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Lo ha detto oggi Donald Trump nel corso di una conferenza stampa riferendosi all'ultimatum per raggiungere un accordo che scade domani alle 20 ora di Washington (le 2 di mercoledì in Svizzera) – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:53
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«Dall'inizio della guerra in Iran 373 americani feriti, 330 già tornati al lavoro»
Dall'inizio della guerra in Iran sono 373 gli americani che sono rimasti feriti. Lo riporta Cbs, secondo la quale di questi 330 sono già tornati ai propri posti e solo cinque sono ritenuti feriti seriamente.
23:39
23:39
«Israele approva una lista aggiornata di target da colpire se trattative falliscono»
Israele ha approvato una lista aggiornata dei target energetici e infrastrutturali iraniani da colpire nel caso in cui le trattative diplomatiche fra gli Stati Uniti e Teheran fallissero. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Israele è scettica sulla possibilità di raggiungere un'intesa. Il premier Benyamin Netanyahu ha espresso i suoi dubbi a Donald Trump, al quale avrebbe detto che qualsiasi cessate il fuoco dovrebbe includere la consegna da parte dell'Iran di tutto il suo uranio arricchito e l'impegno a sospendere tutte le attività di arricchimento.
23:29
23:29
Iran: «La retorica arrogante di Trump non ha effetto sulle operazioni»
L'esercito iraniano ha respinto la «retorica arrogante» di Donald Trump, il quale ha affermato che «tutto l'Iran potrebbe essere distrutto da un giorno all'altro», dichiarando che essa «non ha alcun effetto» sulle sue operazioni. «La retorica rozza e arrogante e le minacce infondate del presidente americano squilibrato, che si trova in un vicolo cieco e giustifica le successive sconfitte dell'esercito Usa, non hanno alcun effetto sulla prosecuzione dell'offensiva e sulle schiaccianti operazioni» dell'esercito iraniano, ha affermato il portavoce del comando operativo militare Khatam Al-Anbiya, citato dai media di Stato.
22:23
22:23
Iran: «4 ufficiali uccisi dagli Usa mentre erano impegnati a salvare il pilota»
L'esercito iraniano ha reso noto oggi che quattro dei suoi ufficiali sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con un aereo statunitense impegnato nella missione di salvataggio di un pilota americano a Isfahan.
«Nelle prime ore di ieri, questi ufficiali dell'esercito si sono scontrati direttamente con aerei da combattimento, elicotteri, droni armati e velivoli di supporto nemici nella zona di Mahyar a Isfahan, aprendo il fuoco contro i bersagli aerei. Dopo che un missile a spalla ha colpito uno dei velivoli attaccanti, gli ufficiali sono stati presi di mira da altri aerei nemici e uccisi», si legge nel comunicato, ripreso da Iran International.
Gli ufficiali sono stati identificati come il generale di brigata Masoud Zare, il colonnello Moein Heidari, il colonnello Seyyed Saeid Mousavi e il tenente Milad Salarvand.
21:15
21:15
Salvato il pilota Usa disperso, il blitz sulle montagne iraniane
Un blitz rocambolesco ha portato in salvo il colonnello dell'aeronautica disperso in Iran dopo che il suo F-15, soprannominato Dude 44, era stato abbattuto e lui espulso dal velivolo. Più di 100 uomini delle forze speciali, 155 aerei fra cui quattro bombardieri sono entrati in azione in una missione «mozzafiato» che ha reso la Pasqua «dal punto di vista militare una delle migliori di sempre», ha detto un soddisfatto Donald Trump.
Ferito e rimasto da solo per quasi due giorni - per l'esattezza 45 ore e 56 minuti -, l'aviere si è medicato e si è nascosto nelle montagne iraniane cercando di scampare al nemico che lo accerchiava. Appena raggiunta un'altura e ottenuto il segnale radio, il colonnello ha lanciato il suo primo messaggio: «Dio è buono». Le sue parole sono state inizialmente accolte con scetticismo perché si temeva si potesse trattare di una trappola dell'Iran. Mentre le valutazioni erano in corso per stabilire se si trattasse veramente del colonnello, la Cia ha avviato una campagna di depistaggio per guadagnare tempo: gli agenti hanno diffuso notizie sul fatto che il pilota fosse già stato trovato vivo dagli americani e che fosse in corso un trasferimento via terra per farlo uscire dal Paese, mettendo il nemico su una falsa pista.
