Un test missilistico russo riaccende la tensioni sulle isole Curili

Le isole Curili, al centro di una disputa decennale tra Russia e Giappone, in questi giorni sono tornate di nuovo sotto i riflettori internazionali. La marina russa giovedì ha infatti condotto alcune esercitazioni missilistiche vicino all'arcipelago, come riferisce il Guardian. Una mossa che ha scatenato l'ira delle autorità nipponiche, le quali hanno «fortemente criticato» i test. Questo, come detto, è solo l'ultimo tassello di un crescente contrasto tra i due Paesi, culminato la scorsa settimana con la visita fatta dal presidente russo Vladimir Putin a quelli che sono, a tutti gli effetti, dei territori contesi.
Botta e risposta
Ma facciamo un passo indietro. La scorsa settimana Vladimir Putin si è recato in visita a Etorofu, la più grande delle quattro isole Curili, un arcipelago rivendicato anche da Tokyo, che chiama «Territori del Nord». Una visita che la prima ministra nipponica Sanae Takaichi aveva definito «assolutamente inaccettabile» e «contro alla posizione coerente del Giappone sui Territori del Nord. Offende i sentimenti del popolo giapponese ed è totalmente inaccettabile». Dal canto suo Mosca aveva respinto le critiche da parte giapponese etichettandole come «infondate», denunciando il «revisionismo» di Tokyo. «Respingiamo categoricamente queste dichiarazioni, che consideriamo politicamente irrilevanti, offensive e, naturalmente, giuridicamente infondate», aveva dichiarato a tal proposito in un comunicato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Non solo. Zakharova aveva pure sottolineato che le isole Curili «sono state cedute alla Russia alla fine della Seconda Guerra Mondiale, in conformità con gli accordi con le potenze alleate e la Carta delle Nazioni Unite. La sovranità e la giurisdizione della Russia su queste isole sono fuori discussione», richiamando la resa incondizionata del Giappone nel settembre 1945. Non erano mancate neppure le critiche per «aver dettato con arroganza a Mosca quali regioni del proprio Paese il suo leader supremo può e non può visitare».
Reazione a catena
Un botta e risposta che ha dato il via, negli scorsi giorni, a una vera e propria reazione a catena che ha visto anche la convocazione dei rispettivi ambasciatori a Tokyo e Mosca. E il clima - spiega il quotidiano britannico - non si è di certo raffreddato. Giovedì, durante una visita in Oman, il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi ha rincarato la dose: «Non possiamo tollerare iniziative volte a rafforzare la presenza militare nelle Quattro Isole Settentrionali, poiché contrastano con la posizione del nostro Paese».

Manovre su larga scala
Torniamo al lancio missilistico delle scorse ore. Le manovre militari russe nei pressi delle isole Curili erano già state comunicate da Mosca a inizio agosto, con l'annuncio di esercitazioni su larga scala «a fuoco vivo» previste fino a fine mese. Esercitazioni verso le quali le autorità nipponiche avevano da subito presentato protesta. Nello specifico, giovedì, la flotta russa del Pacifico ha dichiarato di aver lanciato missili superficie-nave Bastion da Etorofu, «simulando un attacco contro navi nemiche e colpendo tutti i bersagli a circa 300 chilometri di distanza». Secondo quanto riportato dal Guardian, i funzionari hanno affermato che le esercitazioni hanno coinvolto un sottomarino a propulsione nucleare e un incrociatore lanciamissili. Secondo l'agenzia di stampa russa Tass, alle manovre hanno partecipato «circa 60 navi di superficie, sottomarini e navi di supporto, circa 30 aerei, elicotteri e sistemi aerei a pilotaggio remoto dell'aviazione navale della flotta del Pacifico, nonché oltre 13.000 militari».
Disputa infuocata
Le isole Curili sono situate in un punto particolare: tra l'estremità nordorientale dell'isola giapponese di Hokkaido e la penisola russa della Kamchatka. Benché si tratti di una zona spoglia, desolata e anche piuttosto inospitale, dato che è conosciuta per i frequenti terremoti e per il tempo atmosferico «estremo», l'arcipelago è al centro di una infuocata disputa internazionale tra Mosca e Tokyo iniziata nel XIX secolo e che è, tuttora, irrisolta. E, possiamo ipotizzare, che non si risolverà a breve: a inizio settimana, infatti, le autorità russe hanno bollato la Northern Territories Issue Association (Associazione per la questione dei territori settentrionali) giapponese come «organizzazione indesiderabile», per aver sostenuto la restituzione delle isole Curili al Giappone.


