USA

Trump viene sconfitto dai dem e ammette: «Sul voto pesa anche la guerra contro l’Iran»

Alle elezioni midterm i democratici conquistano Camera e Senato – Il presidente: «Non dovrei sentirmi in colpa per questo risultato»
©Nam Y. Huh
Red. Online
04.11.2026 07:40

Donald Trump è stato travolto da uno tsunami blu. Alle elezioni di metà mandato gli elettori hanno scelto di bocciare l’operato del presidente USA e consegnare ai democratici la Camera e il Senato.

In un’intervista a FOX il presidente ha affermato che i dem «hanno fatto un buon lavoro, si sono battuti duramente» e si è augurato «di poter lavorare con i democratici e non dover imporre veti». Poco dopo, sul suo social «Truth» ha postato una foto con un cappellino rosso e la scritta «veto». Per quanto riguarda la sconfitta, lo stesso Trump ha ribadito che «non dovrei sentirmi in colpa per questo risultato e non farò cambiamenti nella mia amministrazione».

Tuttavia il tycoon ha ammesso che sull’esito delle urne ha pesato il suo operato in Medio Oriente. Sempre in un’intervista a Fox, ha sottolineato che parte della responsabilità del risultato negativo è dovuta all'Iran. «La gente è d'accordo con quello che sto facendo, ma probabilmente non era disposta ad affrontare la conseguenza iniziale, di breve durata, di pagare di più la benzina», ha detto il presidente.

Sul tema è intervenuto anche il capo negoziatore dell'Iran nei colloqui con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, che su X ha dichiarato: «Che sia per coscienza o per il prezzo della vita, gli americani hanno detto NO ALLA GUERRA, e noi sosteniamo questo messaggio».

Gli statunitensi hanno sonoramente bocciato anche i candidati scelti personalmente da Trump. Darline Graham in South Carolina ha perso contro Anni Andrews; Ken Paxton in Texas contro James Talarico, il primo dem a essere eletto al Senato nello Stato dal 1988. Nel Texas roccaforte dei repubblicani ha perso anche il governatore conservatore Greg Abbott contro Gina Hinojosa, che sarà la prima Democratica a guidare lo Stato dai tempi di Ann Richards negli anni '90.

Non solo, perché i liberal hanno espugnato anche il rosso Kansas, facendo eleggere Adam Hamilton, il primo senatore democratico dal 1932. Un importante successo lo hanno ottenuto anche in Maine, dove Troy Jackson ha battuto la veterana repubblicana Susan Collins. In Georgia il senatore Jon Ossoff è stato riconfermato e può guardare, se decidesse di correre, con ottimismo alle presidenziali del 2028. Ha vinto anche Keisha Lance Bottoms, eletta governatrice della Georgia. La prima afroamericana nella storia dello Stato. Il liberal Xavier Becerra prenderà invece il posto di Gavin Newsom alla guida della California.

Pronto il commento dell’ex presidente Barack Obama. «Stasera – ha scritto su X - il popolo americano ha inviato un messaggio chiaro: vuole una politica che unisca le persone anziché dividerle, e leader che offrano soluzioni concrete alle sfide che si trovano ad affrontare. Questi risultati sono stati possibili solo perché candidati straordinari si sono fatti avanti in ogni regione del Paese, comprese aree un tempo considerate proibitive. Provenivano da contesti diversi e rappresentavano una gamma di prospettive politiche differenti, ma erano uniti da valori condivisi, dalla fiducia nel servizio pubblico e dall'impegno a mettere al primo posto i cittadini dei loro distretti e dei loro Stati. Abbiamo anche un profondo debito di gratitudine alle migliaia di funzionari elettorali e volontari di entrambi i partiti che hanno contribuito a garantire il regolare svolgimento delle elezioni e hanno svolto una delle funzioni più essenziali della nostra democrazia. Sebbene a questa amministrazione restino ancora due anni di mandato, il nostro compito ora è rimboccarci le maniche, apportare cambiamenti ovunque ne abbiamo il potere, prevenire ulteriori danni e gettare le basi per il futuro.»

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