Nel frattempo il Pentagono ha messo a punto la complessa missione di salvataggio, approvata dallo stesso Trump. Non tutti all'interno dell'amministrazione erano però d'accordo. «Mi hanno detto che non era saggio, ma io ho deciso di procedere», ha raccontato il presidente in conferenza stampa spiegando che i dubbi erano legati al rischio per la vita di centinaia di soldati per salvarne uno. «Noi non lasciamo nessuno indietro», ha però ribadito il commander-in-chief.
Consapevoli dei pericoli, le truppe americane sono arrivate nell'area dove si trovava il colonnello disperso armati fino ai denti per tenere a bada gli iraniani, contro i quali hanno sparato senza esitazione. A sostenere gli uomini a terra un imponente schieramento aereo che includeva quattro bombardieri B-1 che hanno lanciato quasi 100 bombe e droni MQ-9 Reaper. Un primo tentativo di salvarlo è stato interrotto dopo che due elicotteri sono stati presi di mira da colpi di arma da fuoco. I due velivoli si sono messi comunque in salvo e hanno effettuato un atterraggio di sicurezza in Kuwait.
Successivamente due aerei MC-130J, usati nelle operazioni speciali, erano atterrati in una base operativa avanzata in Iran ma hanno subito incontrato dei problemi: le ruote anteriori si sono impantanate e le forze armate hanno richiesto altri aerei di piccole dimensioni per raggiungere l'area. Alla fine il colonnello è stata rintracciato e messo in salvo e i due Mc-130J distrutti dal fuoco americano per evitare che le loro tecnologie finissero in mani iraniane. La Cia ha svolto un ruolo cruciale anche nella missione operativa probabilmente, secondo indiscrezioni, tramite un piccolo drone di sorveglianza che ha scovato l'aviere. «La telecamera è stata puntata su di lui per 45 minuti», ha ammesso Trump. Al successo della missione ha contribuito anche Israele, con l'Idf e il Mossad. «Sono profondamente grato del fatto che la nostra cooperazione sul campo di battaglia è senza precedenti e che Israele abbia contribuito a salvare un coraggioso guerriero americano», ha detto trionfante il premier Benyamin Netanyahu.
19:53
19:53
Mojtaba Khamenei: «Crimini e uccisioni non ci scalfiranno»
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio diffuso oggi ha affermato che «gli assassinii e i crimini non scalfiranno la causa jihadista delle forze armate iraniane». La Guida Suprema da giorni non interveniva attraverso i suoi consueti messaggi, diffusi regolarmente dopo la nomina seguita all'uccisione del padre senza mai mostrarsi in pubblico.
Si tratta di un messaggio, quello di Mojtaba Khamenei, per esprimere cordoglio in occasione dell'uccisione del capo dell'intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, Majid Khademi, durante un attacco israelo-americano. «Ancora una volta il nemico americano-sionista, che ha ripetutamente fallito nei suoi malvagi complotti, ha assassinato uno dei comandanti dell'intelligence, della difesa e della sicurezza del Paese», ha affermato la affermato la Guida Suprema.
19:29
19:29
Trump: «L'Iran è eliminabile in una notte, e può essere domani»
L'Iran può «essere eliminato in una notte e quella notte potrebbe essere domani». Lo ha detto oggi Donald Trump nel corso di una conferenza stampa riferendosi all'ultimatum per raggiungere un accordo che scade domani alle 20 ora di Washington (le 2 di mercoledì in Svizzera).
«Dal punto di vista militare è stata una delle nostre migliori Pasque. Siamo qui per celebrare il successo di una delle missioni di salvataggio più complesse mai eseguite», ha aggiunto, riferendosi al recupero del pilota di un F-15 abbattuto. Nell'operazione sono stati usati 155 aerei, fra i quali quattro bombardieri e 13 aerei da combattimento. «Ha evitato di essere catturato per quasi 48 ore», ha aggiunto il presidente.
Per l'Iran «ho il miglior piano ma non ve lo dico». Lo ha detto Donald Trump, ribadendo che Teheran ha tempo fino a domani alle 20 ora di Washington per un'intesa. «Penso che i colloqui stanno procedendo bene», ha aggiunto Trump tornando ad attaccare Barack Obama per l'accordo sul nucleare iraniano. «Ha scelto l'Iran prima di Israele», ha attaccato.
