Economia

UBS, otto grandi banche estere interessate a una possibile fusione

La stretta sui requisiti patrimoniali decisa dal Consiglio degli Stati riaccende le ipotesi di un’aggregazione internazionale: tra i nomi citati figurano Morgan Stanley, Deutsche Bank e Standard Chartered
Red. Online
27.09.2026 11:26

Dopo la decisione del Consiglio degli Stati di inasprire i requisiti patrimoniali per UBS, la più grande banca svizzera potrebbe iniziare a guardare oltre i confini elvetici. Secondo indiscrezioni riportate da Blick e riprese dal media statunitense Semafor, almeno otto grandi istituti internazionali avrebbero manifestato la propria disponibilità a valutare un possibile accordo o una fusione con UBS. Tra i nomi che circolano figurano Morgan Stanley, Deutsche Bank e Standard Chartered. Per ora si tratta soltanto di indiscrezioni e UBS non ha confermato l’esistenza di trattative. Se lo scenario dovesse concretizzarsi, tuttavia, potrebbe aprire una nuova fase per la principale banca svizzera.

La decisione del Consiglio degli Stati

Il punto di partenza è la decisione adottata dal Consiglio degli Stati il 23 settembre nell’ambito della nuova regolamentazione delle banche sistemiche. La Camera alta ha approvato con 29 voti contro 16 la proposta che prevede per UBS una copertura molto più elevata delle partecipazioni estere attraverso capitale CET1, il capitale proprio di qualità più elevata. La percentuale fissata dal Consiglio degli Stati è del 90%.

Per UBS l’impatto sarebbe significativo. Secondo i calcoli della stessa banca, se la misura venisse applicata nella forma attuale, l’istituto dovrebbe detenere circa 16 miliardi di dollari di capitale CET1 aggiuntivo. UBS considera la proposta eccessivamente onerosa e ha criticato apertamente l’impostazione della nuova regolamentazione. Il provvedimento, tuttavia, non è ancora definitivo: dovrà essere esaminato dal Consiglio nazionale e completare l’intero iter parlamentare.

L’ipotesi di una fusione

È proprio in questo contesto che sono emerse le indiscrezioni su una possibile operazione internazionale. L’ipotesi allo studio sarebbe quella di creare una struttura societaria insieme a una grande banca estera e, eventualmente, collocare fuori dalla Svizzera la sede del nuovo gruppo. Una simile operazione potrebbe modificare il quadro regolamentare applicabile alla nuova entità.

Secondo le indiscrezioni, diversi istituti avrebbero già manifestato interesse. Tra i nomi citati figurano Morgan Stanley, Deutsche Bank e Standard Chartered. Il media statunitense Semafor ha riferito che i vertici di UBS avrebbero ripreso a esaminare possibili soluzioni per ridurre l’impatto della regolamentazione svizzera, compresa un’eventuale combinazione con un concorrente estero.

UBS non conferma

Al momento, tuttavia, non c’è alcun accordo annunciato né una fusione ufficialmente in discussione. UBS non ha confermato l’esistenza di trattative concrete e, interpellata sulla vicenda, ha fatto sapere di non voler commentare «speculazioni o opinioni» sull’argomento. Anche il numero di otto potenziali interessati resta legato alle indiscrezioni giornalistiche: non è stato confermato ufficialmente da UBS.