Giudiziaria

UBS, i beni della società Ros Agro restano congelati

Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF) - La società era presumibilmente controllata da un oligarca russo il cui nome è stato inserito nelle liste delle sanzioni dell'Unione europea, della Svizzera e del Regno Unito
Ats
15.07.2026 13:00

UBS non deve restituire i beni della società Ros Agro, presumibilmente controllata da un oligarca russo. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), che ha basato sua sua decisione sull'Ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina e sulle normative internazionali in materia di sanzioni.

Ros Agro era controllata, attraverso una complessa struttura societaria, dall'oligarca russo Vadim Moshkovich. Nel marzo 2022 Moshkovich è stato inserito nelle liste delle sanzioni dell'Unione europea, della Svizzera e del Regno Unito. Di conseguenza, i valori patrimoniali depositati presso UBS sono stati congelati per impedirne il trasferimento, si legge nella sentenza del TF pubblicata oggi.

Con la vendita di una partecipazione azionaria, a prima vista sembrava che la struttura proprietaria di Ros Agro fosse cambiata. Tuttavia, UBS è riuscita a dimostrare che sussiste un fondato sospetto che Ros Agro continui a essere controllata dall'oligarca russo. Dopo il Tribunale commerciale di Zurigo, anche il TF ha confermato questa valutazione.

Secondo i giudici di Mon Repos, nemmeno la disdetta del contratto bancario da parte della società nell'ottobre 2022 modifica l'obbligo della banca di rispettare i propri doveri legali, sia in Svizzera sia all'estero. Ciò significa che, nel caso concreto, UBS non può restituire i beni finanziari. Farlo vanificherebbe infatti lo scopo delle misure sanzionatorie.

Le sanzioni continuano infatti ad applicarsi anche dopo la cessazione del rapporto bancario, durante la fase di liquidazione dello stesso. Nel caso in questione si tratta di circa 10 milioni di dollari e di azioni di Ros Agro depositati presso UBS.