«Al vincitore appartiene il bottino». Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva del petrolio iraniano. Il presidente ha più volte ribadito che se fosse per lui prenderebbe il petrolio.
«Penso che Dio sostenga» le azioni americane in Iran ha risposto a un'altra domanda nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca. «Lo faccio perché Dio è buono, e Dio vuole vedere le persone accudite. A Dio non piace ciò che sta accadendo. A me non piace ciò che sta accadendo. Ho risolto otto guerre. Non mi piace vedere le persone morire».
19:08
19:08
I Pasdaran giurano vendetta per la morte del capo dell'intelligence
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), l'esercito ideologico della Repubblica Islamica, ha giurato oggi di vendicare la morte del suo capo dell'intelligence, Majid Khademi, ucciso poche ore prima in un attacco aereo statunitense-israeliano.
«Il nemico malvagio e disperato sappia che una rappresaglia severa» da parte dell'Organizzazione di Intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche «attende gli organizzatori e gli autori di questo crimine», ha dichiarato l'organizzazione sul sito web dell'Irgc.
18:14
18:14
Trump e l'accordo con Iran: «Passo avanti di Teheran ma non basta»
L'Iran «ha fatto una proposta significativa, è un passo rilevante ma non è abbastanza buono. Stanno trattando, vediamo cosa succede». Parola di Donald Trump che commenta così, durante l'evento tradizionale di Pasqua alla Casa Bianca - il White House Easter Egg Roll -, la controproposta di cessate il fuoco con Teheran avanzata dai Paesi mediatori dopo che lo Stato Islamico ha respinto il piano Usa.
Sui negoziati, quindi, le posizioni di Washington e Teheran rimangono distanti. «L'Iran potrebbe porre fine rapidamente alla guerra, c'è stato un cambio di regime e ora le persone che negoziano per l'Iran sono molto più ragionevoli. Potete definirlo come volete, io dico che c'è stato un cambio di regime. La guerra è legata ad una questione: l'Iran non può avere armi nucleari», dice.
«Abbiamo a disposizione diverse opzioni. Potremmo andarcene ora e impiegherebbero 15 anni per ricostruire il paese». Trump ha minacciato un attacco totale alle infrastrutture se non si raggiungerà un accordo entro la giornata di martedì. «L'ultimatum è definitivo. Niente ponti, niente centrali elettriche. Non vado oltre...», dice rispondendo ad una domanda sugli obiettivi dell'eventuale azione che scatterebbe.
«Se dipendesse da me, prenderei il petrolio: non possono farci niente. Purtroppo, il popolo americano vorrebbe vederci tornare a casa. Se dipendesse da me, prenderei il petrolio e mi prenderei cura del popolo iraniano. Ma voglio rendere felice il popolo del mio Paese, non credo capirebbe» se l'operazione continuasse. «Siamo in azione da 34 giorni e abbiamo demolito una nazione molto potente», dice fornendo la propria visione del conflitto. Se l'Iran è stato demolito, perché la guerra non è ancora finita? «È un paese grande, hanno ancora alcuni missili e hanno azzeccato un colpo fortunato».
«Il popolo iraniano vuole sentire le bombe perché vuole essere libero. La gente non scende in strada a protestare perché» il regime «aprirebbe subito il fuoco contro le persone. Noi abbiamo mandato armi, ma determinati gruppi di persone che avrebbero dovuto consegnarle se le sono tenute. Avrebbero dovuto distribuirle alla popolazione e invece se le sono tenute, sono molto arrabbiato con queste persone», dice Trump che in precedenti dichiarazioni ha fatto riferimento ad armi affidate ai curdi come mediatori.
«Abbiamo effettuato migliaia di voli, hanno abbattuto un aereo con un colpo di fortuna, tutto qui», dice riferendosi all'operazione di salvataggio del secondo componente dell'equipaggio di un F-15 abbattuto venerdì.
18:04
18:04
Netanyahu: «Distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran»
«Oggi abbiamo distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran. Ciò significa che stiamo smantellando sistematicamente la macchina finanziaria delle Guardie Rivoluzionarie. Stiamo distruggendo fabbriche, eliminando agenti e continuiamo a eliminare alti funzionari''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video registrata.
