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Trump: «Hormuz è aperto, li abbiamo colpiti pesantemente»

Le dichiarazioni del presidente USA confermano quanto affermato in precedenza dal Comando Centrale degli Stati Uniti, ovvero che l'Iran «non controlla» Hormuz – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump: «Hormuz è aperto, li abbiamo colpiti pesantemente»
Red. Online
12.07.2026 07:25
16:01
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Trump: «Hormuz è aperto, li abbiamo colpiti pesantemente»

Lo Stretto di «Hormuz è aperto, li abbiamo bombardati pesantemente». Lo ha detto Donald Trump in un'intervista Nbc.

Le dichiarazioni del presidente Usa confermano quanto affermato in precedenza dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), ovvero che l'Iran «non controlla» Hormuz: lo Stretto «è aperto a tutte le imbarcazioni che intendono transitare legalmente attraverso questa via navigabile internazionale». Il Centcom sottolinea che «le forze americane sono schierate e pronte a garantire la libertà di navigazione, nonostante le ingiustificate aggressioni, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell'Iran».

«L'Iran non controlla la via d'acqua internazionale attraversata dalle navi commerciali che trasportano merci ed energia a livello globale», aggiunge il Centcom riferendo di aver facilitato il transito di più di 800 navi e 400 milioni di barili di petrolio negli ultimi due mesi. «Più di 140 navi hanno transitato nello Stretto negli ultimi sette giorni», ha messo in evidenza.

Inoltre, gli attacchi iraniani non hanno causato feriti fra le forze americane e la maggioranza dei «missili e dei droni iraniani lanciati è stata intercettata o abbattuta». Lo ha detto un funzionario americano a Cbs.

Da parte sua, l'Autorità per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha dichiarato che «a causa delle recenti manovre illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente impossibile». La Pgsa ha aggiutno: «Non appena la stabilità e la calma saranno ripristinate, tutte le richieste saranno esaminate, secondo una tempistica prestabilita, e saranno rilasciati i permessi necessari».

L'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, attaccando le navi, posando mine marine e imponendo tariffe per la navigazione «sicura» delle imbarcazioni nel canale, dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. La Pgsa, istituita dall'Iran a maggio, mira a gestire il transito delle navi e a modificare in modo permanente lo status dello Stretto di Hormuz.

Dal canto suo, l'Oman ha presentato oggi una protesta formale all'ambasciatore iraniano in seguito all'attacco subito dal Paese, secondo quanto riportato dai media statali, in un raro caso in cui ha accusato pubblicamente Teheran di aver preso di mira il suo territorio.

«L'Oman esprime il suo profondo sgomento per questi atti irresponsabili e sottolinea l'imperativo di aderire ai principi di sovranità statale, buon vicinato e non ingerenza negli affari interni», ha scritto l'agenzia di stampa statale in un post sui social, un giorno dopo che l'Oman ha ospitato il ministro degli esteri iraniano per colloqui sullo Stretto di Hormuz.

L'Oman ha pure reso noto oggi di aver tratto in salvo 23 membri dell'equipaggio di una nave commerciale, mentre una persona risulta ancora dispersa dopo che l'imbarcazione è stata colpita al largo della costa orientale del sultanato del Golfo. Il Centro per la Sicurezza Marittima dell'Oman ha riferito di aver ricevuto una richiesta di soccorso dalla GFS Galaxy, nave battente bandiera cipriota, che si trovava a 4,4 miglia nautiche dalla costa del governatorato di Musandam. Il segnale di emergenza è stato inviato dopo che la nave è stata colpita nel corso dell'ultima escalation di ostilità tra l'Iran e gli Stati Uniti.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che l'imbarcazione è stata resa inservibile a causa di un incendio e dei danni subiti nella sala macchine, accusando Teheran di aver condotto l'attacco. In precedenza, il ministero degli Esteri indiano aveva dichiarato che, degli 11 cittadini indiani presenti a bordo, 10 sono stati salvati, mentre uno risulta disperso. L'agenzia marittima britannica Ukmto ha riferito che l'equipaggio ha abbandonato la nave e si trova su una scialuppa di salvataggio, a circa 17 chilometri (10 miglia) a est delle coste dell'Oman.

14:37
14:37
Concluso round colloqui al Cairo su piano per Gaza

Si è concluso ieri al Cairo un nuovo round di colloqui tra i mediatori e Hamas, alla presenza dell'inviato del Board of Peace per Gaza Nickolay Mladenov. Le trattative si sono svolte mentre in parallelo nella capitale egiziana si trovava anche una delegazione israeliana per discutere del futuro del piano di Donald Trump per Gaza.

