«Un organo nazionale per rafforzare i diritti dell'infanzia»

Un organo nazionale dovrà rafforzare i diritti dell'infanzia in Svizzera, mettendo a disposizione conoscenze specialistiche, analizzando l'attuazione di tali diritti, fornendo consulenze alle autorità e sviluppando reti di contatto tra gli attori comunali, cantonali e nazionali. È quanto stabilito oggi dal Consiglio federale che rinuncia però, per motivi finanziari e legati al federalismo, all'istituzione della figura del difensore civico dei diritti dell'infanzia.
Ordinanza da adeguare
Nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha infatti deciso di adeguare l'ordinanza sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche (OPAG) e di incaricare il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di preparare entro fine anno il testo modificato, si legge in una nota governativa. In questo modo l'esecutivo conferma la proposta messa in consultazione nel 2023, in seguito a una mozione dell'allora «senatore» Ruedi Noser (PLR/ZH).
Adempimento della Convenzione ONU
Il nuovo organo avrà dunque il compito di assicurare l'adempimento di compiti legati alla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, ratificata dalla Confederazione; tale atto prevede che i minori siano informati e consigliati sui loro diritti, in modo da garantire loro l'accesso alla giustizia.
Proposta «non sufficiente»
Secondo numerosi partecipanti alla consultazione, la proposta del Consiglio federale non era sufficiente, poiché non prevedeva l'introduzione di un difensore civico nazionale. Alla richiesta non è però stato dato seguito «data la difficile situazione finanziaria della Confederazione e poiché nell'ambito della politica dell'infanzia e della gioventù la competenza in importanti settori giuridici spetta principalmente ai Cantoni», recita il comunicato.