«Tupac fu ucciso per vendetta dopo una lite tra gang rivali»

Il rapper Tupac Shakur fu ucciso a colpi d'arma da fuoco in un atto di vendetta tra gang ordinato da un criminale che in seguito se ne vantò. È quanto emerso oggi all'apertura di uno dei processi più attesi d'America, 30 anni dopo l'omicidio a soli 25 anni dell'astro nascente della musica. Duane «Keffe D» Davis, un tempo leader dei South Side Compton Crips, una delle tante bande che controllavano alcune zone di Los Angeles negli anni '90, ordinò l'uccisione di Tupac dopo che suo nipote era stato picchiato da una gang rivale, secondo quanto ha dichiarato il procuratore Binu Pilal parlando alla giuria in un tribunale di Las Vegas.
Il rapper non fu direttamente coinvolto al pestaggio. Pilal ha spiegato che Davis non premette il grilletto, ma passò l'arma a una persona seduta sul sedile posteriore della sua auto, ordinandole di sparare al rapper. In diverse occasioni, parlando con le forze dell'ordine, con i media e infine nella sua autobiografia, Davis ha confessato il proprio coinvolgimento nell'omicidio. In caso di condanna, rischia l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.