Usa

Trump e i repubblicani ripartono da Jake Paul?

Dopo aver ricevuto l’endorsement del presidente Usa lo scorso marzo, l’influencer-pugile lunedì ha accompagnato il tycoon durante un comizio in Ohio per le elezioni midterm di novembre
©Jacquelyn Martin
Andrea Scolari
14.10.2026 19:00

Trump lo ha ribadito anche in Ohio: se Jake Paul in futuro decidesse di entrare in politica, avrà il suo totale e completo supporto. Un endorsement che il presidente statunitense aveva già espresso lo scorso marzo in Kentucky definendo l’influencer-pugile «un tizio tosto con gli attributi».

Paul potrebbe così passare dal ring ai palazzi di potere, ma al momento non risulta ufficialmente candidato per alcun ruolo politico.

Il 29.enne non è però nuovo a questo tipo di iniziative e solo quest’anno ha accompagnato Trump in due comizi, oltre ad essere stato scelto insieme al fratello Logan Paul dal Pentagono per parlare ai militari e alcuni vertici dell’amministrazione repubblicana. Una mossa probabilmente non casuale che può trovare risposta in un dato: 55 milioni di follower totali sui propri social media.

Il prossimo 3 novembre, infatti, si terranno le elezioni midterm statunitensi, quelle di metà mandato per intenderci, e la preoccupazione degli elettori per i prezzi elevati di carburanti e generi alimentari, unita alla crescita dell’inflazione, all’esplosione ulteriore del debito pubblico federale e all’insoddisfazione per la guerra in Iran hanno portato molti analisti e sondaggisti a prevedere una significativa vittoria democratica alla Camera Bassa, così come al Senato, seppur molto più di misura. Sondaggi che vanno presi con le pinze, è vero, ma che mostrano una certa tendenza e si uniscono ai dati sull’indice di gradimento del Tycoon, che stando agli ultimi dati si attesta tra il 30 e il 40% circa.

Il fatto che la tornata elettorale sia molto importante per Trump lo dimostra anche il ritorno di Elon Musk in qualità di mega-donatore dei Repubblicani e dei milioni di dollari iniettati nelle casse del GOP.

Soldi, tanti, e followers, tanti anche questi, che potrebbero rivelarsi fondamentali per mantenere l’attuale composizione di Senato e Camera. Oggi, ricordiamo, il primo è composto da 53 repubblicani e 47 democratici (inclusi due indipendenti), mentre la seconda da 219 repubblicani e 214 democratici (due seggi sono vacanti).  

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