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Nuovi attacchi Houthi all'aeroporto di Riad e a una base aerea saudita – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:42
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Houthi: «Due morti in un raid aereo saudita all'aeroporto di Sana'a»
Raid sauditi sull'aeroporto di Sana'a, in Yemen, hanno causato due vittime: lo ha annunciato l'emittente degli Houthi, all'indomani degli attacchi letali sferrati dai combattenti filo-iraniani contro il principale scalo di Riad, in Arabia Saudita.
Un «attacco saudita contro l'aeroporto di Sana'a, avvenuto questo pomeriggio, ha provocato due morti e due feriti tra il personale», ha riferito l'emittente Al-Masirah citando un responsabile dell'aeroporto della capitale, controllata dagli Houthi in guerra contro il governo yemenita sostenuto da Riad.
19:21
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Netanyahu: «Il comitato ha perso la bussola, Pillay demonizza ebrei»
«Il comitato per il Premio Nobel ha perso il suo bussola morale. Ha conferito il suo più alto onore a una bigotta che ha costruito la sua carriera inventando e diffondendo libelli di sangue contro l'unico Stato ebraico».
È il duro commento del premier israeliano Benyamin Netanyahu al Nobel per la pace a Navi Pillay. Una «donna che ha diffuso la demonizzazione degli ebrei e una parodia della giustizia», si legge sull'account ufficiale del primo ministro israeliano.
16:44
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Pasdaran: «Colpita a Hormuz una petroliera che seguiva una rotta illegale»
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato di aver colpito una petroliera che tentava di percorrere una «rotta illegale» per attraversare lo stretto di Hormuz, di cui Teheran rivendica il controllo dall'inizio della guerra in Medio Oriente.
Le forze iraniane «hanno assunto il controllo dello stretto» e «nell'ambito di questa missione, poche ore fa, una gigantesca nave cisterna per il Gpl (gas di petrolio liquefatto) denominata NV Sunshine, di proprietà della NatWit, che tentava di transitare lungo la rotta illegale a sud dello stretto di Ormuz, è stata colpita», hanno dichiarato i Guardiani in un comunicato ripreso dall'agenzia di stampa ufficiale Irna.
16:43
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Le ONG denunciano: «Il cessate il fuoco a Gaza è solo sulla carta»
A un anno dall'accordo per il cessate il fuoco a Gaza, oltre 100 organizzazioni umanitarie, per i diritti umani e della società civile, tra cui Amnesty International, Caritas Internationalis, Greenpeace International e Palestinian NGOs Network, denunciano che l'accordo esiste ormai solo sulla carta. Lo riporta Save the Children in una nota.
Nei mesi di tregua almeno 327 minori sono stati uccisi e centinaia feriti, mentre la Striscia continua a essere devastata da distruzione, sfollamenti e carenze estreme di servizi essenziali.
Le organizzazioni impegnate nel Territorio Palestinese Occupato hanno avvertito che le uccisioni e le gravi privazioni subite dalla popolazione di Gaza non possono essere normalizzate né passare inosservate in nome di un accordo di cessate il fuoco.
«Un cessate il fuoco è privo di significato se i bambini e le bambine continuano a essere uccisi e le famiglie non sono ancora in grado di ricostruire le proprie vite - ha dichiarato Inger Ashing, Direttrice generale di Save the Children International -. I governi che hanno sostenuto questo accordo devono usare la propria influenza per fermare le uccisioni e garantire ai bambini e alle bambine l'accesso a cibo, cure sanitarie, un alloggio adeguato e l'istruzione».
A un anno di distanza, il quadro è inequivocabile. Le famiglie continuano a essere uccise, Gaza è ancora disseminata di ordigni inesplosi, le abitazioni giacciono in macerie che non possono essere rimosse. Non è questo ciò che un cessate il fuoco avrebbe dovuto garantire.
«La responsabilità non può essere sepolta sotto le macerie - ha dichiarato Agnes Callamard, Segretaria Generale di Amnesty International -. La ripresa e il futuro di Gaza non possono essere separati da un quadro fondato sul diritto internazionale, sulla giustizia e sui diritti delle vittime. Il persistente fallimento nel chiamare Israele a rispondere delle proprie azioni e nel fare pressione affinché rispetti le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia continua ad alimentare crimini atroci di massa contro i palestinesi».
13:57
13:57
Israele: «Goebbels sta applaudendo dall'inferno per il Nobel per la Pace a Pillay»
«Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno».
Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in una nota. «Se esistesse un premio per le menzogne, l'odio e le accuse infamanti, Pillay sarebbe la favorita assoluta. Il suo ruolo nell'incessante demonizzazione di Israele, con motivazioni politiche, e nella promozione delle accuse di genocidio è eloquente».
06:24
06:24
Il punto alle 6
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato giovedì che gli Stati Uniti stanno conducendo «discussioni produttive» con l'Iran e non lanceranno un attacco contro il Paese prima delle elezioni di metà mandato per il Congresso, previste per novembre.
Gli Houthi rivendicano nuovi attacchi all'aeroporto internazionale di Riad e a una base aerea saudita: «Le nostre forze armate hanno preso di mira questa sera l'aeroporto Re Khalid a Riad con due missili cruise, l'aeroporto di Najran con un missile balistico, e la base aerea a Khamis Mushait con un missile balistico, e i colpi sono stati precisi e diretti, causando l'interruzione del traffico aereo nei due aeroporti, danni a essi e alla base aerea».
