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Secondo alcune fonti, il Us Central Command ha messo a punto un piano con il sostegno del capo del Pentagono Pete Hegseth - Trump potrebbe dare il via libera all'operazione in seguito alla nuova escalation – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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22:05
22:05
Trump insiste: «Iran Paese fallito, non può avere l'arma nucleare»
L'Iran non può avere l'arma nucleare. Lo ha detto Donald Trump dallo Studio Ovale, ribadendo che Teheran è un Paese fallito. «Ha un'inflazione al 350% e non paga i suoi soldati, questo non vuol dire che li prenderemo a schiaffi, ma vedremo cosa succede», ha messo in evidenza il tycoon. L'Iran non sa chi è il suo leader, ha proseguito The Donald dallo Studio Ovale, sostenendo che in media 30 navi ogni notte transitano per lo Stretto di Hormuz.
21:21
21:21
«Trump valuta attacchi limitati nello Stretto di Hormuz»
Donald Trump sta valutando la possibilità di sferrare attacchi limitati nello Stretto di Hormuz per impedire all'Iran di ripristinare le sue capacità radar e missilistiche per attaccare le navi. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il Us Central Command ha messo a punto un piano con il sostegno del capo del Pentagono Pete Hegseth. Trump potrebbe dare il via libera all'operazione in seguito alla nuova escalation.
15:23
15:23
Teheran: «Esercito USA hollywoodiano, saccheggia i Paesi musulmani»
«L'esercito statunitense è un esercito di propaganda e di Hollywood, creato per saccheggiare le risorse dei Paesi musulmani»: lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi.
«Il nostro più grande onore è aver sollevato il velo di Hollywood dall'esercito statunitense e dal regime sionista», ha aggiunto. Secondo l'agenzia Tasnim, Shekarchi ha affermato che nell'attuale guerra con l'Iran, gli Stati Uniti hanno perso centinaia di soldati e migliaia sono rimasti feriti. Inoltre, durante l'aggressione israeliana contro l'Iran, più di mille soldati israeliani sono stati uccisi e migliaia sono rimasti feriti.
15:07
15:07
Trump: «Risponderemo all'attacco dell'Iran, li colpiremo duramente»
Gli Stati Uniti risponderanno all'attacco dell'Iran contro le forze americane. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox. «Li colpiremo duramente», ha precisato il presidente.
14:33
14:33
Trump: «L'Iran è uno stato fallito, è finito»
«L'Iran è ufficialmente uno stato fallito. È finito» e la sua leadership è «nel caos più totale». Lo afferma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che le uniche cose che ha sono le «fake news che arrivano dagli Stati Uniti, la volontà di uccidere i manifestanti e una buona dose di str*nzate».
«Non hanno una marina, non hanno un'aeronautica, non hanno una valuta, non pagano i soldati o la polizia, l'inflazione è al 300% e la loro leadership è nel caos più totale, incapace di rappresentare adeguatamente il Paese. L'unica cosa che possiedono sono le fake news provenienti dagli Stati Uniti, la volontà di uccidere i manifestanti (ormai oltre 100.000 morti; devono essere processati per crimini di guerra contro l'umanità!) e una buona dose di str*nzate», ha scritto Trump.
14:10
14:10
Araghchi: «Cercheremo il riconoscimento dei nostri diritti»
Al vertice della Shanghai Cooperation Organisation (Sco) in Kirghizistan «è naturale che, innanzitutto», l'Iran cercherà di «ottenere il riconoscimento dei diritti del popolo in relazione alla guerra e agli ultimi scontri»: è quanto dichiarato dal ministro degli Esteri di Teheran, citato dall'agenzia Tasnim.
«In ogni caso, la regione è instabile e i Paesi membri della Sco devono essere informati anche su questo tema e devono assumere posizioni corrette e unite per affrontarlo», ha aggiunto Araghchi.
12:57
12:57
Intercettata una nave che inquinava le acque dello Stretto di Hormuz
«L'Iran ha intercettato una nave da carico e ha deferito il caso alle autorità giudiziarie, in seguito alla diffusione di immagini che la ritraevano mentre scaricava olio esausto in mare nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato Esmaeil, vice responsabile del Dipartimento portuale e marittimo della provincia di Hormozgan.
«Si trattava di una nave per rinfuse solide che trasportava zucchero e aveva scaricato direttamente in mare una miscela di olio esausto, acque di sentina e fanghi industriali», ha riferito all'agenzia Irna, aggiungendo che le squadre di esperti iraniani hanno provveduto alla bonifica dell'area.