Secondo quanto riportato da Haaretz, la Roadmap di 15 punti presentata a maggio al Consiglio di Sicurezza Onu da Mladenov, resta bloccata principalmente su due punti chiave.

Il punto 8, il più spinoso, riguarda il disarmo di Hamas: il movimento non accetterebbe di consegnare le armi alla Forza di Stabilizzazione Internazionale, prevista dalla Roadmap, nonché chiede che il disarmo avvenga in parallelo - e non come premessa - a un ulteriore ritiro dell'Idf dalle aree in cui ancora si trova a Gaza (circa il 60% dell'enclave). L'altra disputa centrale riguarda il punto 5: Hamas chiede che il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (Ncag) - il governo di tecnocrati guidato da Ali Shaath che dovrebbe subentrare nel governo della Striscia di Gaza - si faccia carico dei debiti pregressi del movimento islamico verso i propri funzionari, incluso il pagamento retroattivo di stipendi a decine di migliaia di dipendenti di Hamas a Gaza. Il Board of Peace respinge la richiesta, secondo fonti interne all'organismo citate da Haaretz.

Il quotidiano riporta tuttavia che Hamas potrebbe ammorbidire le proprie posizioni sotto una duplice pressione: da un lato il timore della ripresa di una nuova offensiva dell'Idf nella Striscia di Gaza, legata al calcolo che Netanyahu possa intraprendere il passo in vista delle elezioni israeliane; dall'altro la preoccupazione che il Board of Peace proceda comunque, senza attendere un'intesa, con un primo progetto pilota di costruzione di un nuovo campo profughi a Rafah, a ridosso della Linea Gialla che separa le forze israeliane da quelle di Hamas. Un'area che sarebbe sottoposta al controllo dello Ncag e della forza multinazionale. Secondo fonti palestinesi citate da Haaretz, gli Stati Uniti starebbero valutando, per il finanziamento di questo progetto, di attingere alle entrate fiscali dell'Autorità Nazionale Palestinese trattenute da Israele da oltre un anno.

Intanto, l'agenzia di stampa Fars, legata alle Guardie Rivoluzionarie, ha annunciato la morte del senatore «ostinato», il quale aveva definito l'Iran il principale sostenitore del terrorismo. «Ora diventerà cibo per formiche e serpenti, mentre l'Iran continuerà a restare in piedi», ha aggiunto l'agenzia.

Anche Tasnim, testata vicina alle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato: «Graham era un guerrafondaio che interferì negli affari dell'Iran durante le 'rivolte' di gennaio. Ripeté le parole del presidente Donald Trump, secondo cui erano in arrivo 'aiuti' per i rivoltosi».

«Porgo le mie congratulazioni alla nazione iraniana per la morte del senatore statunitense Lindsey Graham, figura anti-iraniana e guerrafondaia», ha dal canto suo dichiarato una conduttrice della tv di Stato. «La causa della sua 'discesa all'inferno' è stata indicata come un malore improvviso', ha aggiunto.

Nel frattempo, un altro conduttore della rete statale ha affermato: »Graham, che aveva sostenuto l'attacco militare e le sanzioni contro l'Iran e appoggiato il regime israeliano, responsabile dell'uccisione di bambini, è finito all'inferno«. Ha poi aggiunto: »È una notizia così bella che voglio ripeterla. Graham, che...«.

13:13
13:13
Media Iran, 'nostro militare ucciso nei raid statunitensi'

I raid statunitensi sferrati nella notte tra sabato e domenica contro l'Iran sono costati la vita a un militare iraniano, secondo quanto riportato dai media locali.

«Il tenente Hamidreza Dehghani, della marina dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran, è caduto martire durante l'attacco criminale e terroristico perpetrato ieri sera dagli Stati Uniti contro il porto di Jask», situato nel sud dell'Iran e affacciato sul Golfo, hanno riferito le agenzie di stampa Mehr e Tasnim, citando un funzionario locale.

12:20
12:20
Consigliere Khamenei, Hormuz più importante delle bombe atomiche

Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, ex capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato oggi che lo Stretto di Hormuz, punto focale delle tensioni con gli Stati Uniti, è più importante per l'Iran del suo programma nucleare.

«Questo passaggio strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica Islamica dell'Iran lo proteggerà», ha affermato Rezaei, citato dall'agenzia di stampa iraniana Isna, riferendosi al programma nucleare iraniano, che Usa, Israele e Paesi occidentali sospettano abbia scopi militari. Teheran nega queste accuse, ma insiste sul suo diritto all'energia nucleare civile.

