Un fotovoltaico da record ma quasi nessuno lo sa

È l’edificio pubblico con il più grande impianto fotovoltaico integrato nelle facciate del Canton Ticino e si trova a Lugano. Meglio, a Pregassona. Eppure, il suo record, che va al di là del confini cantonali, perché primeggia anche a livello nazionale, non è (ancora) del tutto conosciuto. Anche se quasi tutti sanno dell’esistenza del Centro Polis, questo il nome dell’edificio inaugurato nel 2022 in via Vedreggio, che ospita una residenza medicalizzata per anziani con 114 posti letto, un centro diurno per persone affette da demenza senile, la sede del Servizio di accompagnamento sociale comunale (SAS) e un nido dell’infanzia. Particolare non da poco, con una potenza installata di circa 170 kilowatt picco (kWp), corrispondente a una superficie di oltre 1’600 metri quadrati rivestita di pannelli di vetro stratificato e temperato, l’impianto fotovoltaico assicura il 57% dell’energia elettrica necessaria per tutto l’edificio. Come se non bastasse, all’interno del centro, le AIL hanno inoltre realizzato una centrale termica a cogenerazione che, grazie alla sua produzione di energia elettrica, permette di coprire quasi il 100% del fabbisogno elettrico dell’intero stabile.
Al raggiungimento del primato non si è arrivati subito. Perché inizialmente le facciate dell’edificio - che ha visto la luce dopo vent’anni dalla prima idea e ha richiesto un investimento di circa 47 milioni di franchi, con un contributo cantonale di 10 milioni - erano state pensate in pannelli in fibrocemento.
A spingere verso una scelta molto più green è stata la Città. Che per raggiungere l’obiettivo ha coinvolto un team interdisciplinare composto da specialisti, tecnici e ricercatori della Scuola universitaria della Svizzera Italiana (SUPSI), delle AIL, delle società Alsois e Sunangel e del Fondo energie rinnovabili (FER) del Cantone. Una scelta, quella della Città, che, aveva detto l’ex municipale responsabile dell’edilizia pubblica, Cristina Zanini Barzaghi, intervenendo all’inaugurazione, «è stata apprezzata anche dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile del dipartimento federale dell’ambiente, la quale ha visitato la struttura, inserendola fra i progetti-faro dell’innovazione svizzera».
A guardarlo da fuori, quasi non ci si accorge del primato ecologico. Questo perché per le facciate si è voluto ottenere un colore grigio omogeneo, studiato per ottenere una percezione cromatica uniforme della facciata, con la completa mimesi delle celle solari. «L’industria del fotovoltaico – si legge nel documento di accompagnamento al progetto allestito dalla Città insieme alla SUPSI - si sta rapidamente evolvendo così da rendere i suoi prodotti sempre più efficienti, più accessibili, più sostenibili e più efficacemente integrati nel processo costruttivo e architettonico». Essendo il sole una fonte sostenibile, rinnovabile e inesauribile per la generazione di energia elettrica, «non utilizzarlo - si legge - sembra quasi contro-intuitivo».