12:55
12:55
Drone iraniano sulle acque degli Emirati Arabi Uniti: «Pericolosa escalation»
Dura condanna degli Emirati Arabi Uniti dell'attacco condotto dall'Iran con un drone intercettato sopra le proprie acque territoriali, definendolo una «pericolosa escalation».
In una dichiarazione diffusa su X, il Ministero degli Esteri ha espresso «ferma condanna per l'ostile attacco iraniano contro il Paese, che ha coinvolto un drone intercettato dai sistemi di difesa aerea sopra le acque territoriali degli Emirati», aggiungendo che gli Emirati Arabi Uniti si riservano il «pieno e legittimo diritto di rispondere».
11:42
11:42
Israele e Grecia, firmato l'accordo di difesa «Scudo di Achille»
Israele e Grecia hanno firmato oggi un accordo di difesa da 3 miliardi di euro (2,81 miliardi di franchi), denominato 'Scudo di Achille', nei quartieri generali del ministero della Difesa israeliano a Tel Aviv.
«Si tratta del più grande accordo di esportazione nel settore della difesa nella storia delle relazioni tra Israele e Grecia e uno dei più grandi nella storia dello Stato di Israele», ha affermato il ministero della Difesa israeliano in una nota, secondo cui, in base all'accordo «Israele costruirà per la Grecia un sistema di difesa aerea completo e multistrato, basato interamente su sistemi di produzione israeliana e sulla vasta esperienza operativa maturata sul campo dalle forze armate israeliane».
L'accordo prevede l'esportazione da parte di Israele di diversi sistemi antimissilistici, tra cui David's Sling e Spyder, prodotti dall'industria di difesa Rafael, e Barak Mx, prodotto dall'Israel Aerospace Industries, nonché radar multi-missione Mmr per la sorveglianza aerea, prodotti da Elta Systems. La firma è stata posta dal direttore generale del ministero della Difesa israeliano Amir Baram, e dal suo omologo greco, Ioannis Bouras.
«Israele e Grecia condividono interessi strategici comuni e affrontano sfide regionali congiunte. In un momento in cui attori con ambizioni egemoniche cercano di espandere la propria influenza e minare la stabilità nella regione, Israele e Grecia continueranno ad approfondire la cooperazione strategica e in materia di difesa e agiranno con determinazione per preservare la stabilità e salvaguardare la propria sicurezza e i propri interessi comuni», ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz.
11:22
11:22
Iran: «Netanyahu un serpente, ha indotto gli USA a farci guerra»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un post su X, ha definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un «serpente», accusandolo di «avere un ruolo nel coinvolgimento degli Stati Uniti in una guerra con l'Iran, nonché di inganni e tentativi di influenzare l'opinione pubblica e le politiche americane».
«In ebraico - scrive Araghchi su X - Netanyahu si vanta apertamente di aver raggirato l'amministrazione statunitense spingendola a entrare in guerra contro l'Iran per conto di Israele. Netanyahu ride esplicitamente di come abbia 'influenzato' l'America attraverso 1.000 ore di trasmissione sulle reti televisive statunitensi. In inglese, elogia la leadership del presidente degli Stati Uniti. Serpente!», ha concluso Araghchi.
10:47
10:47
Libano: «Bombardamenti israeliani in due località del sud»
L'agenzia di stampa nazionale libanese Nna riferisce che l'artiglieria israeliana ha iniziato a bombardare le località meridionali di Mansouri e Beit al-Sayyad durante la notte e nelle prime ore del mattino.
08:41
08:41
Trump posta un video fatto con l'IA: «Ecco l'isola di Kharg ridotta in macerie»
«L'isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in macerie». Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a corredo di un video realizzato con l'IA. Nel video si vede un militare americano all'interno di un velivolo che osserva gli effetti di un intenso bombardamento sulle strutture petrolifere dell'isola.
«La situazione sull'isola di Kharg è tranquilla e le operazioni petrolifere non si sono interrotte», afferma, secondo il canale X di Al-Jazeera, il direttore della Compagnia Petrolifera Nazionale Iraniana, dopo la pubblicazione del video realizzato con l'IA.
08:29
08:29
Pezeshkian: «Non vogliamo la guerra ma risponderemo alle aggressioni»
«Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finora, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori», ha detto questa mattina il presidente Masoud Pezeshkian, citato dall'Irna, in reazione al recente attacco americano all'Iran. «L'instabilità nella regione non è nell'interesse di nessun Paese e costituirà una sfida per tutti» ha aggiunto.