11:48
11:48
Arabia Saudita, «l'Iran viola il diritto internazionale»

Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha denunciato la «violazione da parte dell'Iran dei principi del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite, della Carta dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica e delle regole di buon vicinato, attraverso i ripetuti attacchi iraniani contro navi mercantili che minacciano la sicurezza e la libertà di navigazione».

Il regno non è stato preso di mira nell'ultima serie di attacchi iraniani, ma una petroliera saudita è stata danneggiata mentre transitava nello Stretto di Hormuz la scorsa settimana.

10:44
10:44
Iran, sito militare a Yasuj attaccato da droni Usa e Israele

Un sito militare alla periferia di Yasuj, nella provincia sud-occidentale iraniana di Kohgiluyeh Boyer-Ahmad, è stato attaccato da droni statunitensi e israeliani alle 3:00 di domenica notte, ora locale: lo ha dichiarato il vice governatore generale Fatrah Mohammadi.

L'attacco ha causato danni limitati a un veicolo e non si sono registrate vittime, ha aggiunto, citato dall'agenzia Tasnim.

10:26
10:26
Qatar, tre feriti per schegge missili dall'Iran

Il ministero dell'Interno del Qatar ha annunciato che tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite a causa della caduta di schegge durante le intercettazione di missili iraniani.

09:49
09:49
«Raid statunitensi contro cinque città iraniane provincia Bushehr»

Le forze armate statunitensi hanno colpito nella notte cinque città della provincia meridionale iraniana di Bushehr, affacciata sul Golfo Persico. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, ripresa da Al Jazeera, citando un funzionario locale.

Secondo la ricostruzione, gli attacchi hanno interessato le città di Asaluyeh, Dir, Bushehr, Dashti e Tangestan, in una delle province strategicamente più rilevanti dell'Iran per la presenza di infrastrutture energetiche e della centrale nucleare di Bushehr.

La provincia era già stata ripetutamente presa di mira negli ultimi giorni nel contesto dell'escalation militare. Secondo le autorità iraniane, raid precedenti avrebbero distrutto infrastrutture civili, comprese aree situate nelle vicinanze della centrale nucleare di Bushehr. Non sono stati forniti al momento bilanci ufficiali su eventuali vittime o danni provocati dagli ultimi bombardamenti.

09:47
09:47
Teheran, Iran e Oman continueranno colloqui su gestione di Hormuz

«La delegazione iraniana, guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e arrivata sabato a Muscat, ha discusso con i funzionari omaniti della necessità di un coordinamento tra i due Paesi sulle modalità di gestione del transito delle navi nello Stretto di Hormuz. Le due parti hanno concordato di proseguire i colloqui a livello politico e tecnico per raggiungere un'intesa volta a garantire la sicurezza della navigazione nella via d'acqua», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.

Secondo l'agenzia iraniana Irna, Baghaei ha inoltre confermato la presenza di una delegazione del Qatar ai colloqui di Muscat, «in qualità di uno dei Paesi della regione che ha svolto un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti».

09:46
09:46
Esercito giordano, tre missili iraniani caduti nel Paese

L'esercito giordano ha dichiarato che tre missili iraniani sono caduti sul territorio del regno all'alba, nel contesto delle rinnovate ostilità tra Iran e Stati Uniti. «Tre missili lanciati dal territorio iraniano sono caduti all'alba in diverse località del regno, senza causare vittime. I danni si limitano a lievi perdite materiali», ha affermato una fonte militare citata in un comunicato dell'esercito.

09:45
09:45
Funzionario Iran, «preso controllo Stretto di Hormuz con la forza»

Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha scritto in un post su X: «Abbiamo preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza e lo conserveremo con la forza». Lo riporta Al Jazeera.

09:38
09:38
Ghalibaf agli USA: mantenete la parola o pagherete le conseguenze

«L'era degli accordi unilaterali è finita. Ve l'avevamo detto: mantenete la parola o ne pagherete le conseguenze. La realtà bussa alla porta», ha affermato il presidente del Parlamento e capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, rivolgendosi agli Stati Uniti, dopo il recente scambio di attacchi tra le due parti.

Riferendosi al protocollo d'intesa firmato tra i due Paesi, Ghalibaf ha aggiunto: «Punto 5, alla firma del presente protocollo d'intesa, l'Iran adotterà tutte le misure necessarie, facendo del proprio meglio, per garantire il passaggio sicuro delle navi mercantili a titolo gratuito per soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mare di Oman e viceversa».

