«UBS deve garantire una copertura delle filiali estere per il 90% con capitale di prima classe»

In futuro, sulla scorta delle esperienze maturate col tracollo di Credit Suisse e per evitare un nuovo intervento dello Stato in caso di crisi, UBS dovrà garantire una copertura delle filiali estere per il 90% con capitale di base di prima classe (CET1).
Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati, discostandosi sia dalla proposta della sua commissione, sia da quella del Consiglio federale, che chiedeva una copertura del 100%.
La commissione preparatoria proponeva una copertura delle filiali estere per il 50% con capitale di base di prima classe e per il 50% con obbligazioni AT1 (Additional Tier 1). Attualmente vige la regola del 45% di capitale di base più il 17% in obbligazioni AT1.
Nei giorni scorsi, il CEO della grande banca elvetica, Sergio Ermotti, si era detto a favore di questa proposta che, secondo lui, non penalizzava eccessivamente l'istituto rispetto ai concorrenti. Lo stesso Ermotti si era espresso contro la soluzione prospettata dal Consiglio federale, giudicata troppo costosa
Il «lobbismo» di UBS, banca sostenuta in questa «crociata» dalle maggiori organizzazioni economiche, ha trovato eco positiva in commissione che ha elaborato una soluzione al ribasso rispetto a quella del Governo. Soluzione che oggi, anche grazie all'opera di convincimento della «ministra» delle finanze, Karin Keller-Sutter, è stata respinta a vantaggio di un altro compromesso presentato dal Centro e poi appoggiato dalla maggioranza del plenum (29 voti a 16).
La stessa Keller-Sutter, verso la fine del suo intervento, si è detta anche disposta ad accettare una copertura del 90%. Ma prima che si giungesse al voto, la consigliera federale sangallese ha ribadito la bontà della proposta governativa, che tra l'altro gode del sostegno della Banca nazionale, della FINMA e degli esperti.
In borsa l'azione scende sotto i 40 franchi, ma poi recupera
UBS osservata speciale in borsa nel giorno in cui il Consiglio degli Stati dibatte sui requisiti di capitale delle banche sistemiche.
Stamane alle 9.00 l'azione della società guidata da Sergio Ermotti nei primi scambi si è spinta sino a quasi 41 franchi (40,94), per poi scendere intorno alle 09.10 sotto la soglia psicologica dei 40 franchi (con un minimo giornaliero a 39,91) dopo la decisione della camera dei cantoni di imporre una copertura delle filiali estere per il 90% con capitale di base di prima classe (CET1).
Nel frattempo il valore è tornato a salire e alle 09.55 si scambiava a 40,68 franchi, in progressione dello 0,87% rispetto ai ieri, nell'ambito di un mercato generale orientato a un rialzo frazionale (SMI +0,43%). Dall'inizio del 2026 l'azione UBS ha guadagnato il 6% e particolarmente buona è la performance su cinque anni: +175%.