«Gli stati regionali devono unire le forze e lavorare per garantire la sicurezza, l'economia e lo sviluppo della regione», ha detto ancora Pezeshkian, prima della partenza per il Kirghizistan, dove parteciperà al 26.esimo vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.
08:28
08:28
Teheran: «Attacchi in Giordania in risposta al raid su Larak»
L'Iran ha dichiarato che risponderà con fermezza a qualsiasi ulteriore aggressione militare e che gli Stati Uniti e le parti che sostengono le sue azioni si assumono la piena responsabilità di qualsiasi escalation. Lo scrive Al-Jazeera, citando una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano.
Teheran ha affermato che le forze armate del Paese hanno colpito basi militari statunitensi in Giordania in risposta all'attacco americano all'isola di Larak. Il Ministero ha aggiunto che le basi statunitensi in Giordania sono state utilizzate per lanciare e supportare l'attacco a Larak, che ha causato morti e feriti tra i membri delle forze armate iraniane e i civili.
«In risposta all'aggressione militare statunitense di domenica, e in conformità con il diritto inalienabile all'autodifesa, l'Iran ha lanciato colpi difensivi e devastanti contro le basi militari americane in Giordania, che sono state all'origine e al sostegno dell'aggressione», si legge in una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano, che condanna l'attacco statunitense.
La piena responsabilità per le conseguenze delle nuove azioni aggressive degli Stati Uniti e per il proseguimento del blocco navale e della guerra economica contro l'Iran ricade sul regime statunitense e su tutte le parti che in qualsiasi modo colludono e partecipano alla preparazione e all'attuazione delle azioni illegali e abusive degli Stati Uniti«, viene precisato nella dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano.
L'attacco USA a Larak »è contrario alla Carta delle Nazioni Unite« e quindi il ministero »ricorda la responsabilità dell'ONU di adempiere ai propri compiti di preservare la pace e la sicurezza internazionali e di ritenere l'aggressore responsabile«.
»Le forze armate iraniane risponderanno con decisione a qualsiasi aggressione militare da parte del nemico, in base al loro diritto all'autodifesa, in modo appropriato«.
07:07
07:07
Hormuz, superpetroliera urta una mina e prende fuoco
La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha dichiarato oggi in un comunicato che «una superpetroliera che aveva violato le norme ha preso fuoco in modo terribile dopo aver urtato due mine marine».
«Ribadiamo che le navi che violano le norme di sicurezza dello Stretto subiranno la stessa sorte», ha aggiunto la dichiarazione riportata da Fars, sottolineando che «è obbligatorio rispettare le norme emanate dalla Marina delle Guardie rivoluzionarie per il passaggio e la navigazione.
Le compagnie di navigazione non devono lasciarsi ingannare dalle provocazioni dell'esercito americano, responsabile dell'uccisione di bambini, e non devono esporre inutilmente alla distruzione i beni e la vita degli equipaggi delle loro navi».
07:06
07:06
Tornano le bombe USA in Iran, raid di Teheran in Giordania
Dopo un mese di stop gli USA tornano a bombardare in Iran, sull'isola di Larak. Teheran ha risposto con attacchi su obiettivi americani in Giordania, che risultano tutti intercettati.
Le forze americane hanno attaccato due lanciatori iraniani sull'isola di Larak, riferisce un funzionario USA all'agenzia Axios spiegando che il raid è scattato dopo che «erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz». La stampa iraniana parla di almeno due morti.
Confermando l'attacco, il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando centrale USA, ha dichiarato ad Axios che gli Stati Uniti «stanno monitorando attentamente l'area e restano pronti a tutelare il libero flusso dei commerci» attraverso lo stretto di Hormuz.
La risposta dell'Iran non si è fatta attendere: Teheran ha lanciato missili verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove sono ospitate forze dell'esercito USA, riferiscono fonti arabe citate dall'agenzia iraniana Fars. Le stesse fonti, riprese anche da altri media iraniani, hanno parlato di «diverse esplosioni» in alcuni punti della Giordania. La Fars ricorda che Teheran aveva promesso una risposta al raid USA sull'isola di Larak.
L'attacco dell'Iran alle forze USA in Giordania, dopo che queste hanno colpito due lanciamissili iraniani sull'isola di Larak, è stato confermato da un funzionario americano alla Fox News. Secondo la fonte, finora non sono stati segnalati impatti significativi e quasi tutti i missili in arrivo sono stati intercettati.
Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran ha sostenuto che gli attacchi condotti dalle forze americane per impedirgli di posizionare mine nello Stretto di Hormuz costituissero un 'atto di aggressione'. «Tale affermazione è assolutamente falsa». Lo scrive il Comando centrale americano sul suo account X, spiegando che l'attacco sui lanciatori iraniani a Larak è stata «un'azione limitata e precisa contro le unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine, che rappresentavano una minaccia imminente nello stretto di Hormuz».
Intanto l'esercito iraniano ha rivendicato anche un attacco con droni a una base militare statunitense negli Emirati Arabi Uniti, in rappresaglia per i raid USA contro la Repubblica islamica.
Secondo un comunicato militare trasmesso dalla televisione di Stato, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie «ha preso di mira con decine di droni d'attacco le aree in cui sono di stanza elicotteri e truppe statunitensi presso la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti».
06:32
06:32
Iran: «Attaccata base USA negli Emirati»
L'esercito iraniano ha rivendicato oggi un attacco con droni a una base militare statunitense negli Emirati Arabi Uniti, in rappresaglia per i raid USA contro la Repubblica islamica.
Secondo un comunicato militare trasmesso dalla televisione di Stato, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie «ha preso di mira con decine di droni d'attacco le aree in cui sono di stanza elicotteri e truppe statunitensi presso la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti».
06:31
06:31
Iran: «Missili contro obiettivi USA in Giordania»
L'Iran ha lanciato missili verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove sono ospitate forze dell'esercito USA: lo riferiscono fonti arabe citate dall'agenzia iraniana Fars. Le stesse fonti, riprese anche da altri media iraniani, hanno parlato di «diverse esplosioni» in alcuni punti della Giordania. La Fars ricorda che Teheran aveva promesso una risposta al raid USA sull'isola di Larak.
06:27
06:27
«L'attacco su Larak non è stato aggressione ma difesa»
Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran ha sostenuto che gli attacchi condotti dalle forze americane per impedirgli di posizionare mine nello Stretto di Hormuz costituissero un atto di aggressione. «Tale affermazione è assolutamente falsa». Lo scrive il Comando centrale americano sul suo account X, spiegando che l'attacco sui lanciatori iraniani a Larak è stata «un'azione limitata e precisa contro le unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine, che rappresentavano una minaccia imminente nello stretto di Hormuz».
06:26
06:26
Gli USA confermano gli attacchi dell'Iran in Giordania: «Tutti i missili intercettati»
Un funzionario americano ha confermato alla Fox News che l'Iran sta attaccando le forze Usa in Giordania, dopo che queste hanno colpito due lanciamissili iraniani sull'isola di Larak.
Secondo la fonte, finora non sono stati segnalati impatti significativi e quasi tutti i missili in arrivo sono stati intercettati.
06:20
06:20
Giordania: «Intercettati otto missili lanciati dall'Iran»
Le forze armate della Giordania hanno dichiarato stanotte di aver intercettato otto missili, poco dopo che le Guardie rivoluzionarie iraniane avevano affermato di aver attaccato obiettivi militari statunitensi nel regno alleato di Washington.
«I sistemi di difesa aerea hanno intercettato otto missili che hanno violato lo spazio aereo del Regno all'alba di oggi», si legge in una dichiarazione che cita il portavoce dell'esercito giordano.
06:17
06:17
Il punto alle 6.00
Le forze statunitensi hanno attaccato due lanciatori iraniani sull'isola di Larak, situata nella parte settentrionale dello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito nella tarda serata di ieri un funzionario americano al sito statunitense di notizie politiche Axios spiegando che il raid è scattato dopo che «erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo Stretto».
Un'esplosione è stata avvertita da residenti locali dell'isola iraniana, riferisce dal canto suo l'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Fars.
Le Guardie della Rivoluzione in Iran hanno dichiarato che gli Stati Uniti «saranno puniti» per l'attacco compiuto sull'isola di Larak. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim. «In un atto di aggressione», gli Stati Uniti «hanno attaccato l'isola di Larak, causando il martirio e le ferite di alcuni dei nostri combattenti e cittadini. Questa azione sarà punita e porterà alla punizione dell'aggressore», ha affermato. Tasnim riferisce inoltre che le prime segnalazioni non ufficiali indicano che a seguito dell'attacco «finora 2 persone sono state uccise e 2 sono rimaste ferite».
