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Trump insiste: «Lo Stretto di Hormuz è un nuovo territorio Usa»

Il presidente Usa lo ha ribadito in un post su Truth - Intanto, secondo alcuni media, la guerra di Donald Trump all'Iran ha trascinato le forze armate americane in una grave crisi finanziaria, oltre che in una carenza di munizioni – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump insiste: «Lo Stretto di Hormuz è un nuovo territorio Usa»
Red. Online
28.08.2026 06:45
06:50
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Il punto alle 6:50

Donald Trump insiste con la sua designazione di Stretto di Hormuz come di «un nuovo territorio americano». In un collage di bandiere postato su Truth, il tycoon menziona alcuni territori Usa, tra cui Guam, le Us Virgin Islands, Portorico e American Samoa, insieme al «nuovo» ingresso, rappresentato da un'immagine stilizzata dello Stretto di Hormuz.

Nel frattempo, le rotte consolidate che la navigazione internazionale utilizza storicamente per attraversare lo Stretto di Hormuz sono state bonificate «meticolosamente e discretamente dalla minaccia delle mine navali, impiegando una combinazione di sommozzatori della Marina, Navy Seal e risorse aeree statunitensi provenienti da Esercito, Marina, Aeronautica e Corpo dei Marines. Le condizioni sono state a dir poco difficili e pericolose, ma abbiamo portato a termine la missione». A dirlo è l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom (il Comando Centrale delle forze armate statunitensi).

Tuttavia, la guerra di Donald Trump all'Iran ha trascinato le forze armate americane in una grave crisi finanziaria, oltre che in una carenza di munizioni: la Marina, scrive il Guardian, è stata costretta a trasferire fondi destinati agli stipendi e ad altre voci di spesa per coprire i costi dei combattimenti. E' il quadro che emerge dall'esame di documenti e da interviste con funzionari della Marina, appaltatori ed esperti di difesa.

L'operazione congiunta Usa-Israele, che ha prosciugato le scorte di munizioni americane e provocato rappresaglie iraniane capaci di devastare basi strategiche Usa in tutto il Medio Oriente, sta mettendo sotto pressione i bilanci dell'intero apparato militare. Un memorandum del Pentagono sui finanziamenti alla Marina, visionato dal Guardian, avverte della presenza di «deficit nei fondi per gli stipendi», causati dal fatto che il dipartimento ha attinto a tali risorse per finanziare le operazioni di combattimento. Il bilancio della Marina per il 2026, pari a quasi 300 miliardi di dollari, comprende diverse voci di spesa stanziate dal Congresso per esigenze specifiche: personale, costruzione navale, acquisizione di sistemi d'arma e «operazioni e manutenzione» (ovvero la gestione quotidiana della flotta e delle basi). La legge impone limiti precisi alle modalità con cui questi fondi possono essere riallocati tra le diverse categorie.

La questione è emersa a Capitol Hill: Susan Collins, nel corso di un'audizione della Commissione stanziamenti del Senato del 21 luglio, ha detto di aver saputo che «alcune forze armate stanno affrontando problemi di liquidità a breve termine». Un collaboratore parlamentare ha confermato che la Marina rientrava tra le forze armate a cui la senatrice faceva riferimento.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha riferito che la guerra contro l'Iran è costata 37.5 miliardi di dollari, ma non è chiaro se tale cifra rappresenti il conteggio completo dei costi del conflitto.