07:33
07:33
Iran, colpita una seconda nave che cercava di attraversare lo Stretto di Hormuz

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato stamattina di aver colpito una seconda nave nello Stretto di Hormuz, dopo i precedenti attacchi a una nave portacontainer che hanno provocato rappresaglie da parte degli Stati Uniti.

Teheran ha colpito «una seconda imbarcazione che violava le normative nello Stretto», si legge in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato e dall'agenzia di stampa Irna. I pasdaran aggiungono di aver anche attaccato con missili una base statunitense in Qatar.

07:31
07:31
Usa, colpiti oltre 140 obiettivi militari in Iran

Le forze armate Usa hanno dichiarato di aver colpito stanotte almeno 140 obiettivi in Iran, in rappresaglia per un attacco di Teheran contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz.

«Le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e navi militari», ha affermato il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti in una dichiarazione. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti missilistici e di droni, depositi di munizioni, strutture navali, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera

07:29
07:29
Missili iraniani contro Emirati Arabi, esplosioni e allarme anche in Bahrein e Qatar

Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree e in Qatar sono state udite esplosioni a Doha. Lo rendono noto le autorità locali, dopo i raid aerei statunitensi di questa notte contro l'Iran seguiti all'attacco delle forze di Teheran contro una nave nello Stretto di Hormuz. 

07:28
07:28
L'equipaggio abbandona la nave colpita dall'Iran nello Stretto di Hormuz

L'equipaggio della nave portacontainer su cui si è sviluppato un incendio dopo che è stata colpita dalle forze iraniane nello Stretto di Hormuz ha abbandonato l'imbarcazione in fiamme, ha annunciato l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto.

L'attacco - rende noto l'Ukmto - è avvenuto circa 17 km a est della penisola di Musandam, appartenente al sultanato dell'Oman, e ha provocato un incendio a bordo. «L'equipaggio ha abbandonato la nave e si è imbarcato su una scialuppa di salvataggio», ha dichiarato l'agenzia. (ANSA-AFP).

07:28
07:28
Depositi di missili e droni e radar iraniani fra i target degli Usa

Gli attacchi americani in Iran hanno puntato a radar di sorveglianza aerea, depositi di missili e droni, siti di lancio di missili e droni, radar di sorveglianza di superficie e lanciatori di missili terra-aria. Lo riporta Axios.

07:25
07:25
Teheran chiude lo stretto di Hormuz, gli USA lanciano un nuovo attacco

La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo avviso, riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu. Subito prima della chiusura, è stato esploso un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione che tentava di attraversare lo stretto seguendo una rotta non autorizzata, riporta Cnn citando i media iraniani.

La nave è stata colpita e ha riportato gravi danni, riporta il sito di notizie Axios, citando fonti americane. L'equipaggio della nave portacontainer su cui si è sviluppato un incendio dopo che è stata colpita dalle forze iraniane nello Stretto di Hormuz ha abbandonato l'imbarcazione in fiamme, ha annunciato l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. L'attacco - rende noto l'Ukmto - è avvenuto circa 17 km a est della penisola di Musandam, appartenente al sultanato dell'Oman, e ha provocato un incendio a bordo. «L'equipaggio ha abbandonato la nave e si è imbarcato su una scialuppa di salvataggio», ha dichiarato l'agenzia.

Le forze americane hanno lanciato «la terza serie di attacchi della settimana contro l'Iran, in risposta all'aperta aggressione da parte del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica contro la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota in transito nello Stretto di Hormuz». Lo afferma il Centcom, sottolineando che un membro civile dell'equipaggio risulta disperso e l'imbarcazione non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e di gravi danni alla sala macchine.

«All'Iran era stata offerta un'ulteriore opportunità di dimostrare il rispetto del Memorandum d'Intesa, dopo essere stato ritenuto responsabile di precedenti attacchi a navi commerciali, ma non lo ha nuovamente fatto», afferma il Centcom precisando che i raid sono stati lanciati su ordine del commander-in-chief. «In risposta, gli Stati Uniti stanno imponendo un prezzo elevato, continuando a compromettere la capacità dell'Iran di attaccare i marittimi civili e le navi commerciali in transito libero nello stretto», ha messo in evidenza il Centcom.

«L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne paga le conseguenze». Lo afferma su X il capo del Pentagono, Pete Hegseth, allegando al suo messaggio il post dello Us Centcom che annunciava il lancio di nuovi attacchi americani all'Iran.