Trump torna all’attacco: nel mirino i tassi svizzeri

La Svizzera torna nel mirino di Donald Trump. Il presidente americano ha nuovamente criticato Berna, puntando questa volta sulla differenza tra i tassi d’interesse dei due Paesi. Il confronto è netto: secondo il presidente il costo del denaro in Svizzera è dello 0,5% (il tasso guida della Banca nazionale svizzera è attualmente è allo 0,0%, ndr), mentre negli Stati Uniti il tasso sui Fed funds si trova tra il 3,5% e il 3,75%. Per Trump, una situazione del genere non sarebbe equa. Il presidente americano, che da tempo chiede alla Federal Reserve di tagliare i tassi, guarda con crescente irritazione alle condizioni monetarie svizzere.
«Posso interrompere gli affari con la Svizzera»
Il presidente ha alzato ulteriormente il tono, arrivando a sostenere di avere il diritto di interrompere, se necessario, tutti gli affari con un Paese come la Svizzera. «Ho il diritto assoluto di interrompere tutti gli affari con un Paese come la Svizzera», ha dichiarato mercoledì. «Perché sono considerati di prima classe? Posso interrompere gli affari con loro, e allora non saranno più funzionali – e nonostante ciò continuano a essere considerati una sorta di élite», ha aggiunto il presidente americano.
Le precedenti minacce
Una nuova minaccia che si inserisce in una disputa più ampia. Washington contesta infatti da tempo gli squilibri commerciali con Berna e il forte surplus della Svizzera nei confronti degli Stati Uniti. Trump aveva già attaccato la Confederazione nelle scorse settimane, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero nei confronti della Svizzera un deficit commerciale di 39 miliardi di dollari. Un deficit che, a suo dire, potrebbe «cancellare con un colpo di penna», ad esempio smettendo di acquistare orologi svizzeri e altri prodotti elvetici. In quel caso, la Svizzera «non sarebbe più un Paese d’élite».
Il nodo dei tassi americani
Dietro l'attacco alla Svizzera c'è soprattutto una battaglia che Trump sta conducendo in casa propria. Il presidente americano insiste da mesi sulla necessità di abbassare il costo del denaro negli Stati Uniti. Tassi più bassi renderebbero meno costosi i finanziamenti per famiglie e imprese e potrebbero sostenere ulteriormente l'economia. Trump ha accusato alcuni membri degli organi direttivi della Federal Reserve di avere motivazioni politiche. Ha invece escluso dalle sue critiche il presidente della Fed, Kevin Warsh, affermando che sta facendo un «lavoro fantastico».