''L'Iran non è più lo stesso Iran e Israele non è più lo stesso Israele. Israele è più forte che mai e il regime terroristico in Iran è più debole che mai. Qual è il segreto? Fede e potere. Di entrambi ne abbiamo in abbondanza'', ha aggiunto Netanyahu.
Il premier ha aggiunto di aver parlato ieri con il presidente Usa Donald Trump per esprimere apprezzamento per l'operazione di salvataggio del membro dell'equipaggio americano. ''Trump, da parte sua, mi ha ringraziato per l'assistenza fornita da Israele in questa missione e in generale, ha parlato di noi con superlativi: Trump considera Israele un alleato saldo, determinato e risoluto, che combatte fianco a fianco con gli Stati Uniti e insieme continuiamo a piegare il regime terroristico iraniano'', ha detto Netanyahu.
17:31
17:31
Trump: «Domani è la scadenza definitiva per un accordo con l'Iran»
Domani è la scadenza definitiva per l'Iran per fare un accordo. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando di aver visto tutte le proposte. «Ho visto tutte le proposte che potere immaginare», ha aggiunto.
17:20
17:20
L'Iran respinge la tregua e fa una controproposta in 10 punti
L'Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta «in 10 punti» alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. Lo riferisce l'agenzia Irna citata dai media israeliani, sottolineando che la posizione iraniana si basa sull'esperienza passata e «respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto».
La risposta include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni.
Secondo una fonte americana ad Axios, la risposta dell'Iran è «massimalista» e «non è chiaro se consentirà progressi verso una soluzione diplomatica».
Per Donald Trump la proposta dell'Iran è un «grande passo», ma «non è sufficiente». Trump ha pure ribadito che l'Iran non può avere l'arma nucleare. «Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose», ha osservato.
13:53
13:53
Iran: «Non riapriremo Hormuz in cambio di una tregua temporanea»
L'Iran «non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di una tregua temporanea»: lo ha detto un alto funzionario iraniano citato da Reuters online, chiedendo l'anonimato e aggiungendo che Teheran ritiene che Washington non sia pronta per una tregua permanente.
Il funzionario ha poi confermato che l'Iran ha ricevuto la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco immediato e la sta esaminando, aggiungendo che Teheran rifiuta di essere messa sotto pressione per accettare scadenze e prendere una decisione.
13:52
13:52
Iran: messo a morte un altro degli arrestati durante le proteste
La magistratura iraniana ha annunciato che un uomo arrestato durante le proteste di gennaio è stato impiccato stamani. Ali Fahim e altri sei manifestanti sono stati accusati di aver attaccato una base dei Basij a est di Teheran l'8 gennaio e di avervi dato fuoco, si legge nel comunicato, citato dall'IRNA.
La nota aggiunge: «sono stati accusati di Moharabeh (guerra contro Dio) e condannati a morte. Fahim è stato inoltre condannato alla confisca dei suoi beni». Altri tre condannati nello stesso caso sono stati impiccati nei giorni scorsi.
13:51
13:51
La guerra in Medio Oriente pesa sulle Borse più della crisi del 2022
La guerra in Medio Oriente rischia di avere un peso maggiore rispetto alla crisi del 2022. In Europa dall'inizio del conflitto lo Stoxx 600, l'indice che raccoglie le principali società quotate, ha registrato un calo del 6%, mandando in fumo oltre 1'100 miliardi di euro di capitalizzazione.
Il conflitto e la chiusura dello Stretto di Hormuz, il principale snodo per il transito delle materie prime, avranno, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, un impatto sull'utile per azione, l'indicatore finanziario che misura la redditività di un'azienda, dello Stoxx 600 più pesante dello shock inflazionistico del 2022. Gli analisti stimano una crescita dell'utile per azione di circa il 5% nel 2026, ben al di sotto del 25,5% registrato quattro anni fa.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti delle quotate, per il 2026 si prevede una diminuzione del 16% del riacquisto di azioni, in modo particolare per quanto riguarda i settori dell'energia, della sanità e quello finanziario.
Il recente picco del prezzo del petrolio potrebbe modificare le strategie delle società dell'energia. Per quanto riguarda il settore finanziario, si prevede che le banche ridurranno l'attività dopo il picco di 54 miliardi di euro registrato lo scorso anno, per preservare il capitale e far fronte a potenziali accantonamenti più elevati per perdite su crediti.
