. Dopo una mattinata tranquilla al suo golf club in Virginia, il presidente americano ha postato su Truth più foto come quella che simula intensi attacchi aerei contro l'isola di Kharg nel Golfo Persico, snodo strategico del petrolio di Teheran («Strike on Kharg»).

Una seconda immagine ritrae Trump in piedi sul ponte di una nave con la bandiera americana al vento e quella iraniana gettata a terra, mentre sullo sfondo si vede una portaerei americana. «Questa ora è la nostra petroliera!», è la scritta a corredo di un altro post, dove il tycoon affianca una nave iraniana a bordo di una americana. Un'altra immagine, inoltre, mostra una grande esplosione su una nave iraniana e sopra l'immagine si legge: «Niente più motori».

In un'altra foto ancora, The Donald è al timone di una unità USA, testa di un gruppo d'attacco indossando un cappellino rosso con la scritta FAFO, acromico di «fuck around and find out». È la cosiddetta 'dottrina FAFO', che può essere resa come «provaci e ne pagherai le conseguenze», utilizzata da Trump, dalla sua amministrazione e dai suoi sostenitori come un avvertimento diretto, sia in politica estera sia in politica interna, sul fatto che le azioni ostili contro gli Stati Uniti sono destinate a causare conseguenze rapide e severe.

06:18
06:18
Il punto alle 6.00

Dall'inizio dell'operazione Epic Fury contro l'Iran, oltre 400 militari americani sono stati trasferiti via aerea dal Medio Oriente per sottoporsi a vari tipi di cure: lo riporta Cbs News, citando un funzionario statunitense, secondo il quale la maggior parte dei casi non è legata ad azioni di combattimento.

L'operazione Epic Fury, la campagna militare condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha avuto inizio il 28 febbraio. Il Pentagono ha reso noto in settimana che quasi 100 militari USA sono rimasti feriti a partire dal 7 luglio, dalla ripresa dei raid aerei contro l'Iran.

Intanto ieri, l'Iran ha comunicato al Pakistan la sua disponibilità a proseguire i negoziati a Ginevra, Doha o Islamabad, secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita una fonte. Frattanto, nel corso di un'intervista a Fox News, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che il programma nucleare iraniano «deve essere arrivare alla sua fine, con o senza un accordo». Netanyahu vedrà martedì Donald Trump alla Casa Bianca.