Tegna

Un viaggio a ritroso nel tempo narra la storia del Castelliere

Conclusa la campagna di scavi di una parte delle vestigia della fortezza tardo romana sulla collina che domina il paese – Ora una serie di opuscoli suddivisi per fasce di età accompagnerà i visitatori alla scoperta dell'importante sito archeologico
© castelliere.ch
Spartaco De Bernardi
08.09.2023 22:30

Lo scavo archeologico di una parte delle vestigia della fortificazione tardo romana si è per ora concluso. Ora, attraverso una serie di pubblicazioni cartacee e digitale, si intende far conoscere il Castelliere di Tegna ad un vasto pubblico: dalle famiglie, agli adulti senza dimenticare gli studenti di Scuola media. Quanto venuto alla luce durante gli scavi, condotti sulla collina che domina il paese di Tegna da specialisti nonché da studenti dell’Università di Losanna, e le modalità con le quali si vuol divulgare la storia della fortificazione e, più in generale, di tutta la regione sono stati illustrati nei giorni scorsi durante un incontro con la stampa. «La campagna di scavi, che si conclude ufficialmente ora, ha interessato circa un decimo dell’area del Castelliere. Non si tratta però della fine dei lavori, ma dell’inizio di una nuova ricerca nell’intera area di interesse archeologico e delle sue vie di accesso», ha rilevato Adriano Gilà, presidente del Patriziato di Tegna, ente promotore del progetto in collaborazione con il Cantone ed il sostegno finanziario di numerosi enti pubblici e privati. E proprio a questi ultimi, così come ad istituti universitari, Gilà ha rivolto un appello affinché sostengano anche le prossime attività di ricerca archeologica e storica.

Preziose informazioni

La campagna di scavo iniziata nel 2021 e conclusasi di recente, ha interessato il grande edificio al centro della collina: un’imponente fortificazione, di cui rimangono i muri perimetrali, edificata tra il 450 e il 500 dopo Cristo, durante gli ultimi decenni dell’impero romano, per controllare i transiti sui passi alpini. Gli studiosi hanno così portato alla luce nuove preziose informazioni sulla storia del sito. «Sono state rinvenute le testimonianze legate al cantiere di costruzione del grande edificio, con una forgia per la fabbricazione di attrezzi e chiodi», ha rammentato l’archeologo Mattia Gillioz. Si è inoltre potuto appurare che, terminato il cantiere di costruzione, è stato posato il pavimento ligneo dei locali, che avevano una funzione di magazzino per derrate alimentari. Devastato da un violento incendio, l’edificio è stato ricostruito tra il 500 e il 550. Anche in questa fase i locali scavati erano adibiti a magazzino: è infatti stata portata alla luce una grande quantità di reperti carbonizzati quali frutta, cereali e leguminose. «Questi ritrovamenti forniscono importanti informazioni sull’alimentazione di quell’epoca. Abbiamo trovato anche una grande quantità di castagne, a testimonianza della diffusione di quell’albero introdotto dai romani proprio in quell’epoca», ha aggiunto Gillioz, precisando che «se dal punto di vista dei reperti le scoperte fatte durante gli scavi non sono eccezionali, dal punto di vista scientifico quanto riportato alla luce lo è di sicuro».

Mediazione culturale

Valore scientifico, appunto. Per poterlo divulgare ad un pubblico il più vasto possibile sono state sviluppate delle proposte di mediazione culturale. Inaugurate con una giornata di porte aperte sugli scavi, tali proposte sono proseguite con la realizzazione di una ricca offerta di itinerari che consentono di scoprire la ricchezza storica e naturalistica della regione. Percorsi immersivi nell’archeologia, nell’arte sacra, nelle scienze naturali e nella storia della terra che raccontano le peculiarità del Castelliere. E questo grazie a degli opuscoli che raccolgono tutta una serie di informazioni riguardanti i vari ambiti citati poc’anzi. Ne sono stati dati alle stampe sette, ha precisato l’architetto e museografo Nicola Castelletti, suddivisi per fasce di età: ai bambini dai sei anni in su è proposto un viaggio nel tempo da vivere insieme ai genitori. Grazie ad attività ludiche, curiosità e spunti di riflessione, le famiglie potranno interagire con le numerose tracce che si incontrano lungo il percorso. Itinerari più specialistici sono poi dedicati ai visitatori adulti. Questi pieghevoli, raccolti in un cofanetto, possono essere acquistati, anche singolarmente, attraverso il sito www.editore.ch. Vi sono infine altri tre leporelli dedicati ad allievi e studenti delle Medie, sviluppati in collaborazione con la Divisione della scuola del DECS e collegati al Piano di studi della scuola dell’obbligo ticinese, che fungono da guida didattica ed escursionistica. Ulteriori informazioni sulla campagna di scavi e sul materiale didattico e divulgativo si possono ottenere consultando il sito www.castelliere.ch 

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