13:51
13:51
Iran: «42 agenti di USA e Israele arrestati»
La polizia iraniana ha annunciato l'arresto di 42 persone, ritenuti «agenti» legati a Israele e gli Stati Uniti, per avere filmato edifici militari e degli apparati di sicurezza.
Secondo un comunicato della polizia pubblicato dall'agenzia iraniana ISNA, i 42 «agenti» arrestati erano «legati a Israele e agli Stati Uniti» e hanno fotografato e filmato «centri militari e di sicurezza sensibili, inviando poi il materiale a reti ostili».
13:50
13:50
Petrolio: prezzo in calo sulle attese per un cessate il fuoco
Prezzo del petrolio in deciso calo sui mercati sulle attese di un cessate il fuoco fra Iran e USA a poche ore della scadenza dell'ultimatum del presidente americano Donald Trump. Il greggio WTI del Texas cede l'1,98% a 109,2 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord perde 1,8% a 106,9 dollari.
13:47
13:47
Kuwait: sei feriti dopo l'intercettazione di missili e droni
Sei persone sono rimaste ferite per un attacco iraniano contro un'area residenziale nel nord del Kuwait: lo ha reso noto il ministero della salute del paese del Golfo.
«Proiettili e detriti sono caduti in un'area residenziale nel nord del paese a seguito di un'aggressione iraniana», ha dichiarato il ministero. «Il numero totale dei feriti è salito a sei, con lesioni di varia gravità.»
In precedenza l'esercito kuwaitiano aveva riferito su X che le difese aeree nazionali stavano lavorando per intercettare missili e droni in arrivo.
13:45
13:45
Iran, presentata risposta ai mediatori: «Il piano USA è inaccettabile»
Il portavoce del ministero degli esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran. Lo riferisce la BBC.
Esmail Baghaei, citato dall'agenzia di stampa statale IRNA, ha ribadito che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari «non è in alcun modo accettabile per noi».
I negoziati per porre fine al conflitto sono «incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra». L'Iran ha stilato una serie di richieste «basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni».
13:44
13:44
L'Iraq comunica che il suo petrolio può transitare per Hormuz
La compagnia statale irachena per il commercio del petrolio ha comunicato agli acquirenti che possono caricare il greggio e trasportarlo grazie all'esenzione di Teheran dagli attacchi diffusa nei giorni scorsi. Come riporta Bloomberg, la compagnia Somo ha scritto loro che i terminal di carico «sono pienamente operativi» invitando a programmare le operazioni di carico e partenza delle imbarcazioni e i quantitativi richiesti.
Subito dopo l'annuncio dell'Iran una petroliera, la Ocean Thunder, carica di greggio iracheno, ha attraversato Hormuz. Secondo alcuni acquirenti asiatici contattati da Bloomberg non sono tuttavia chiare le condizioni di sicurezza e se le autorità irachene forniranno le proprie navi. Baghdad, con la chiusura dello Stretto, ha visto crollare del 97% il proprio export a marzo visto che la sola via alternativa è un oleodotto di ridotta capacità tramite la Turchia.
13:42
13:42
Raid di Israele sul complesso petrolchimico iraniano di South Pars
Il complesso petrolchimico iraniano di South Pars a Asaluyeh è stato colpito da attacchi condotti da Usa e Israele: lo ha riferito l'agenzia Fars, che parla di «varie esplosioni» segnalate nell'area.
Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha confermato l'attacco sull'impianto, che ha descritto come «la più grande» infrastruttura petrolchimica iraniana.
11:04
11:04
«Almeno 34 morti dopo gli ultimi raid USA-Israele»
Sale a 34 morti il bilancio delle vittime degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran: lo scrive al-Jazeera, precisando che i raid notturni e del mattino hanno causato almeno 23 morti, tra cui sei bambini, nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, a sud di Teheran, e sei morti nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.
10:43
10:43
Israele: missile iraniano su Haifa, 4 morti
Dopo ore di ricerche questa mattina sono stati ritrovati quattro corpi senza vita sotto le macerie di un edificio colpito ieri sera da un missile balistico iraniano in un quartiere residenziale di Haifa, nel nord di Israele.
