Trump e quell'accusa di aver abusato di una minorenne sparita dagli Epstein Files

Qualcosa, negli Epstein Files, non torna. Sebbene il Dipartimento di Giustizia abbia rilasciato, negli ultimi tempi, un'enorme quantità di documenti, a seguito delle indagini sull'ex finanziere pedofilo, alcune informazioni sarebbero state censurate. A rivelarlo è un'indagine del New York Times, dalla quale emerge che non sarebbero stati divulgati i file nei quali una donna accusava il presidente Donald Trump di un'aggressione sessuale avvenuta quando era minorenne.
Questi documenti mancanti sarebbero appunti dell'FBI, che riassumono le interrogazioni condotte dall'agenzia in relazione alle accuse mosse nel 2019 dalla donna che, dopo l'arresto di Epstein, aveva dichiarato di essere stata violentata sia da Trump che dal finanziere decenni prima. Quando, come detto, era ancora minorenne.
La conferma dell'esistenza di questi file, come sottolinea il New York Times, arriva dall'indice in cui sono elencati i materiali investigativi relativi alla sua testimonianza. Indice che è stato reso pubblico, diversamente dai documenti. Da qui, tuttavia, si può ricostruire che l'FBI aveva condotto quattro interrogatori in relazione alle accuse della donna. Al termine di ognuno di questi, era stata redatta anche una sintesi. Ciononostante, solo uno di questi sommari è stato reso pubblico dal Dipartimento di Giustizia. Degli altri tre, invece, non c'è alcuna traccia. E non è tutto. I fascicoli pubblici non includono nemmeno le note delle interviste che, come emerge sempre dall'indice, dovrebbero essere presenti.
Al momento, la questione è avvolta da un alone di mistero. Non è chiaro, infatti, perché questi documenti siano scomparsi. Lunedì, in un primo momento, interpellato dal New York Times, il dipartimento di Giustizia ha dichiarato che «gli unici documenti che sono stati trattenuti erano riservati o duplicati». In una dichiarazione successiva, martedì, il Dipartimento ha aggiunto che i file potrebbero essere stati trattenuti «a causa di un'indagine federale in corso». I funzionari non hanno però spiegato chiaramente perché gli appunti relativi alla testimonianza della donna non siano stati resi pubblici.
Ma non è finita qui. Ieri, mercoledì, il Dipartimento di Giustizia è nuovamente tornato sulla questione. In una nota, ha spiegato di stare esaminando quali documenti fossero stati pubblicati in relazione all'indice. Quindi, ha aggiunto che avrebbe pubblicato tutti i documenti che sarebbero risultati essere stati «etichettati in modo improprio durante il processo di revisione» e che la legge richiede di rendere pubblici.
La donna, come anticipato, nei file scomparsi aveva rivelato di essere stata aggredita da Trump. I fatti risalgono agli anni '80 e sarebbe solo una delle numerose accuse non corroborate contro personalità importanti, come quella del presidente. La sua testimonianza risale invece al 2019, ai giorni successivi all'arresto di Epstein. L'FBI, tra agosto e ottobre di quell'anno, aveva condotto tre interrogatori, i cui appunti, come detto, non sono però stati resi pubblici.
Dal canto suo, Trump ha ripetutamente negato ogni accusa. In una dichiarazione rilasciata martedì, la portavoce della Casa Bianca Abigal Jackson ha affermato che il presidente americano è stato «totalmente scagionato da qualsiasi accusa relativa a Epstein».
