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Trump ferma il Project Freedom: «Grandi progressi verso un accordo con l'Iran»

Donald Trump scompiglia ancora le carte e annuncia a sorpresa una «breve» sospensione di Project Freedom, l'iniziativa militare USA che vuole scortare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz, a un giorno dall'avvio dell'operazione – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump ferma il Project Freedom: «Grandi progressi verso un accordo con l'Iran»
Red. Online
06.05.2026 06:20
11:40
11:40
«USA e Iran vicini al memorandum, in attesa della risposta di Teheran»

La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Lo scrive Axios. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall'Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore.

L'accordo prevederebbe l'impegno dell'Iran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'accordo degli Stati Uniti a revocare le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, e la revoca da parte di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il memorandum d'intesa di una pagina e 14 punti è in fase di negoziazione tra gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che tramite mediatori. Nella sua forma attuale, dichiarerebbe la fine della guerra nella regione e l'inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati per un accordo dettagliato sull'apertura dello stretto, la limitazione del programma nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni statunitensi. Secondo due fonti, i negoziati potrebbero svolgersi a Islamabad o a Ginevra.

Secondo un funzionario statunitense, le restrizioni iraniane al traffico marittimo attraverso lo stretto e il blocco navale statunitense sarebbero gradualmente revocati durante quel periodo di 30 giorni. Se i negoziati fallissero, le forze statunitensi sarebbero in grado di ripristinare il blocco o riprendere le azioni militari, ha affermato.

La durata della moratoria sull'arricchimento dell'uranio è oggetto di intense negoziazioni. Tre fonti indicano una durata di almeno 12 anni, mentre una suggerisce 15 anni come termine più probabile. L'Iran ha proposto una moratoria di 5 anni, mentre gli Stati Uniti ne hanno richiesti 20. Secondo la fonte, gli Stati Uniti vorrebbero inserire una clausola in base alla quale qualsiasi violazione da parte dell'Iran in materia di arricchimento prolungherebbe la moratoria. Dopo la scadenza, l'Iran sarebbe in grado di arricchire l'uranio fino al livello minimo del 3,67%.

Due fonti ben informate di Axios hanno anche affermato che l'Iran accetterebbe di rimuovere dal Paese l'uranio altamente arricchito, una priorità chiave degli Stati Uniti che Teheran ha finora respinto. Una fonte ha affermato che una delle opzioni in discussione è il trasferimento del materiale negli Stati Uniti.

10:02
10:02
Pechino: «Cessazione immediata delle ostilità in Iran è di estrema urgenza»

La Cina ha affermato che una cessazione completa delle ostilità è di «estrema urgenza» e che la prosecuzione dei negoziati rimane «di fondamentale importanza», dopo l'incontro a Pechino tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il massimo diplomatico cinese Wang Yi. Lo riportano i media internazionali.

Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Wang ha detto ad Araghchi che la Cina è «un partner strategico affidabile dell'Iran» e ha espresso la speranza che le parti coinvolte rispondano agli appelli internazionali per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz.

10:00
10:00
ONU: «Israele rilasci immediatamente gli attivisti della Flottilla»

«Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla»: lo chiede il portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan.

«Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno», sottolinea il portavoce in un commento reso noto a Ginevra. I due attivisti «continuano a essere trattenuti senza accusa».

Il portavoce cita gli «inquietanti» resoconti di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila, abusi che «devono essere indagati».

L'Ufficio dell'Alto commissario Onu per i diritti umani chiede anche «la fine dell'uso da parte di Israele della detenzione arbitraria e di una legislazione antiterrorismo vaga e generica, incompatibile con il diritto internazionale in materia di diritti umani». Israele - afferma - deve inoltre porre fine al blocco di Gaza, nonché consentire e facilitare l'ingresso di aiuti umanitari in quantità sufficienti.

09:18
09:18
Nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito

Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata «bersaglio di un attacco» nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale.

Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave 'San Antonio'. La compagnia ha aggiunto che l'attacco ha provocato feriti tra i membri dell'equipaggio e danni alla nave.

