Trump tira dritto: «I dazi rimangono» e minaccia un +10%

Dopo la sentenza della Corte suprema statunitense, il presidente Donald Trump ha sottolineato che «i dazi rimangono». In una conferenza stampa alla Casa Bianca ha dichiarato che dispone di «alternative».
«Mi vergogno di certi membri della corte», ha detto Trump definendo alcuni giudici «francamente una vergogna per la nostra nazione. Non sono patrioti e sono sleali alla nostra Costituzione». Il presidente ha quindi lodato Brett Kavanaugh, Clarence Thomas e Samuel Alito, i tre giudici che hanno dissentito sulla decisione. «Sono orgoglioso di loro, del loro coraggio», ha spiegato Trump leggendo in sala stampa alcuni estratti di quanto scritto da Kavanaugh nel suo dissenso.
«I paesi che ci truffano sono in estasi» dopo la decisione. «Ballano per strada, ma non per molto», ha avvertito sottolineando che la «buona notizia è che ci sono metodi e statuti più forti dell'International Emergency Powers Act, la legge a cui Trump ha fatto ricorso per giustificare le tariffe doganali aggressive.
La Corte è stata influenzata da »interessi stranieri«, ha deplorato, aggiungendo che la sentenza lo rende »più potente«. »Volevo fare il bravo ragazzo ma adesso intraprenderò un'altra strada«.
Trump: ulteriori dazi globali del 10%
»Oggi firmerò un ordine per imporre dazi globali del 10% in aggiunta alle tariffe già esistenti«. Il provvedimento si basa sulla Section 122 del Trade Act del 1974, la legge che consente l'introduzione di dazi globali fino al 15% ma per un periodo di soli 150 giorni.
Il presidente ha aggiunto che le tariffe decise in base alla Section 232 e alla Section 301 della stessa legge restano in vigore.
I giudici della Corte suprema »ci hanno messo mesi per scrivere una sentenza e non hanno« neanche parlato dei rimborsi: »Immagino che ci sarà un contenzioso di anni«, ha poi detto Trump rispondendo a chi gli chiedeva se gli Stati Uniti avessero intenzione di rimborsare i soldi incassati con i dazi.