Dapprima sono stati ritrovati i cadaveri di una coppia di ottantenni, poi quelli del figlio (di circa 40 anni) e della sua compagna (di circa 35 anni), una cittadina straniera. I quattro, secondo i media israeliani, avevano cercato riparo nella tromba delle scale ed erano rimasti sepolti sotto le macerie.
Nel frattempo l'aeronautica israeliana sta indagando sul mancato abbattimento del missile che ha colpito l'edificio residenziale. Secondo quanto riferito dai militari sono stati effettuati tentativi di intercettazione, ma le difese aeree non sono riuscite a fermare il razzo.
10:42
10:42
«USA e Iran hanno ricevuto un piano da Islamabad per la fine della guerra»
«L'Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz»: lo riferisce la Reuters online citando fonti anonime informate.
L'accordo quadro «è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l'Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte», ha affermato la fonte, «delineando un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale».
L'intesa, provvisoriamente denominata «Accordo di Islamabad», prevedrebbe la riapertura di Hormuz «entro 15-20 giorni», con i colloqui finali in presenza a Islamabad.
10:40
10:40
Iran: il capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a USA Israele: è quanto reso noto dallo stesso corpo dei Guardiani della rivoluzione in un comunicato citato dai media iraniani.
«Continueremo a dar loro la caccia uno per uno», ha commentato Israel Katz, ministro della difesa israeliano, a margine di un vertice con il capo di Stato maggiore Eyal Zamir. «I Guardiani della rivoluzione stanno sparando sui civili e noi stiamo eliminando i capi dei terroristi», ha aggiunto Katz citato dai media locali.
10:40
10:40
«Almeno 9 morti in nuovi raid israeliani in Libano»
Almeno nove persone sono morte in attacchi sul Libano delle ultime ore attribuiti alle forze armate israeliane: lo riferiscono media della regione.
Secondo l'agenzia libanese NNA tre persone sono state uccise in un raid a Burj Rahal, nel sud, mentre altre due vittime, secondo un bilancio preliminare, sono state registrate a Mashghara, circa 85 chilometri più a nordest. In entrambi i casi si contano anche diversi feriti.
Al-Jazeera, invece, riferisce di un attacco mirato su un'auto a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, sempre nel sud, in cui sono state uccise quattro persone.
Dal canto suo il ministero della salute libanese aveva riferito ieri sera che «un attacco aereo nemico israeliano sulle colline di Ain Saadeh - a est di Beirut, ndr - ha ucciso tre civili, tra cui due donne, e ne ha feriti altri tre».
09:45
09:45
Il punto alle 9.45
L'agenzia di stampa iraniana FARS, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone, tra cui 6 bambini. La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran. «A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati», afferma ancora l'agenzia, vicina ai pasdaran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla FARS che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso. «Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse», ha dichiarato un portavoce del Comando militare centrale iraniano in una dichiarazione pubblicata dall'emittente statale IRIB su Telegram. Secondo un portavoce del governo iraniano, decine di università, scuole e centri di ricerca sono stati finora danneggiati dagli attacchi aerei statunitensi e israeliani. Il canale televisivo iraniano in lingua inglese Press TV, ripreso da Iran International, ha citato Fatemeh Mohajerani, la quale ha affermato che, complessivamente, oltre 100.000 siti civili sono stati colpiti in tutto il Paese dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. «Il nemico non può tollerare i successi dell'Iran», ha dichiarato Mohajerani, secondo quanto riportato da Press TV.
Intanto, secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli USA, l'Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. Stando alle fonti, scrive Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra. Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un'intesa parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un'ultima possibilità di raggiungere un accordo. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, e il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi. Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano essere il risultato di un accordo finale. I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l'Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti. Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare di Teheran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti. I mediatori vogliono verificare se l'Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell'accordo. Stanno anche lavorando su misure che l'amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà. I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando lo desiderano. I mediatori stanno anche lavorando su altre misure di rafforzamento della fiducia che gli Stati Uniti potrebbero adottare per rispondere ad alcune delle richieste iraniane. I mediatori hanno detto ai funzionari iraniani che non c'è tempo per ulteriori tattiche negoziali e hanno sottolineato che le prossime 48 ore rappresentano l'ultima opportunità per raggiungere un accordo e prevenire una distruzione di massa per il paese. I funzionari iraniani, almeno pubblicamente, continuano a mantenere una linea estremamente dura e a respingere qualsiasi concessione.