I membri dell'equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all'agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini.

06:54
06:54
Il ministro degli Esteri cinese Wang ha incontrato a Pechino l'omologo iraniano Araghchi

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato oggi a Pechino il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale cinese Xinhua senza fornire ulteriori dettagli.

Araghchi avrebbe dovuto «discutere delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali e internazionali» con Wang, come precedentemente riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars.

06:23
06:23
Trump ferma il Project Freedom: «Grandi progressi verso un accordo con l'Iran»

Donald Trump scompiglia ancora le carte e annuncia a sorpresa una «breve» sospensione di Project Freedom, l'iniziativa militare USA che vuole scortare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz, a un giorno dall'avvio dell'operazione. In un post su Truth, il presidente americano ha spiegato che la decisione si fonda in parte sul «fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo» con l'Iran.

Il Project Freedom, pertanto, «sarà sospeso per un breve periodo di tempo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e firmato», ha scritto poi il tycoon, il cui post ha fatto balzare i futures azionari, alimentando le speranze su un accordo di pace capace di porre fine al conflitto di Stati Uniti-Israele con l'Iran e consenta la riapertura dello Stretto, dove transita il 20% del greggio mondiale.

La mossa è maturata dopo i ripetuti episodi che hanno fatto temere la rottura della precaria tregua e l'invito del segretario di Stato Marco Rubio all'Iran a «fare una scelta sensata» e a intraprendere la via diplomatica che potrebbe portare alla «ricostruzione, alla prosperità e alla stabilità, e a non rappresentare più una minaccia per il mondo». L'Iran, ha detto Rubio in un briefing alla Casa Bianca, deve «accettare la realtà della situazione» e sedersi al tavolo delle trattative, accettando condizioni che siano vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo. «Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli USA», ha aggiunto.

Trump ha annunciato il Project Freedom domenica sera, assicurando i Paesi, le cui navi sono rimaste bloccate per il conflitto, che gli USA avrebbero le «scortate in sicurezza fuori da queste vie d'acqua soggette a restrizioni». Washington ha reso noto che quasi 23.000 marinai, a bordo di navi battenti bandiera di 87 Paesi, sono fermi nel Golfo Persico a causa della chiusura de facto dello Stretto di Hormuz imposta dall'Iran. Domenica sera, il Comando militare centrale USA (Centcom) ha comunicato che le forze armate avrebbero schierato «cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 aerei e navali, piattaforme senza pilota multi-dominio e 15.000 effettivi» a sostegno di Project Freedom, verso cui Teheran ha reagito con rinnovata ostilità.

L'operazione di scorta delle navi ha provocato uno scontro a fuoco tra Stati Uniti e Iran, oltre a una serie di attacchi missilistici dei pasdaran contro gli Emirati Arabi Uniti: un'escalation che non si verificava da quando, un mese fa circa, è stato annunciato il cessate il fuoco. Ora, il nuovo colpo di scena di Trump.

06:21
06:21
Il punto alle 6.00

«Molte nazioni hanno chiesto agli Stati Uniti di aiutare a liberare le loro navi nello stretto di Hormuz. Lo stiamo facendo non solo perché ci è stato chiesto, ma perché siamo gli unici a poterlo fare», ha detto ieri in serata il segretario di Stato Marco Rubio, parlando alla Casa Bianca.

«Questo è il primo passo verso la sua riapertura e per porre fine all'ultimo disperato tentativo del regime (iraniano, ndr) di incendiare l'economia». Il presidente Trump «ha ordinato alle forze armate Usa di guidare queste navi in salvo, il primo passo verso la riapertura dello stretto», ha aggiunto Rubio. Gli Stati Uniti, con Trump, «aiuteranno i nostri amici. Ci opporremo ai regimi canaglia come quello di Teheran e non esiteremo a usare il nostro potere e le nostre capacità per proiettare la nostra potenza militare al servizio del nostro interesse nazionale al di sopra di ogni altra cosa», ha assicurato il segretario di Stato.