Un progetto per Punta Pojana, bella e malinconica

Bella è bella, slanciata com’è verso il lago. Sembra la prua di una nave, e quel platano solitario la sua bandiera. Ti «chiama», Punta Pojana, ma una volta arrivati non può nascondere quanto è malinconica, trasandata, sacrificata. Basti pensare che questa terrazza sul Ceresio, con un panorama che spazia dalla cresta del Generoso al cucuzzolo del San Salvatore, viene sfruttata come deposito di cantiere. Terra, tubi, macchinari, transenne. Qualcosa, però, potrebbe cambiare. La valorizzazione di Punta Pojana è stata infatti inserita nella quinta versione del PAM, il documento con cui il Mendrisiotto chiederà sussidi a Berna per una serie di progetti. L’idea, come leggiamo nel documento, è «riconfigurare» la riva e la scarpata subacquea per favorire lo sviluppo dei pesci, destinandone una parte a spiaggia libera. Tutto ciò tramite «materiale pulito» portato nel lago dai fiumi della zona. Servirebbero anche dei posteggi ordinati e rispettosi del luogo, oltre ad attrezzature per lo svago. Oggi ci sono soltanto una panchina e un cestino «decorati» con scritte che inneggiano all’amore e all’anarchia. Ne ha fatto le spese anche il platano, che comunque sembra in buona salute.
Parcheggi selvaggi
Dato che al progetto è stata assegnata la priorità B, l’orizzonte temporale non è vicino: 2032-2035. Per ora a Punta Pojana non si muove niente, ad eccezione di piccole onde che accarezzano la riva sassosa. «Nell’immediato no, non è previsto nulla» conferma il sindaco di Brusino Arsizio Lucio Negri, comunque soddisfatto che la valorizzazione della zona sia stata inserita nel PAM 5. «Come Municipio lo avevamo caldeggiato». Municipio che durante l’estate è intervenuto più volte per proteggere il platano dalle auto che gli venivano posteggiate praticamente sulle radici, rischiando di danneggiarlo. «È sicuramente un simbolo e va tutelato» afferma il sindaco. A proposito di come viene utilizzata oggi l’area, Negri riconosce che «è stata preziosa per i cantieri passati e presenti di Brusino», dove lo spazio in generale non abbonda, «così come per il deposito del legname portato a valle durante i forti temporali». «Sappiamo benissimo – aggiunge – che in questo modo Punta Pojana non è valorizzata. L’inserimento nel programma d’agglomerato del Mendrisiotto è un primo passo in quella direzione». È stata invece accantonata l’idea di realizzare un’area per i camper.
Persi dieci anni
L’attuale piano di valorizzazione parte da un progetto analogo di una decina di anni fa sostenuto dal Cantone, che è proprietario di Punta Pojana. «Era pronto per essere realizzato, ma l’allora sindaco disse di no, temendo un impegno eccessivo da parte del Comune per la manutenzione» ricorda con amarezza Giovanni «Titta» Bernasconi, che tre anni fa, con il suo gruppo Brusino 2000, aveva risollevato il tema inoltrando una mozione. «Attualmente – scriveva il movimento – la Punta di Pojana è considerata zona libera e ‘selvaggia’ ed è spesso usata quale campeggio abusivo con conseguenti problemi di carattere igienico e sanitario». Un altro elemento poco qualificante. Così come i cantieri. E pensare che Punta Pojana come la vediamo oggi è nata, decenni fa, proprio grazie al materiale prodotto un cantiere:quello per l’allargamento della vicina strada cantonale. Poi è arrivato il platano, dopo che alcuni operai, per scherzo, lo avevano piantato proprio nel giardino di Bernasconi. Ora Punta Pojana aspetta il suo futuro e continua a scrutare il lago. Un lago che a volte spaventa chi lo attraversa in barca. In quel punto, infatti, possono incrociarsi due venti anche forti:il Marino da Capolago e la Breva da Porto Ceresio.
